ATP Madrid, Sinner: “Non c’è motivo per non giocare Roma. Ma ora voglio godermi il momento”
L’imperatore Jannik Sinner detta legge anche nel Mutua Madrid Open. Un solo set perso, all’inizio – inaspettatamente – contro Benjamin Bonzi. Poi il solito dominio. Sconfortante per gli altri 5 avversari – dopo il francese – caduti nella velenosissima trappola altoatesina. Lo ha accettato anche il pubblico spagnolo – deluso dalla finale flash, durata soltanto 57 minuti – il 24enne di San Candido è di un’altra pasta. Tra gli scroscianti applausi ha sollevato il trofeo del masters madrileno, e dagli stessi – con decibel inferiori – è stato accolto in una sala stampa stracolma di giornalisti. “Non c’è motivo per non giocare a Roma” L’azzurro ha esordito parlando del suo prossimo appuntamento, la tappa casalinga degli Internazionali d’Italia. Ma come d’abitudine, il numero uno del mondo è riuscito a dribblare anche la domanda circa la sua presenza nella Città Eterna. Anche se dalla sua mezza risposta, si percepisce che con molto probabilità disputerà anche il Masters di casa. Infatti, dichiara: “Penso che giocare in casa sia sempre qualcosa di molto speciale. Allo stesso tempo, ora voglio solo godermi questo momento. Non voglio pensare ai progetti futuri. Fisicamente sto bene. Non c’è motivo per non giocare a Roma, ovviamente. Ma allo stesso tempo voglio godermi questo momento. È un tour de force molto, molto lungo, a partire da Indian Wells. Ovviamente sono molto felice, ma ora è anche bello recuperare. Soprattutto mentalmente abbiamo dato molto. C’è sempre molta pressione, quindi, sì, vedremo cosa accadrà”. “Non perdere nemmeno un match? Impossibile” Schivata la questione “Programmazione”, si passa al tema Zverev, ancor più scottante. Alla luce del nettissimo risultato a suo favore. “A volte ci sono giornate buone, altre volte giornate cattive. Dipende anche dall’avversario che affronto. Ci metto sempre il massimo in ogni torneo. In un solo giorno possono esserci grandi cambiamenti. Se guardi il primo giorno, di nuovo, sai, gli incontri del primo turno sono molto difficili. Dopo, cerchi di alzare il tuo livello. Oggi è stata una prestazione davvero, davvero buona da parte mia; molto solida, con un ottimo servizio. Ma non mi confronto con gli altri giocatori. Cerco di essere la migliore versione possibile di me stesso, tutto qui. Allo stesso tempo, dipende anche dal fatto che, sai, giorno per giorno è sempre diverso. Non perdere nemmeno un match in stagione? No, impossibile”, risponde ridendo l’altoatesino. “Non gioco per i record” Sul record appena conquistato: “Come ho sempre detto, non posso paragonarmi a Rafa, Roger o Novak. Quello che hanno fatto loro è davvero incredibile. Non gioco per questi record, né gioco per i record in generale. Gioco per me stesso. Gioco per la mia squadra, perché loro sanno cosa c’è dietro. E anche la mia famiglia, sai, perché loro, nonostante il successo che ho avuto, non hanno mai cambiato il modo di comportarsi con me. Sono genitori semplici, e mi sento molto al sicuro quando sono con loro. Non parliamo mai di tennis quando sono a casa, capisci, quindi è un ottimo rapporto. Mi piace il percorso. Mi piace mettermi nella posizione migliore possibile per essere la versione migliore di me stesso. Non gioco per altri record. Come ho detto, ciò che gli altri giocatori hanno fatto in passato, e che Novak sta ancora facendo, è qualcosa di incredibile. Non posso paragonarmi a loro”. “Posso anche avere giornate no. Ogni partita è difficile” Una stagione praticamente tanto perfetta quanto rara. Eppure, in un 2026 da extraterrestre, Jannik evidenzia ugualmente le sconfitte e le sue sfide più toste dell’anno: “Novak mi ha battuto in Australia giocando un tennis fantastico, incredibile. Quindi vedremo. Non posso prevedere il futuro. Non so cosa succederà. Non so come arriverò fisicamente o mentalmente ai palcoscenici più importanti e ai tornei più importanti. Non lo so, cerco di mettermi nella posizione migliore possibile. Allo stesso tempo, è difficile da dire. Posso anche avere delle giornate no. Cerco solo di trovare delle soluzioni in qualche modo. A proposito di partite difficili, ogni partita è difficile. Non ce n’è una che sia facile. Anche oggi, se perdo un po’ di concentrazione, subisco il break nel secondo set e tutto ricomincia da capo. Quindi è difficile da dire, le condizioni cambiano continuamente. Parigi è indoor. Poi vai a Indian Wells, dove la palla rimbalza molto. Miami è molto piatta. Poi cambi superficie, vai a Montecarlo, dove è un po’ più lenta. Poi vieni qui, dove l’altitudine è elevata, e se servi bene è già un bel vantaggio. Ma è difficile da dire, e non voglio scegliere un paio di partite” “Zverev oggi era un po’ più stanco” Gli ultimi 10 testa a testa tra Sinner e Zverev recitano uno sconvolgente 9-1 in favore dell’azzurro, che si è reso conto della prestazione sottotono del tedesco: “Secondo me oggi era un po’ più stanco. Anche io quando sono un po’ più stanco tendo ad essere un po’ più nervoso. Poi ho breakkato molto presto, e questo non è facile da accettare. Soprattutto in semifinale, finale, quando il torneo sta diventando più grande, è tosta. Ho giocato molto solido, con scelte giuste. E il risultato è stato ottimo”. ...