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US Open, Sinner pronto al derby con Musetti: “È stata una partita veloce? Dal mio punto di vista va bene così”

E anche Bublik è stato archiviato. Jannik Sinner avanza ai quarti di fianale dello US Open vendicandosi della sconfitta patita contro il kazako ad Halle. Tre game concessi a Bublik, un triplice 6-1 che di umano ha ben poco, tanto da far esclamare allo sconfitto di non essere un brutto giocatore, è solo che quell’altro fa parte di una galassia estranea. Adesso la sfida tricolore con Lorenzo Musetti ai quarti di finale ha un sapore da notti magiche, dove a vincere è in primis il movimento azzurro. Jannik, complimenti, hai avuto uno straordinario approccio al match. Hai risposto subito ai suoi servizi, gli hai messo subito grande pressione, non hai mai perso la battuta, l’hai breakkato due volte subito. Ecco, è frutto di una strategia questo partire subito così alla grande? C’era la tua voglia di riscattare la sconfitta sull’erba?  JANNIK SINNER: “Sono partite diverse, credo che ci siamo preparati molto bene soprattutto tatticamente. Oggi abbiamo cambiato qualcosa, però lui è molto imprevedibile come giocatore, trova soluzioni molto diverse, ovviamente è un giocatore molto talentuoso. Quindi la partita, se guardiamo il punteggio, sembra facile, ma non è così facile. Le cose possono complicarsi nel terzo set, se mi fa break lì, comunque sul 4-1, non si sa. Però, nell’altro senso, sono contento di come ho approcciato questa partita, quindi sono segnali sicuramente abbastanza positivi per me“ Jannik, complimenti, raccontaci un po’ delle grandi risate, lo scambio di battute, la stretta di mano. Che cosa vi siete detti? Lui ti ha detto tipo “non sono così scarso”? Raccontacela un po’ meglio, com’è stata questa conclusione di partita simpatica.  JANNIK SINNER: “È stato un momento simpatico, non mi ricordo tutto. Mi ha fatto i complimenti e anch’io li ho fatti a lui perché sta facendo una bellissima stagione: dopo Wimbledon ha vinto Halle, poi Wimbledon è andato come è andato, poi dopo ha vinto altri due tornei“ Però in TV sembrava che avesse detto “guarda che non sono così scarso”, una cosa del genere.  JANNIK SINNER: “No, ha detto che ho alzato il livello da Halle a qua probabilmente, quindi sì, era una battuta abbastanza simpatica. Però sai, ci conosciamo abbastanza bene ora, non solo come persone ma anche come giocatori, sappiamo un po’ cosa aspettarci. Quindi è un po’ diverso, però sì, è stato un momento simpatico“ Lo so che cerchi sempre di non perdere la concentrazione, ma quando lui faceva quelle scene, quando ha fatto finalmente un punto, ha fatto finalmente un game, ti veniva un po’ da sorridere oppure dentro di te eri così attento che pensavi solo a non distrarti? Qual è la tua reazione quando vedi uno che fa così, perché lui era simpatico, no? Cercava di tirarsi dietro il pubblico.  JANNIK SINNER: “Bisogna anche capire un po’ i momenti. Oggi ero abbastanza concentrato; ci sono altri momenti o magari altri tornei dove la prendo più sul ridere, più in modo rilassato. Però negli Slam è un po’ diverso, sono molto più concentrato, anche perché ci tengo tanto a questo torneo, e quindi oggi non l’ho neanche sentito, onestamente, stavo facendo le mie cose”  Ciao Jannik. Lorenzo prima ci ha parlato un po’ del suo rapporto con New York. Dice che gli piace allenarsi perché c’è talmente tanta confusione che si sente quasi isolato, tranquillo; gli piacciono alcuni posti, il fatto che ricordi così tanti film. Tu che rapporto hai con New York? C’eri andato da piccolo? Te l’immaginavi così? Ci sono dei posti che ti piacciono? Hai visto altri sport, tifi per gli Yankees, per i Mets? C’è qualcosa che ti piace di New York o che ha a che fare con la tua esperienza con la città?  