WTA Madrid: Gauff non è al meglio ma rimonta Cirstea. Rediviva Pliskova, Mertens ko
[3] C. Gauff b. [25] S. Cirstea 4-6 7-5 6-1 (a cura di Danilo Gori) Coco Gauff ha un’espressione più corrucciata del solito e sembra avere qualche motivo di sofferenza; ogni tanto si piega sulle ginocchia e, più che per contrarietà riguardo allo svolgimento del match con Sorana Cirstea, sembra soffrire una indisposizione. Nel cuore dell’ottavo game del secondo set si porta la mano destra alla bocca come per rintuzzare un conato di vomito e al termine del punto successivo si dirige a bordocampo per espletare proprio la necessità poco prima rimandata. Il primo set è della sua rivale, l’incontro non è bellissimo e Gauff, che pur mette in campo una buona percentuale di prime palle, non riesce a contenere la vivacità della tennista rumena, molto abile a movimentare lo scambio in risposta soprattutto con il rovescio. Cinque break in dieci game nella prima frazione, Cirstea trova toglie il servizio alla rivale nel terzo game del secondo parziale e comincia a pensare all’impresa, anche perché Coco sta alzando il numero dei doppi errori. L’americana si riprende quanto sottrattole subito dopo rischiando di più in risposta e trovando l’avversaria impreparata nel contrattacco; nessuna delle due contendenti sa mettere continuità alla propria azione e i cinque break consecutivi a cavallo dell’inconveniente occorso all’atleta americana, portano il punteggio sul 4-4. Gauff pare star meglio ma si muove per far durare il meno possibile gli scambi; sul 5-6 in proprio favore la campionessa del Roland Garros toglie i freni ai colpi e coglie il break con cui pareggia i conti. Terzo set: Gauff resiste fisicamente e Cirstea cala fino al 6-1 finale Gauff commette 15 errori non forzati nel secondo set, ma Cirstea serve sotto il 50% con la prima palla e manca di coraggio nel momento più difficile della sua rivale. La qualità in questione viceversa non difetta mai all’americana, che durante il cambio di campo tra i due parziali si aiuta con il ghiaccio e alla ripresa della gara tiene facilmente la battuta. Gauff non vuole commettere errori e colpisce dritti alti sopra il net e profondi. L’iniziativa è in mano a Cirstea, che si prodiga, tra errori e soluzioni pregevoli anche in tocco, per difendere il servizio. La rumena ci riesce, nonostante sei palle-break, Gauff torna a piegarsi sulle ginocchia ma Sorana regala troppo e alla prima pausa lunga la numero tre del seeding guida sul 2-1. L’americana si impone di non commettere errori e con superba determinazione coglie il break nel quarto game; da vera campionessa in difficoltà soffre ma esce vincitrice e sale successivamente sul 4-1. È il momento decisivo: Cirstea supera nettamente la rivale come numero di colpi vincenti, ma anche come errori, e Coco capitalizza la circostanza come meglio non potrebbe, con atteggiamento umile e stoico. Arriva così il break del 5-1 e il 6-1 finale e Gauff si piega per un’ultima volta in avanti, questa volta per il sollievo: negli ottavi avrà Linda Noskova che ha beneficiato del ritiro pre-match di Liudmila Samsonova. S. Sierra b. Z. Sonmez 0-6 6-2 6-3 (a cura di Danilo Gori) L’argentina Solana Sierra si aggiudica soltanto sette punti nel primo set del match con Zeynep Sonmez, perso senza mai vincere l’ultimo scambio di uno dei sei game disputati; difficile immaginarla vincere i cinque giochi successivi, eppure è proprio quanto accade. La tennista sudamericana, largamente imprecisa con la prima palla, improvvisamente sale fino a sfiorare l’80% e finalmente può condurre lo scambio. Sierra è decisamente più brillante e sa destreggiarsi anche con la palla corta; il set decisivo è di nuovo in discesa per lei che raggiunge il 3-0 e che dissipa lo 0-40 che avrebbe potuto darle il quarto game consecutivo, e il secondo break arriva sul 4-1. Non c’è più partita e la tennista turca si arrende al termine del nono gioco: per Serra l’impegno negli ottavi sarà con una tra Elise Mertens e Karolina Pliskova. C. McNally b. K. Siniakova 6-3 2-6 7-6(2) (a cura di Vanni Gibertini) Continua al Mutua Madrid Open, il percorso di Caty McNally, che dopo la prima vittoria in carriera su una Top 10 (Mboko) ha passato la cosidetta “prova del nove” superando anche la ceca Katerina Siniakova in una maratona da due ore e 46 minuti nella quale ha dovuto annullare due match point sul 4-5 nel terzo set. Grande delusione per la n. 1 al