WTA Madrid, Potapova: “Griekspoor è arrivato nel momento giusto per salvarmi. Ha vinto lui questa partita”
Anastasia Potapova scrive la storia nel Mutua Madrid Open. Ripescata in main draw dopo la sconfitta subita nelle qualificazioni, la neo-austriaca ha deciso di prendersi la scena nella Capitale spagnola, spazzando via Zhang, Ostapenko, Rybakina e Karolina Pliskova ai quarti di finale, in un match rollercoaster. L’ex giocatrice russa – n. 56 del mondo – è diventata la prima lucky loser a raggiungere la semifinale di un WTA 1000. Ecco cos’ha detto Potapova in conferenza stampa, adesso in attesa del match Kostyuk-Noskova. D. In che modo la vittoria contro la Rybakina ha influito sullatua sicurezza?Anastasia Potapova: “Insomma, ovviamente non sono qui solo per pensare di voler perdere la prossima partita. Ora, ovviamente, voglio arrivare fino in fondo. Ma non voglio nemmeno pensare ai miei prossimi passi. Per il momento voglio godermi la vittoria di oggi e non pensare nemmeno alla partita di domani, è troppo presto. Va bene così, ho tempo per pensare al futuro. La vittoria contro la Rybakina, cosa posso dire? Lei è una delle migliori al momento. Ha perso due, tre partite solo quest’anno. Ovviamente mi sento benissimo dopo questa vittoria. Ho iniziato a credere ancora di più nel mio gioco. Ora mi chiedo: perché non potrei essere io? Insomma, non vedo il motivo. Voglio solo continuare a lavorare sodo e vedere come andrà a finire”. D. Come è stato sentire all’improvviso la voce di Tallon Griekspoor (i due sono fidanzati, ndr), e ha un futuro come allenatore?Anastasia Potapova: “Penso che abbia un futuro brillante nell’allenamento, lo sapevamo già prima di questa partita. Sì, come ho detto, è arrivato proprio al momento giusto per salvarmi. Sì, il sostegno che mi dà è incredibile. Ci crede davvero tanto. Le cose che riesce a dire, non penso che nessuno possa dirle durante la partita, perché lui non ha paura. Cioè, non ha paura di me. Può dirmi letteralmente qualsiasi cosa. E oggi, sì, mi ha semplicemente detto di stare zitta, di continuare a lavorare, di iniziare a lavorare con le gambe. È successo proprio in un momento così importante, e mi ha dato molta energia. E, sì, voglio dire, mentalmente, penso che abbia vinto lui questa partita. Io l’ho fatto fisicamente. Lui l’ha fatto mentalmente. Quindi è bello“. D. L’altra sorpresa del torneo è Mirra Andreeva. Cosa ne pensi della sua prestazione? Siete amiche, lavorate insieme ogni tanto?Anastasia Potapova: “Beh, la conosco davvero bene. In realtà siamo buone amiche. Parliamo tantissimo. Anche con i suoi genitori, persone davvero adorabili. Ha tantissimo talento. È così giovane. Abbiamo giocato la finale appena una settimana fa, cosa posso dire? È già una piccola campionessa, e voglio solo augurarle tutto il meglio. Tifo per lei sempre e con tutto il cuore. Posso solo dire cose positive. Se vi aspettate che dica qualcosa di negativo, non succederà mai, perché penso davvero che possa diventare la più grande. Ha tutte le qualità necessarie e sarei semplicemente felice per lei. E se potessimo giocare la finale, sarebbe davvero bellissimo“. D. Karolina era in vantaggio per 3-2 nel terzo set e al servizio, credo sul 40-15, e tu hai recuperato il break, vincendo quattro punti di fila. Sono curioso, c’è stato qualcosa in quel momento, vista la frustrazione che stavi provando a quel punto della partita, che ti ha spinto a cambiare tattica per conquistare quei punti?Anastasia Potapova: “Beh, sì, come ho detto, nel terzo set ho iniziato a perdere un po’ la concentrazione. Parlavo troppo con me stessa, con il mio box, sprecando troppe energie in parole che non avrei dovuto dire. Avrei dovuto semplicemente concentrarmi e lottare per ogni punto. Ma è stato proprio in quel momento che ho sentito la necessità di stare zitta e mettermi al lavoro. Ed è quello che ho fatto. Ho semplicemente iniziato a stare più tranquilla, a muovere meglio le gambe. Ho avuto un po’ di fortuna. Anche lei ha fatto un doppio fallo. Ha commesso alcuni errori non forzati. Ma devo dire che non era così facile servire perché c’era parecchio vento. Non era affatto facile servire. Ho solo cercato di rimanere concentrata e, indipendentemente dal punteggio, di continuare a lottare, e, sì, penso che sia così che ho recuperato le mie chance”. ...