JANNIK SINNER: “Non lo so, onestamente, perché questa città è molto diversa. Sembra quasi di essere in un film, a volte. Però io sono molto diverso da lui, perché mi riposo tanto, non esco tanto fuori, sto molto in hotel, cerco di dormire il più possibile per fare le cose al meglio qui ai campi e poi torno e mi riposo di nuovo. È da qualche anno che ho questo approccio nei Grandi Slam: cercare di sprecare meno energie possibile. Quindi il mio approccio è questo. Non è detto che sia giusto o sbagliato, ognuno vive in modo diverso, lui è anche in un momento diverso. Però sì, anch’io ho i miei ristoranti a cui vado, sono sempre italiani e quindi siamo sempre abbastanza tranquilli“ D. Jannik, puoi solo battere chi hai di fronte, ma pensi che i 23.000 spettatori meritassero di più da Alexander Bublik là fuori? 13 doppi falli, due servizi dal basso, uno dei doppi falli…  JANNIK SINNER: “Sì, non so. Da parte mia, cerco solo di fare del mio meglio, di fare quel che posso in quella giornata. A volte capitano delle giornate storte in cui alcune cose non funzionano. Alcuni giocatori hanno dei problemi dietro le quinte, non si sa mai. Alla fine cerchiamo di rendere questo sport il più interessante possibile. A volte oggi sentivo di giocare un ottimo tennis e sono riuscito a brekkarlo subito, il che poi mi ha dato fiducia per servire meglio e giocare meglio dal fondo. È stata una partita veloce. Ma, allo stesso tempo, dal mio punto di vista va bene così. Ovviamente le persone vengono qui per vedere grandi partite, grandi battaglie, e non sempre è così. Ma sì, non so cosa abbia detto lui, non so se sia venuto qui, ma io posso solo giudicare dal mio punto di vista e da come sono riuscito a giocare, e per me è stata una buona prestazione“ D. Sembrava che a rete, dopo la partita, ti abbia detto: “in realtà non sono così scarso”. Come hai fatto a farlo sembrare così?  JANNIK SINNER: “No, non so (sorride). Come ho detto, non dimentichiamoci che lui aveva giocato una partita al quinto set finita molto tardi contro Tommy, che è un giocatore diverso. Può capitare, questo è lo sport. Alcuni giorni vanno bene, altri no. Magari un giorno io avrò una giornata negativa e perderò rapidamente, non si può mai sapere. Lo sport è molto imprevedibile. Come ho detto, ho cercato di muoverlo, vedere come si muoveva, mettere la partita anche sul piano fisico. Oggi ho giocato un buon tennis a tratti. A volte lui mi ha dato punti gratuiti. Ho cercato solo di restare il più costante possibile, credo sia stata questa oggi la chiave principale“ D. Nel prossimo turno affronti un tuo connazionale. Quando era qui ha detto che giocare contro di te è la sfida più grande di questo sport, ma che forse la pressione è più su di te per lo standard che devi mantenere. Cosa ne pensi e che ne pensi della sfida di affrontare lui?  JANNIK SINNER: “Sì, la pressione c’è. La pressione c’è sempre stata (sorride). Sarà molto interessante da vedere. È un po’ diverso quando giochi con un altro italiano, per me è sempre una partita particolare. Ma allo stesso tempo lui è un giocatore incredibile, molto talentuoso. Sta facendo un ottimo tennis. Ha avuto qualche difficoltà durante la stagione, ma ora è in una grandissima forma. Sì, la pressione è su di me, ma nella maggior parte dei casi la pressione è un po’ più su di me che sull’avversario, quindi vedremo. Mi piacciono queste sfide. È bellissimo, dal punto di vista italiano, avere sicuramente un italiano in semifinale di uno Slam. Adesso queste cose sembrano normali, ma non lo sono affatto. È molto difficile arrivare a questi livelli, ai quarti. L’occasione è più grande, l’attenzione mediatica è maggiore, le partite più importanti. Tutto cambia ora, quindi vedremo. Ma attendo con piacere questa sfida, è grande, e sono molto curioso“ D. Più in generale, tu e Carlos sembrate avere una rivalità molto sana. Cosa pensi che i ragazzi e i tifosi possano imparare dalla vostra rivalità con Carlos, e come si può coltivare una rivalità sana nella propria vita?  