ATP Madrid, Cobolli: “Sembrava di giocare a hockey su ghiaccio. Bernabeu? Sì, ma non per il tennis”
Da Madrid, il nostro inviato Esordio tosto ma vincente per Flavio Cobolli a Madrid, che dopo aver superato in rimonta Ugo Carabelli si è trovato a fronteggiare diverse domande interessanti in zona mista. Da un campo decisamente scivoloso al rapporto con l’AI, passando per quello con il papà-coach e gli allenamenti al Bernabeu. Di seguito le parole di Cobolli. Le condizioni di Madrid e l’importanza dell’atteggiamento “Sono molto contento di avere un’altra chance di giocare qui a Madrid, amo giocare in queste condizioni che sono molto vicine a quelle di Monaco. Con il gioco che ho penso di poter giocare bene qui, ho avuto qualche problema nel primo set con il campo, che era molto scivoloso. Non c’era terra su quel campo, sembrava di giocare a hockey su ghiaccio! Però bisogna anche lottare con quegli aspetti. Era difficile trovare il modo di muoversi bene, era un campo molto diverso rispetto a quelli dei primi giorni e io ero veramente in difficoltà nei movimenti e non c’era terra. Credo comunque di aver avuto un’ottima attitudine dopo il primo set. Magari non nel primo, ma la prima partita è sempre la più difficile in un torneo: sento di poter giocare bene qui, ho buone sensazioni“. “you need to do something for this court, it’s impossible to play. it’s not clay, it’s really slippery, it’s like playing ice hockey on a tennis court” clock them pic.twitter.com/DeIU4ajxPq— ☾ sab (@signofhsab) April 25, 2026 “Non ero tranquillo in campo, soprattutto nel primo set, però a Monaco ho giocato un buon tennis e penso di essermelo portato qui. Avevo buone sensazioni prima del torneo, non capivo come potesse essere cambiato così in fretta il mio tennis da un giorno all’altro. Avevo giocato con Cerundolo e Ruud in questi giorni ed era andata molto bene: pensavo di entrare in campo con un livello molto più alto di quello che avevo mostrato nei primi game della partita, poi quando si entra in una lotta è difficile tirarsi fuori. Penso però di averlo fatto molto bene, anche questo significa saper vincere le partite: era la prima partita per me contro un avversario che aveva già giocato e vinto, non è mai facile entrare e giocare subito bene e oggi ne è stata la prova”. Il rapporto di Cobolli con l’AI e quello con il papà-allenatore “Non credo di avere neanche un account per l’AI… Non parlo nemmeno con il mio team prima della partita, figuriamoci con l’AI! Non penso le chiederei consigli sui miei avversari… A questo livello poi abbiamo tutti un ottimo team, per cui peraltro paghiamo tanto! Quindi, per il momento, non credo di averne bisogno… Magari può essere qualcosa che ti aiuta più per sponsor e contrati“. (Pausa di riflessione con sorriso e una battuta, poi la risposta seria)“Mi piace molto, non è facile ma abbiamo un ottimo rapporto. Abbiamo un carattere molto simile e a volte ci si trova: non è facile incastrarsi bene, però lui è l’unico che mi conosce al 100% e l’unico che vuole davvero il mio bene, tutti i giorni per tutta la vita. Credo sia l’unico che possa fare questo lavoro con me, è la persona giusta al momento giusto. Non è semplice, ma stiamo cercando di migliorare. È un po’ come il Cholo e Giuliano Simeone: lui gioca con suo papà, però il Cholo lo tratta come un giocatore normale. Credo sia questa la nostra forza. Poi noi non abbiamo tanti argomenti al di fuori della Roma, del tennis e magari delle donne!”. La possibilità di allenarsi al Bernabeu “Domani (domenica 26, ndr) andremo a giocare lì dalle 14 alle 15, però ho detto a tutto il mio team che andiamo al Bernabeu non per giocare a tennis, giusto per fare qualche palleggio e niente di più. Penso di essere arrivato a un punto dove bisogna prima pensare al torneo che al piacere: giocare al Bernabeu sarebbe troppo diverso rispetto a giocare qui, però comunque domani non avevo intenzione di giocare tanto. Ho detto al team di andare e magari fare il giro che fanno fare qui al torneo, però niente di più: verremo qui e ci alleneremo qui perché credo e spero di poter fare bene. Ho detto al team di sprecare meno energie possibili per essere pronto per il giorno successivo“. ...