ATP Barcelona, Fils: “Il game in cui sono andato a servire per il match? Goran mi ha detto che è stato orrendo…”
Dopo il consueto bagno in piscina, tradizione del Real Tenis Club Barcelona per il vincitore del torneo, FIls si è presentato in sala stampa, ovviamente dopo un cambio d’abito. DOMANDA: Congratulazioni per la vittoria Arthur, quali sono le tue emozioni? FILS: “Hola chicos”. Ci si sente molto bene. Voglio dire, era da tanto che non alzavo un trofeo. Sono stato lontano dal campo per otto mesi. Quindi adesso tornare a quel livello, tornare nel cerchio dei vincitori, significa molto per me e mi fa sentire davvero bene. DOMANDA: Cosa stavi pensando quando eri avanti 5-3, stavi servendo per il match, e poi hai avuto 3 match point nel game successivo? FILS: Beh, sul 5-3 non ho pensato molto, perché il game è andato via così in fretta che non ho nemmeno avuto il tempo di pensare. Goran (Ivanisevic, il nuovo allenatore del francese da Doha) mi ha detto che forse è il peggior game che abbia visto nel circuito ATP. Forse ha ragione. E poi sul 5-4 non c’è molto da dire. Voglio dire, non ho giocato un grande game e forse sul 15-40 avrei potuto mettere dentro la risposta, ma va bene così, non è stato un grosso problema. Dovevo solo restare calmo. Anche dopo aver perso il game, dovevo solo restare calmo. E se si fosse andati al terzo set, si andava al terzo set, non sarebbe stato un dramma. Però ovviamente, in quella situazione, è molto difficile mantenere lo stesso atteggiamento e la stessa mentalità, perché inizi a pensare: “Sto per vincere”, capisci? E la cosa migliore è restare nel presente, nel momento. Non proiettarti in avanti. E credo di averlo fatto, per questo ho subito il controbreak e ho giocato dei game non molto buoni. Però va bene, devo ancora fare esperienza anche in queste situazioni. Andando nel dettaglio posso dire che per tutta la partita mi sentivo abbastanza in controllo e stavo piuttosto bene. Tatticamente stavo facendo tutto quello che bisognava fare e mettevo parecchia intensità. Poi abbiamo cambiato le palle, credo sul 2-3 o sul 3-0, ed è proprio in quel momento che normalmente devi controllare un po’ di più la palla. E quando ti tendi un po’, è lì che puoi sbagliare ancora di più. Sul 5-3 ho giocato un game in cui credo di aver fatto quattro errori, ma quasi non me ne rendo neanche conto. Poi, quando sono andato a sedermi, mi sono detto: va bene, non importa, come dicono qui “no pasa nada”, e bisogna ripartire. E poi sul 5-6 ho fatto un buon game. Non ho molto da dire. Forse sulla seconda palla match, come ho già detto, magari potevo fare meglio la risposta. E poi sul 30-40, invece di fare una risposta in slice che facevo quando avevo dieci anni, forse avrei potuto colpirla piena, quella palla. Però va bene così. È andata così, bisogna saper giocare con la tensione, sono cose che succedono. DOMANDA: In quel momento hai avuto paura oppure sei rimasto sereno nonostante tutto? FILS: Non so se l’avessi davvero in testa, ma a livello di atteggiamento, durante il match, sono rimasto molto sereno. Perché in realtà non mi sentivo davvero in pericolo. Certo, ero comunque vicino all’uscita, a un punto dalla possibilità che la partita girasse, quindi un pensiero ti viene. Ma con un break di vantaggio o anche con un set di ritardo, non è un dramma, fa parte del gioco. Sono cose che succedono. E poi, se riesco a ribaltare il match, tanto meglio. E basta così. DOMANDA: Non so se hai la stessa sensazione, ma io ho l’impressione che tu stia giocando sempre meglio, giorno dopo giorno. Hai raggiunto il tuo 100%, oppure puoi ancora migliorare? FILS: Penso di poter ancora migliorare. Credo di aver giocato molto bene, sai. Però ho sbagliato un paio di colpi. Non ho servito nel modo in cui volevo servire. Resta comunque una prestazione molto buona — non sto dicendo che sia stata cattiva, anzi, è stata molto, molto buona. Forse è stata la miglior partita della settimana per me, ma penso di poter fare ancora un paio di cose un po’ meglio. Quindi sì, ne parlerò con il team e cercherò di migliorare, ma ovviamente resta tutto molto positivo. DOMANDA UBITENNIS: Congratulazioni per il trofeo. Stavo guardando le statistiche ATP, il Performance Rating. Confrontando la tua prestazione qui a Barcellona con la media delle ultime 52 settimane del Tour, sembra uno dei migliori livelli di tennis che tu abbia espresso. È una sensazione che confermi, oppure sono soltanto numeri? FILS: Sai, i numeri sono numeri. Certo, io posso dire di aver giocato male o bene, ma se i numeri dicono che ho giocato molto bene, allora forse ho giocato molto bene davvero. Però non è mai semplice con i numeri, perché a volte, come dicevo nella domanda