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Pagelle Madrid: Sinner, 5 su 1000 ce la fa

Mettiamo subito in chiaro una cosa. Madrid non esiste, Madrid é solo un apostrofo rosso tra le parole Montecarlo e Roma. Per cui dedicheremo poche parole a questa semi-esibizione che ha la sola ed unica finalità di preparare i giocatori per il vero appuntamento della stagione, il prossimo slam sul rosso che si giocherà a partire da questa settimana nell’Urbe. E pensare che c’è chi ha pensato di mettere in competizione Madrid e Roma, un po’ come mettere a confronto Liga e Serie A.  Jannik Sinner (10), che per inciso ha vinto anche questo torneuccio sudando meno di Federer, ha patriotticamente “cazziato” gli spagnoli, rei di mandare i giocatori in campo troppo tardi. Mentre a Roma, come noto alle 20.30 sono tutti a nanna da tempo. Gli spagnoli, orfani di Alcaraz, hanno provato in tutti i modi ad ostacolare l’avanzata italica. Prima dipingendo l’ottimo Jodar (8) come il nuovo Nadal, poi il simpatico Fils (8) come l’imbattibile Hulk. E poi Zverev (8) come uno che non può perdere nove volte di fila contro un avversario per giunta stanco. Jannik é svolazzato via senza colpo ferire. Aggirando anche l’agguato dello scaltro giornalista iberico che ha provato ad appioppargli una app di appuntamenti per cercare di distrarlo. Ma il nostro si sa é tutto casa, tennis, chiesa, Rolex, Lavazza, Parmigiano Reggiano e Pasta De Cecco. Zverev ha preso bene la scoppola in finale “Ho fatto schifo, oggi avrei perso con chiunque”. Ma almeno ha fatto un piacere a tutti i cronisti italiani evitando una finale tra Sinner e Blockx (8) che avrebbe causato più danni nei titoli dei giornali delle consonanti di Szczesny. A Madrid peraltro hanno provato ad avvelenare un bel gruppetto di giocatori. Tacos di gamberi andati a male hanno intossicato tra gli altri Gauff, Cilic e Swiatek. Binaghi sornione ha rassicurato tutti: “Da noi solo carbonara, amatriciana, trippa, abbacchio, e coda alla vaccinara, non ci sono rischi”. Il Presidentissimo, peraltro, é dovuto intervenire per risolvere le problematiche causate dall’improvvisa incrinatura dei rapporti tra Trump e Meloni. Con Donald che ha subito preteso per ripicca la “restituzione” di Tyra Grant (7,5). Binaghi ha risolto l’inghippo la naturalizzazione americana di Camila Giorgi, che ha annunciato il ritorno nel 2027. Soddisfatto Trump: “Giorgi meglio di Giorgia e poi é anche bionda naturale”. Per capire il livello di Madrid basti pensare che Stefanos Tsitsipas (6,5) é apparso in ripresa riuscendo a vincere qualche partita. In un’intervista alla Gazzetta il greco ha raccontato che il suo segreto é la continua ricerca filosofica, la continua ambizione verso modelli di vita. A Madrid tutto ciò si é manifestato in un kantiano vaffancXxx, in un hegeliano strxxx e in un aristotelico fottxxx bastarxxx tutti pensieri filosoficamente rivolti al padre. Chiarita dunque la sua fonte di ispirazione: Fabio Fognini.   Se Lorenzo Musetti (6) ha dato qualche segno di risveglio. Flavio Cobolli (7,5) ha raggiunto i primi quarti di finale in un 1000 proprio alla vigilia del torneo di casa, dove non ha mai fatto bene, soffrendo forse troppo la tensione. Per tranquillizzare l’ex primavera giallorosso e non essere da meno a Madrid che ha messo a disposizione il Bernabeu, Binaghi ha pensato di programmare il suo primo match direttamente all’Olimpico. In questo torneino di periferia spagnolo si é poi verificato il classico litigio da quarta categoria in salsa francese tra Atmane (3 per la simpatia), i crampi, la resurrezione, Humbert e il coach Chardy iracondo con l’arbitro Robein.  Binaghi ovviamente é subito intervenuto per evitare problemi arbitrali nel quinto slam, assoldando un arbitro di esperienza al momento disoccupato, Gianluca Rocchi.  Intanto arrivano brutte notizie dal povero Alcaraz (SV) che ha annunciato il forfait per tutta la stagione sulla terra, con anche Wimbledon a rischio. Il murciano tuttavia é felice di aver cambiato coach: “Adesso finalmente ho voce in capitolo e posso esprimere la mia opinione”. Tipo giocare Barcellona acciaccato e compromettere più di mezza stagione.  La finale del torneo femminile tra Kostyuk (10) e Andreeva (9), con l’ucraina che ha battuto la russa é stato un colpaccio per il torneo di Madrid. Perché la mancata stretta di mano ha destato l’interesse dei media di tutto il mondo per i risvolti di geopolitica. “Non possiamo essere da meno” é stato il commento che é filtrato dalle parti del foro italico. Pertanto per la finale femminile di Roma é allo studio un tabellone pilotato che preveda lo scontro in finale tra una palestinese e un’israeliana con Papa Leone arbitro.  ...

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