JANNIK SINNER: “Penso che tra di noi ci sia anche una bella amicizia fuori dal campo. È una cosa bella da vedere, dimostra che è possibile. Non è che dobbiamo essere nemici anche fuori dal campo. Certo, siamo avversari quando scendiamo in campo e cerchiamo di giocare il nostro miglior tennis, ma finisce lì. Dopo la stretta di mano, tutto torna normale. Questo è bello. Abbiamo grandi team intorno a noi. Abbiamo anche una vita normale fuori dal tennis, ad esempio lui ama il golf, io ho le mie passioni. Ci alleniamo molto seriamente, abbiamo una squadra che ci supporta ed è molto onesta. Ma penso che molti giocatori siano così. Il tennis è importantissimo e dipende anche da quanto sei disposto a sacrificarti per questo sport, perché è necessario. Ma sì, penso che sia bello: una cosa è essere un buon tennista, un’altra è essere una brava persona. Sono due cose diverse, e penso che noi un po’ abbiamo entrambe. Quindi è positivo”  Pratichiamo molto seriamente, abbiamo una squadra che ci supporta ed è molto onesta. Ma penso che molti giocatori siano così. Il tennis è importantissimo e dipende anche da quanto sei disposto a sacrificarti per questo sport, perché è necessario. Ma sì, penso che sia bello: una cosa è essere un buon tennista, un’altra è essere una brava persona. Sono due cose diverse, e penso che noi un po’ abbiamo entrambe. Quindi è positivo”  D. Volevo chiederti di un evento che hai fatto l’anno scorso con Alfie Hewett al Miami Open, la dimostrazione di tennis in carrozzina. Sono curioso di sapere come sia nata questa iniziativa e quanto sono importanti questi eventi per far conoscere e valorizzare il tennis in carrozzina.  JANNIK SINNER: “Sono un grande tifoso del tennis in carrozzina. Atleti incredibili. È incredibile. Dietro le quinte non puoi saperlo, ma sono persone gentilissime. È stupendo da vedere, e mi sono sentito molto fortunato e onorato di poter provare il tennis in carrozzina, anche solo per poco tempo, quando ero là con lui a Miami. È stato molto bello, ti fa capire quanto sia difficile ed è straordinario ciò che riescono a fare con il loro corpo. Per noi sembra tutto normale, ma non lo è. È straordinario cosa riescano a fare. Sì, spero che questo sport possa crescere il più possibile, il tennis in carrozzina, perché credo che assistere a queste partite sia molto bello. Ho visto qualche partita in Australia qualche anno fa. Sono davvero un grande sostenitore“ D. Hai menzionato nell’intervista in campo quanto sia bello giocare di sera. È solo perché era la tua prima partita in notturna quest’anno sull’Arthur Ashe e c’è tutto l’entusiasmo del pubblico serale, oppure c’entrano anche le condizioni e quanto queste incidono sul tuo gioco rispetto a giocare di giorno?  JANNIK SINNER: “In ogni caso, è sempre speciale andare sull’Arthur Ashe a giocare. Le partite di sera sono un po’ diverse perché c’è un po’ più di attenzione, secondo me. C’è un’atmosfera differente anche intorno al campo, è molto rumoroso, è una sensazione diversa. Era la prima volta quest’anno per me e mi è piaciuto molto. Ovviamente giocare alla sera porta aspetti positivi e negativi. È comunque speciale, ci si sente privilegiati a scendere in campo di notte sul campo più grande che abbiamo. Oggi le condizioni erano un po’ più calde. Quando fa più freddo la sera, è ancora diverso giocare. Ecco tutto“ ...

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