precedente, io ho la sensazione di poter giocare ancora meglio. Quindi magari i numeri dicono 8 su 10 o 9 su 10, ma la sensazione è che io potessi fare meglio — sbagliare meno, servire meglio, fare un paio di cose meglio. E non so, sarebbe interessante vedere i numeri che avevo fatto durante la settimana a Miami, perché lì avevo la sensazione di stare giocando forse ancora meglio che qui. Quindi è una bella domanda. (ndr. a Miami Fils ha giocato effettivamente ad un ottimo livello, con un performance rating medio di 8,2, contro il 8,38 di Barcellona) DOMANDA: Mi dispiace, ma devo chiedertelo: pensi che, dal punto di vista tennistico, questa sia la miglior settimana della tua vita? FILS: No, no. Penso che sia stata una settimana molto bella, molto positiva, davvero molto piacevole. Ma se devo pensare a una settimana con partite grandissime e anche un po’ folli… direi quando ho vinto il titolo a Tokyo. certo, questa è stata forse una delle settimane in cui sono stato più concentrato in campo. E beh, probabilmente è anche per questo che ho vinto. DOMANDA: Con questo tuffo in piscina hai raggiunto un bel gruppo di campioni che hanno vinto il trofeo. Che cosa significa per te? E ti abbiamo visto divertirti molto con il rito del tuffo in piscina. FILS: Beh, sai, dico sempre che vincere a Barcellona significa tanto, e alcuni dei giocatori che hanno vinto qui sono forse tra i più grandi campioni che siano mai esistiti nello sport. Quindi sono molto felice di aver aggiunto il mio nome a quella lista. I raccattapalle qui sono fantastici, e ce ne sono tanti francesi, quindi sin dall’inizio della settimana mi dicevano che alla fine del torneo sarei dovuto saltare in piscina, perché avrei dovuto vincere. E beh, la prima cosa che mi hanno detto appena ho vinto è stata: “Ok, adesso andiamo in piscina”. Quindi ci siamo divertiti molto in piscina e, sai, a volte bisogna semplicemente godersi il momento. DOMANDA: Dopo una settimana straordinaria, pensi che con questo livello di tennis tu possa vincere un altro grande titolo su un campo come il Philippe-Chatrier, con tutta quella gente? FILS: Amico, questa è una domanda complicata in questo momento. Sinceramente non lo so nemmeno io. Non ricordo l’ultima volta che ho giocato contro Carlos, ma mi ha preso a pallate (l’espressione letterale è Kick my ass, senza troppi giri di parole). Quindi, sai, devo soltanto restare umile, cercare di fare il mio percorso, arrivare al miglior ranking possibile, e pensare a quei due più avanti. Sono campioni enormi e io non posso nemmeno paragonarmi a loro. Non ancora, non adesso. Non ho mai vinto due set su tre, e vincerne tre su cinque è ancora più dura, immagino. Però sto solo cercando di godermi il mio cammino, di restare concentrato su quello che faccio. E sì, tutto qui. Forse un giorno potrò paragonarmi a loro, ma per ora no. DOMANDA: È il tuo primo titolo da Tokyo, a settembre 2024. Che cosa certifica e che cosa dice del tuo livello di oggi? FILS: Ah, vuol dire che sono tornato. E sono davvero tornato. Ecco. Era da un anno e mezzo che non vincevo un titolo e tornare a vincerne uno in questo modo fa bene. È sempre bello fare semifinali, quarti, finali, ma vincere è importante. E stavolta ci siamo riusciti, e fa davvero bene. DOMANDA: Si è parlato molto della tua mentalità. Vincere questo tipo di partite deve diventare una sorta di normalità rispetto ai tuoi obiettivi? FILS: Vincere partite, sì, è normale rispetto ai miei obiettivi. Vincere partite è quello che devo fare ogni giorno. Poi certo, provo piacere, ed è normale, ma deve diventare quasi una normalità vincere queste partite all’inizio del torneo. E poi quando arrivi in fondo… certo, quando sei in semifinale o in finale giochi contro giocatori fortissimi, dei campioni. Forse va bene, forse no, però deve diventare una normalità. DOMANDA: Guardando alle prossime settimane, come ti sei sentito sulla terra battuta? E che cosa pensi di poter ancora migliorare? FILS: Posso migliorare tutto. Sinceramente mi sentivo bene. Mi muovevo piuttosto bene in campo, non male davvero. Mi piace colpire di diritto, ho servito abbastanza bene per tutta la settimana, anche se sono tutte cose che posso ancora fare meglio. Adesso vado a Madrid: di solito non è un torneo che mi riesce particolarmente bene, ma cercherò di fare il massimo. Cercherò di migliorare anche lì. La cosa positiva è che arrivo a una settimana in cui, per una volta, non ho punti da difendere. Quindi è bello. Potrò colpire la palla in modo più libero e vedremo cosa succederà. Poi ci sono tornei che mi piacciono molto, come Roma e Amburgo. E poi c’è il Roland Garros, in condizioni che adoro. Quindi ho semplicemente tanta voglia di entrare in campo. ...