Challenger Cagliari, Arnaldi festeggia il successo: “Tocchiamo ferro: il piede da due giorni non fa più male”
Potrebbe essere il torneo della rinascita: lo scopriremo prossimamente, ma di certo Matteo Arnaldi vede la luce in fondo al tunnel grazie alla vittoria del Challenger 175 di Cagliari, un successo che potrebbe aver chiuso un periodo di grande difficoltà dovuto a problematiche fisiche. Dalla Sardegna il tennista ligure prova a risalire la classifica, che lo aveva visto scivolare fuori dai primi 100, in posizioni che di certo non sono all’altezza delle sue qualità. Ecco le dichiarazioni di Arnaldi in conferenza stampa. Innanzitutto, congratulazioni per questo bellissimo successo. Dopo tanti problemi fisici e anche dal punto di vista dei risultati, che soddisfazione è vincere questo torneo? Tra l’altro erano tre anni che non vincevi un torneo Challenger. MATTEO ARNALDI: Sono contentissimo, sicuramente è stato un torneo speciale in cui sono arrivato con tanti dubbi e tanti punti interrogativi su come sarebbe stato il piede e su come stava andando l’anno in generale. Ho questo problema al piede che continuava a darmi fastidio; ovviamente non riuscivo a giocare come volevo e quindi i risultati non arrivavano. Qui devo dire che ho iniziato così e così, i dolori c’erano, però sono sorpreso — tocchiamo ferro — ma negli ultimi due giorni non ho sentito assolutamente niente al piede. Sono molto contento perché più giocavo e più stavo bene; è una cosa molto positiva a cui spero che possiamo affidarci anche nei prossimi giorni. Vediamo adesso come sarà il giorno di riposo. Ciao Matteo, congratulazioni anche da parte mia. Immagino tu sia stanchissimo, ma volevo farti una battuta: meno male che ti faceva male il piede, perché hai vinto per tre set a zero in modo impetuoso, se non sbaglio 6-4, 6-4. Insomma, la partita è andata come meglio non poteva. MATTEO ARNALDI: Sì, sicuramente è stata credo la partita migliore del torneo che ho giocato. Sono stato molto solido oggi. Lui è un giocatore molto esperto e sta tornando in forma anche lui, quindi sapevo che sarebbe stata una partita lottata. Sono veramente contento di come ho giocato, di come sono stato in campo e di come sono riuscito a trovare degli spunti per giocare e variare il mio gioco durante la partita: questa è stata la cosa principale che mi ha portato alla vittoria oggi. La chiave della partita? MATTEO ARNALDI: Sicuramente sapevo che sarebbe stata una partita difficile, lui è molto solido e serve molto bene. Però oggi ho risposto veramente bene, gli ho messo pressione su quasi tutti i game sul suo servizio e lui è andato un po’ in difficoltà perché non gli arrivavano i punti diretti che solitamente ottiene. Ho avuto qualche passaggio a vuoto: nel primo set ero avanti 1-0 poi 3-1 sotto, nel secondo 2-0 sopra, però sono rimasto sempre molto attaccato, ci sono stati molti scambi. C’è stato qualche errore di troppo in quei game, ma mi sono ripreso subito e credo di aver fatto una partita molto buona in cui ho variato tanto il gioco e riuscivo a spingere e a fargli male. Con il servizio credo di essere stato abbastanza solido, ci sono stati game lottati, ma anche nell’ultimo sono rimasto molto concentrato e ho fatto le scelte giuste, che è la cosa più importante. Un italiano che vince il Sardegna Open cinque anni dopo Sonego. Che emozione si prova? E poi vorrei che facessi una promessa al popolo sardo: “Ci vediamo l’anno prossimo, vi aspettiamo”. MATTEO ARNALDI: Vediamo come va a Madrid 2027, però sicuramente se perdo presto a Madrid tornerò senz’altro. Sono stato molto bene e, come ho detto dal primo giorno, non venivo da un periodo positivo, quindi questo torneo e queste persone mi hanno dato molta fiducia. Mi sono sentito bene e mi sono trovato a mio agio, quindi se potrò tornare, lo farò molto volentieri. Tornando al torneo, l’emozione è speciale perché non sapevo nemmeno se sarei venuto o meno: ero molto indeciso a causa di un fastidio al piede e dopo Madrid non ero nel mio umore migliore. C’erano state tante sconfitte e molti dubbi perché il fastidio continuava, quindi stavamo cercando di capire cosa fare. Ho cambiato coach e tutto il resto, quindi questo torneo mi dà tanta fiducia e mi fa pensare che, se non ho dolore, posso giocare ad alti livelli. Hai citato il coach, al primo torneo subito una vittoria. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino… MATTEO ARNALDI: Sì, abbiamo iniziato bene. Il secondo torneo è stato a Madrid con l’altro coach, ma abbiamo lavorato bene nella settimana seguente. Siamo stati anche fortunati che sono riuscito ad allenarmi, perché prima potevo farlo veramente poco, al massimo un’ora al giorno. Invece, da quando abbiamo iniziato insieme, il mio piede ha cominciato a stare leggermente meglio, ho provato a spingere di più, ci siamo allenati due o tre ore al giorno e questo ha aiutato tanto. Io sono una persona che ha bisogno di colpire tante palle e stare molte ore in campo; prima non potevo farlo e non mi sentivo bene. Credo si sia visto anche qui: nei primi match ho fatto più fatica, poi man mano che il torneo procedeva mi sentivo meglio anche fisicamente. Io sono fatto così: più gioco e più sto meglio, mi mancava veramente tanto. ...