mondo in doppio, che si era ritrovata ad avere un solido vantaggio nel terzo set (un break avanti sul 4-2 e poi 0-30 sul servizio dell’avversaria), ma non è riuscita a trovare il guizzo per arrivare oltre la linea del traguardo. Con questa vittoria per 6-3 2-6 7-6(1) McNally avanza per la prima volta in carriera agli ottavi di finale del torneo madrileno e tornerà tra le prime 70 del mondo, a una sola vittoria dal suo career best ranking di n. 54 cui era arrivata prima dei suoi problemi al gomito destro. McNally ha infatti saltato tutta la seconda metà della stagione 2023 e quasi interamente l’annata 2024 a causa di una parziale lacerazione del legamento collaterale ulnare che ha richiesto un intervento chirurgico e una lunga riabilitazione. Altri match: vittoria da moribonda di Pliskova su Mertens, mattanza di Kostyuk ai danni di Pegula [PR] K. Pliskova b. [19] E. Mertens 7-5 2-6 7-6(3) (a cura di Cipriano Colonna) Troveremo agli ottavi di finale (per la prima volta dopo otto anni) anche la rediviva Karolina Pliskova, che ha sconfitto Elise Mertens al termine di una furibonda battaglia per 7-5 2-6 7-6(3) in 2h24‘ di asfissiante lotta. Alla ceca un ottavo di finale nel circuito WTA mancava addirittura dal 2018. L’epilogo del terzo set ha del clamoroso, se si va a scandagliare lo sviluppo dello stesso, dove la tennista belga è stato perfino avanti 4-1 e 0-40. Sfumata la quadrupla chance di doppio break nel sesto gioco, la quarta è sopraggiunta ai vantaggi dopo le prime tre sprecate consecutivamente, la n°21 WTA ha accusato il contraccolpo psicologico finendo per cedere la battuta e con essa il contro-break nel successivo game. Nel confronto decisivo, consumatosi nel tie-break senza domani, è stata la tennista ceca a mostrarsi più forte di testa dominando il tredicesimo gioco. Mertens ha chiuso il match con 3 su 8 a livello di conversione dei break point, molto più cinica la rivale che ha avuto a disposizione nel complesso tante palle break quante ne ha soltanto trasformate la belga. Una vittoria incredibile, quella della due volte finalista Slam ed ex n°1, arrivata nonostante i suoi 6 doppi falli e 9 aces messi a segno da Elise. Sono quattro successi cechi in cinque confronti diretti, unico acuto belga a Cincinnati 2022. E adesso le possibilità di continuare a sognare per l’attuale n°197 WTA, se è possibile aumentano ancora di più visto che al prossimo turno non avrà di fronte una testa di serie, bensì l’argentina Solana Sierra: tennista sì interessante e dal potenziale di rilievo, ma di certo un bel accoppiamento per un ottavo ‘1000’. [26] M. Kostyuk b. [5] J. Pegula 6-1 6-4 (a cura di Cipriano Colonna) Sempre sull’Arantxa Sanchez Stadium, subito dopo la conclusione di Pliskova-Mertens, si è registrata la netta affermazione di Marta Kostyuk ai danni di Jessica Pegula: 6-1 6-4 in poco più di un’ora e dieci di mattanza ucraina. Nonostante l’evidente dominio tecnico, riscontrabile anche nel punteggio finale, la ventitreenne di Kiev ha dovuto comunque affrontare alcuni game molto lottati, dove si è dovuta sudare ogni singolo quindici (per lei a fine match 5 ace ma anche 6 doppi falli). Nel terzo game del match, ad esempio, Marta ha consolidato il break giunto nel precedente turno di risposta, non senza prima aver cancellato quattro opportunità statunitensi di contro-break. Modus operandi che si è ripetuto identico sul 3-1, dove Kostyuk ha salvato altri due break point. Dulcis in fundo, nel game che ha garantito il primo set alla tennista ucraina, ecco frantumate la settima, l’ottava e la nona palla break americana. Il secondo set è stato decisamente più lineare, di fatto messo in cassaforte dalla n°23 WTA con il doppio break valevole per il 5-2. Vantaggio poi soltanto parzialmente rosicchiato dalla trentaduenne di Buffalo, dopo il break iniziale nel terzo gioco, quando in risposta ha allungato la partita dal 5-2 al 5-4. Al secondo tentativo di servire per il match, però, Marta Kostyuk non ha concesso ulteriore regali, prendendosi di forza gli ottavi contro McNally. Hanno pesato e non poco nell’economia della sfida, le 10 palle break mancate da Pegula nella partita di cui 9 solamente nel primo set, prima di sbloccarsi all’undicesima occasione utile sul finire di partita quando ormai il risultato era già segnato. Anche con il successo in terra madrilena, Kostyuk deve continuare a rincorrere negli head to head con Jessica che rimane avanti 4-3. ...