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ATP Barcellona, Rublev rimonta Medjedovic e torna in finale di un 500

[5] Rublev b. H. Medjedovic 3-6 6-2 6-2 Prima finale per Rublev a Barcellona, nel club dove si allena di solito con il suo coach spagnolo Fernando Vicente. Il russo è con Zverev uno dei giocatori in attività con più vittorie in questa categoria di tornei. Per certi versi non sorpende, visto che i due sono i fra i due giocatori più talentuosi della loro generazione per così dire sub-elite. Grandi giocatori, ma non di calibro Grand Slam. Andrey si giocherà la 73ma edizione del trofeo Godò con il vincente di Jodar Fils. Primo set – Medjedovic più solido Oggi il favorito dovrebbe essere Rublev, ma nonostante la differenza notevole in classifica il risultato non è scontato. Medjedovic è uno dei giocatori che tira più forte in termini di velocità di palla assoluta e se dovesse continuare a trovare le buone sensazioni che ha avuto in questo torneo una sorpresa non è da escludere. Subito match equilibrato con i primi game di servizio decisamente lottati e subito palle break per entrambi i giocatori. In particolare Rublev è bravo a salvarsi in una gioco fiume da 16 punti. RUB 1-1 MED. Match che vede nella prima metà del primo set il momento di maggior spettacolo. Quinto game con Medjedovic al servizio, e il serbo deve far fronte a un game molto complicato, chiuso dopo 18 punti e 4 palle break salvate. RUB 2-3 MED. Medjedovic salva ben 5 break point e sui pressure point non trema. 16 punti giocati in condizioni delicate e Hamad ne ha vinti 11. Forse questa la chiave principale di questo primo parziale. A livello tattico interessante notare invece il massiccio ricorso di Medjedovic alla palla corta, decisamente fuori standard rispetto agli schemi di gioco odierni. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Medjedovic, Distribuzione percentuale palle corte, primo set Ben 10 palle corte tentate, che hanno tenuto sempre sul chi va là Rublev, che poteva aspettarsi quindi la mazzata risolutiva come il tocco delicato. A livello ATP nelle ultime 52 settimane la media di palle corte tentate è del 2%, dato influenzato però dalla preponderanza di tornei sul cemento. Per Rublev il problema è che Medjedovic ha grande potenza, non dà tanto ritmo e anche quel tocco sulle palle corte che rende il suo gioco imprevedibile. Secondo set – Rublev macina gioco, Medjedovic in confusione Secondo set nel quale si inizia senza particolari scossoni fino al quarto game. Medjedovic nonostante qualche imprecisione continua a spingere sul proprio servizio anche a costo di qualche errore. Nel quarto game il serbo concede palla break, Rublev non fa meraviglie, ma rimane in partita. Si gioca sulla seconda di servizio di Hamad e Rublev gioca una intelligente parabola senza peso in risposta. Medjedovic va fuori giri e sparacchia fuori senza senso. BREAK RUBLEV. RUB 3-1 MED. Non è il Rublev scintillante del secondo set con Machac, ma in ogni caso Andrey si gioca le sue carte. Incide anche il fatto che Machac aveva il servizio decisamente spuntato, a differenza di Medjedovic che col servizio fa parecchio male. Medjedovic a differenza del primo set invece gioca decisamente i punti importanti. Ottavo gioco con il russo che ha un’altra opportunità di break e nuovamente sceglie di rispondere con un candelotto senza peso. Sembra una scelta scellerata, palla facile che rimbalza a metà campo, a questi livelli facile preda per chiunque. Non per il Medjedovic di questo scorcio di set, che come nel caso precedente sparacchia malamente. Chiaramente si tratta di una questione mentale, con il serbo che si lascia andare per la tangente. SET RUBLEV. RUB 6-2. Seconda manche nella quale Rublev ha dato timidi segnali di risveglio, ma che per lo più è stata caratterizzata dal crollo di Medjedovic. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Performance rating sintetico Terzo set – Medjedovic non all’altezza La rottura di Medjedovic sta assumendo proporzioni preoccupanti, per sua fortuna si comincia con Rublev al servizio. Hamad ha la possibilità di raccogliere le idee e giocare un game a braccio sciolto. La medicina sembra funzionare, con Hamad che sale per due volte a palla break ma in entrambi i casi non riesce a trovare lo spunto per chiudere. RUB 1-0 MED. Si arriva così abbastanza in equilibrio fino al sesto game, dove Rublev riesce a far partire lo scambio e si guadagna un’occasione di break. Bel servizio di Medjedovic su cui Andrey riesce appena a mettere la racchetta. Il russo è fortunato che la palla resta in campo e lo scambio prende avvio, con Medjedovic all’attacco. Rublev però è bravo ad assorbire la violenza dei colpi del suo avversario, un aspetto che è emerso anche con Machac. Rublev in questa edizione del Godò si è distinto soprattutto per la capacità di assorbire la violenza dei colpi del proprio avversario senza cedere terreno e senza arretrare dalla linea di fondo. Aiuta anche il fatto che Machac e Medjedovic sono giocatori dalla palla filante e non troppo carica, che consentono al russo di giocare all’altezza dell’anca, in condizioni ideali. Si arriva così al sesto game in condizioni di parità ma qua Rublev prende il volo. Nel sesto game, di nuovo Rublev torna aggressivo e in maniera chirurgica breakka Medjedovic. Partita che in pratica finisce qua: sul 5-2 Medjedovic anzichè concentrarsi nel portare a casa un game pulito e mettere pressione a Rublev, fa confusione e concede match point, che Andrey trasforma senza problemi, con l’ennesimo errore di Medjedovic in spinta. MATCH RUBLEV. RUB 6-2 MED ...

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