WTA Stoccarda: tra Rybakina e la seconda Porsche c’è l’ostacolo Muchova
Saranno la prima testa di serie Elena Rybakina e una delle giocatrici più in forma dell’anno, Karolina Muchova, a disputarsi la finale del Porsche Tennis Grand Prix di Stoccarda che mette in palio la splendida Porsche Carrera 911 Cabriolet gialla in mostra a bordocampo. Rybakina ha già vinto una Porsche nel 2024, ma in quella occasione non poté guidarla sul campo perché non aveva ancora conseguito la patente di guida. Ora potrà completare la sua esperienza di Stoccarda se saprà superare Karolina Muchova, che ha vinto il 22° match di questo suo prolifico 2026 sconfiggendo in tre set una Elina Svitolina molto vispa, ma che nel rush finale del terzo set ha dovuto capitolare davanti alla maggiore qualità di colpi dell’avversaria. I precedenti tra Rybakina e Muchova, tutti disputati sul cemento, vedono la ceca in vantaggio per 2-1, anche se i primi due incontri tra di loro sono abbastanza datati: uno risale addirittura al primo turno dello US Open 2019 (vittoria di Muchova), mentre il secondo, a Indian Wells 2023, aveva visto l’affermazione di Rybakina per 6-4 al terzo set. L’ultimo loro incontro, lo scorso gennaio a Brisbane, ha visto l’affermazione di Muchova [7] K. Muchova b. [4] E. Svitolina 6-4 2-6 6-4 Karolina Muchova – Stoccarda 2026 (foto X @PorscheTennis) Primo set molto rapido (38 minuti) deciso da una partenza molto concentrata da parte di Muchova che è riuscita a prendere il sopravvento di una Svitolina non sufficientemente propositiva in abbrivio di match. I due break conquistati dalla ceca a inizio match per il 3-0 pesante si dimostrano uno svantaggio troppo pesante per una Svitolina che muove il gioco e l’avversaria appena può, ma non riesce a tessere le sue trame nei game di servizio dell’avversaria, sempre lestissima a chiudere a rete (8/9 nel set) su ogni occasione propizia. All’inizio del secondo set la musica cambia, Svitolina riesce a entrare negli scambi sul servizio di Muchova e dà vita a un game fiume: 26 punti, sette palle break, alla fine del quale ottiene il primo strappo del match sull’avversaria portandosi sul 2-0. Muchova prova a reagire, riprende a menare le danze con il suo diritto e arriva alla palla del controbreak sull’1-3, ma qui Svitolina mette a segno un ace e si porta sul 4-1. Muchova non trova continuità, il suo gioco da fondo è poco incisivo e si presta agli attacchi di Svitolina che va a servire per il set sul 5-1, ma gioca un pessimo game cedendo la battuta a zero. L’ucraina però rimedia subito confezionando il terzo break consecutivo e chiudendo il set per 6-2 in 53 minuti, quasi la metà dei quali sono stati occupati dal secondo game. Nel set conclusivo i servizi riprendono in mano le redini del punteggio, ma soprattutto il livello di gioco diventa meno spregiudicato, con più scambi centrali ma anche meno errori, lasciando pregustare un finale di match di grande qualità. Sul 3-3 un paio di vincenti di Muchova le confezionano due palle break sul 15-40, ma Svitolina riesca a mettere a segno quattro punti consecutivi per mantenere il vantaggio, grazie anche a tre errori gratuiti da fondo della sua avversaria. Sul 4-4 Muchova riscopre la palla corta per portare Svitolina in una zona del campo a lei poco congeniale per poi colpire con un pallonetto vincente. La tattica frutta un paio di punti per arrivare alla palla break, trasformata con una poderosa risposta di diritto vincente. È lo strappo vincente, perché dopo il cambio di campo la ceca tiene il servizio a zero chiudendo con il suo secondo ace del match e conquista la seconda finale stagionale (dopo quella vinta a Doha) dopo 2h16’. [1] E. Rybakina b. [6] M. Andreeva 7-5 6-1 Decisamente più lineare l’andamento della seconda semifinale, caratterizzato da un gioco molto meno vario e certamente meno divertente. Elena Rybakina è stata in controllo del match sostanzialmente per tutto l’incontro, con l’unico sussulto del controbreak subito sul 4-2 del primo set che ha allungato la prima frazione ai “vantaggi”. Troppo più esperta della sua giovane avversaria, troppo più potente al servizio e negli affondi dalla linea di fondocampo, dal 5-5 del primo set Rybakina ha messo a segno una sequenza di sette giochi consecutivi che le ha permesso di chiudere il primo set e di andare poi a servire per il match sul 5-1 del secondo e conquistare la sua seconda finale a Stoccarda dopo un’ora e 18 minuti di gioco. Notevole la prestazione al servizio per la kazaka: 63% di prime palle, con l’83% di punti vinti sulla prima di servizio, e soprattutto ben 23 colpi vincenti (tra cui 7 ace) contro solo 18 errori gratuiti. ...