Carson Branstine, tennista e modella, polemizza: “Ha fallito un test antidoping, ma è la n. 1, deve giocare”
Tennista per vocazione e modella per diletto e necessità, la venticinquenne canadese Carson Branstine è di nuovo ferma per infortunio. Tra un servizio fotografico e un filmato sponsorizzato, Carson ha pubblicato un video in cui, con tono sarcastico, scimmiotta le spiegazioni di un ipotetico interlocutore (WTA, organizzatore di tornei, autorità del tennis in generale) di fronte alle situazioni complicate che un tennista lontano dai vertici si trova ad affrontare. Non manca, visto che riscuote sempre grande successo, la (presunta) disparità di trattamento nei casi di doping: la numero uno al mondo non può essere squalificata, mentre la 300^ del ranking si prende quattro anni perchè “non ci serve”. Il fisico che aiuta e tradisce “Non sono stata ingaggiata da queste agenzie per il mio tennis, ma per il mio aspetto” spiegava l’estate scorsa a CLAY Branstine, appena guadagnato il suo primo tabellone principale in uno Slam superando le qualificazioni a Wimbledon. Non il miglior sorteggio, poi, sconfitta 6-1 7-5 da Aryna Sabalenka. Lo stesso fisico che le permette di pagarsi qualche viaggio per andare ai tornei, tuttavia, l’ha tradita con preoccupante frequenza nella carriera tennistica. Quattro interventi chirurgici – anche e ginocchia, tanto che “l’ultima volta che ho giocato una stagione completa avevo quindici anni”. Convinta di aver “trovato la formula segreta” per il proprio corpo facendo ricerche e smettendo di ascoltare la gente, Carson ha purtroppo avuto un nuovo problema, alla spalla, che l’ha costretta al ritiro nel corso del match di secondo turno di qualificazioni all’Australian Open e quello rimane tuttora il suo ultimo incontro disputato quest’anno. Il video di Branstine: “Ti serve un giorno per andare al prossimo torneo? Sei pazza” “Buon Natale! Il tuo volo è oggi, questo è il tuo regalo di Natale. Ma, insomma, devi comunque pagarlo. Inoltre, mi dispiace per il tuo infortunio, non guadagnerai un solo dollaro per otto mesi. Devi essere pazza se pensi che ti pagheremo le spese mediche per il nostro torneo. Sì, siamo assicurati, ma ovviamente è l’assicurazione più cara in assoluto”. Carson comincia così il suo racconto su come funzionano le cose dal punto di vista di chi gioca a tennis per lavoro. Non bene, insomma, sottolineato dalla didascalia “il fatto che non stia esagerando è diabolico”. Il seguito non migliora. “Non puoi permetterti un allenatore? Un vero peccato… non posso aiutarti. Vinci una finale in un grosso torneo? Indovina… nel torneo della settimana prossima giocherai il primo incontro. Non puoi avere un giorno libero, sei fuori di testa? “Sì, è risultata positiva al test antidoping, ma è la numero uno al mondo, abbiamo bisogno che giochi. Però, quell’altra ragazza che è al 300° posto in classifica e ha mangiato carne contaminata? La squalificheremo per quattro anni. Non ci serve. “Oh, hai un’ottima ragione per cui non puoi giocare questa settimana? Beh, faresti meglio a presentarti comunque, altrimenti non ti crederemo e ti multeremo. Ti porteremo via migliaia di dollari. Certo che c’è una off season. Giochi da dicembre a novembre… Eh?” Swiatek vs Moore Sulla questione della positività al test antidpong, anche senza i nomi sappiamo che si riferisce a Iga Swiatek e Tara Moore. In un commento, Branstine aggiunge che “non si tratta dei singoli giocatori. Si tratta di parità di trattamento. Non credo che nessuno avrebbe dovuto essere squalificato per qualcosa di contaminato”. Ma tralasciamo le conseguenze del non sanzionare in nessun caso le positività causate da contaminazione. Per quanto riguarda Swiatek, squalificata per un mese, certo le hanno giovato le disponibilità economiche: “Penso di aver speso circa 70.000 dollari per l’avvocato e 15.000 euro per test, perizie ed esperti” aveva poi spiegato l’allora numero 1 del mondo che aveva fatto analizzare i quindici prodotti assunti, tra medicinali e integratori, alla ricerca della fonte della sostanza vietata. La pesante squalifica inflitta a Moore dal TAS, invece, è stata dovuta all’incapacità della tennista (secondo il Tribunale) di dimostrare che la concentrazione di nandrolone nel suo campione fosse compatibile con l’ingestione di carne contaminata. Stubbs: “Ridicolo lamentarsi perché non sei brava abbastanza” Il video ha comprensibilmente scatenato reazioni e polemiche varie. A risponderle con un fact checking, anche l’ex pro e ora coach e commentatrice televisiva Rennae Stubbs. Nemmeno lei ci va leggera. Resta da vedere se abbia centrato la questione. O, meglio, a quale questione si riferisca. “Chiariamo subito alcuni punti. Se giochi nel circuito WTA, hai fisioterapisti, massaggi e medici gratuiti per ogni torneo. Hai un’assicurazione medica valida in tutto il mondo a un prezzo relativamente basso rispetto all’assicurazione medica privata negli Stati Uniti. Il torneo paga il tuo hotel per un minimo di 3-4 giorni e per ogni giorno in cui partecipi al torneo”. Spiega anche la parte del giorno di viaggio andando da un evento WTA all’altro, aggiungendo: “Lamentarsi di non essere brava abbastanza è ridicolo”. La soluzione è facile Inoltre, dice ancora Stubbs, “guadagneresti circa 370.000 dollari se giocassi tutti e quattro gli Slam. Se sei tra le prime 100, la partecipazione è garantita. Anche entrando nei tabelloni principali dei ‘1000’ guadagneresti una cifra considerevole. In definitiva, se fai parte del circuito principale, te la cavi bene. Ma non è detto che debba essere facile!”. In pratica, Branstine espone a modo suo i problemi delle atlete della sua zona di classifica, fuori dalle prime 100, mentre Stubbs propone una soluzione semplice, logica e inattaccabile: “Entra in top 100”. Carson e tutte le altre seguiranno il prezioso consiglio? Carson Branstine got injured in Australia and is currently rehabbing for her return to the tour. (Get well soon!)But, while she's got some down time, she's got some thoughts, y'all. pic.twitter.com/1KTxBLSF5I— Tick Tock Tennis (@TickTockTennis) April 27, 2026 ...