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ATP Madrid, Musetti e la variabile decisiva: prima degli avversari, c’è se stesso

Il sorteggio del Mutua Madrid Open non è stato tenero con Lorenzo Musetti. Il carrarino, testa di serie numero 6 e forte del bye al primo turno, potrebbe trovarsi subito al secondo turno un ostacolo vero: Hubert Hurkacz, reduce da un buon cammino a Montecarlo, oppure ipotesi più remota, ma comunque possibile, un qualificato sempre difficile da leggere. Il terzo turno, almeno sulla carta, offrirebbe un margine più gestibile, con possibili incroci contro Tallon Griekspoor o alternative meno pesanti. Ma è dagli ottavi che il livello si alza davvero: Jiri Lehecka o Jack Draper, proprio il britannico che lo aveva fermato qui lo scorso anno in semifinale. Nei quarti, il riferimento è chiaro: Ben Shelton, fresco vincitore del torneo di Monaco e primo americano a vincere un torneo di peso sulla terra dal 2002. Lo stato di salute dell’americano c’è, ed è uno dei giocatori più in risalto e potenziale padrone di quello spicchio di tabellone. E poi, sullo sfondo, l’ipotesi che tutti sognano: la semifinale con Jannik Sinner e non soltanto per la partita in se ma per un eventuale ritrovato livello del giocatore che è stato ad un passo dal diventare numero 3 al mondo. Numeri, precedenti e punti da difendere Madrid è un torneo che vale tanto per Musetti. Qui, nel 2025, ha raggiunto la semifinale, portando a casa 400 punti pesanti e soprattutto certificando il suo ingresso in Top 10. È stata la seconda di 4 semifinali consecutive sulla terra della scorsa stagione, una tappa di un passaggio storico, che ora va difeso. Il bilancio alla Caja Magica è da ritenersi positivo, 6 vittorie e 4 sconfitte, ma non privo di alti e bassi: nelle precedenti partecipazioni, solo una volta prima del 2025 era riuscito a superare il match d’esordio. Segno di un rapporto ancora in costruzione con il torneo che e non fosse stato per la semi dello scorso anno avremmo potuto definire quasi pessimo. Dopo il match di Montecarlo, sono arrivate due importanti vittorie a Barcellona che hanno dato segnali incoraggianti, ma non ancora definitivi. La sensazione è che il livello ci sia, ma non sia ancora continuo. Certo ai quarti è stato sconfitto da Arthur Fils, il giocatore che ha vinto il torneo. Nell’analisi del momento va messo in conto.   La vera partita: Musetti contro Musetti E quindi arriviamo al punto. Perché il tabellone si può leggere, analizzare, proiettare, ma c’è una variabile che sfugge a ogni previsione, ed è la più importante: Musetti stesso. A Monte Carlo era stato lui a dirlo chiaramente, quasi disarmante nella sua lucidità: aveva messo in conto anche una possibile sconfitta al primo turno, perché gli mancavano partite, ritmo, certezze nelle gambe. Una dichiarazione che ci ha detto tanto sulla sua condizione che comunque in Catalogna è sembrata crescere e migliorare. E allora il senso del suo Madrid parte da lì. Non da Hubert Hurkacz, non da Ben Shelton, non da un’eventuale semifinale con Jannik Sinner; parte dalle sue condizioni fisiche, dalla capacità di reggere più partite ad alta intensità, dal ritrovare continuità. Il miglior Musetti, su questa superficie, ha le armi per battere chiunque in quel quarto di tabellone, ma il Musetti visto nelle ultime settimane è ancora un giocatore in costruzione, in rincorsa. Cosa aspettarsi forse non lo sa neppure lui, in questi casi è sempre meglio ragionare con la tecnica dello step by step o per dirla in modo autarchico, un passo alla volta.  Perché sì, il percorso teorico esiste, ma prima ancora di ogni avversario, la vera sfida è interna. E solo Lorenzo può conoscere a fondo il livello di Musetti.  Questo l’ipotetico percorso:Primo turno – bye Secondo turno – Hurkacz/q Terzo turno – Bellucci/Dzumhur/Griekspoor Ottavi – Lehecka/Draper Quarti – Shelton/Vacherot/Fils Semifinale – Sinner/de Minaur/Rublev/Paul Finale – Zverev/Auger-Aliassime/Medvedv/Bublik ...

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