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Diario dal Foro, giorno 1: un nuovo Berrettini da vedere a Roma e l’ombra del boicottaggio

Da Roma, il nostro inviatoIl tabellone principale maschile non è ancora iniziato. Quello femminile sì, ma di partite da ricordare ce ne sono poche. Eppure non mancano i temi interessanti in conclusione di questa prima giornata di Internazionali BNL d’Italia 2026 a Roma. Tra lettere e pretese, gioventù fulminante e le prime valutazioni sulle novità a livello di site, non manca il materiale di interesse. E il prospetto di boicottare gli Slam sembra tutt’altro che una chimera o una dichiarazione priva di conseguenze. Top player vs Slam: a Roma la sfida continua Aryna Sabalenka non è una che si nasconde dietro un dito. Quando ha un problema, lo sputa fuori, senza peli sulla lingua. È il caso odierno, quando è stata interrogata riguardo la lettera dei giocatori agli Slam, per chiedere maggiori guadagni. E non ha girato intorno alla risposta, nella sua prima conferenza del 2026 qui a Roma: “Penso che a un certo punto boicotteremo, sento che potrebbe essere l’unico modo per lottare per i nostri diritti. Ho la sensazione che lo spettacolo dipenda da noi e che, senza di noi, non ci sarebbero i tornei e non ci sarebbe questo tipo intrattenimento”. Chiaramente su questo aspetto ha ragione, lo spettacolo, e di conseguenza i guadagni, lo generano i tennisti. E non è utopia, né totalmente ingiusto, chiedere una fetta di torta più grande. Certo, boicottare sarebbe un qualcosa di storico, estremo, come lo ha definito Swiatek. Invece Jasmine Paolini, padrona di casa e attesa per difendere il titolo e ritrovarsi (non necessariamente in quest’ordine), è andata giù più decisa. Seguendo l’idea di Sabalenka: “Se siamo tutti uniti e d’accordo, uomini e donne, e secondo me lo siamo, si può pensare di boicottare”. L’azzurra ha anche il merito di ampliare il discorso, non limitandosi alla questione aumento dei montepremi. Ma toccando temi delicati come le soluzioni per la maternità e il fondo pensionistico. Cioè seguire da vicino, e aiutare in maniera vera, profonda, le giocatrici. Queste disattenzioni meriterebbero effettivamente un boicottaggio, una strizzata d’occhio alla WTA e una tirata d’orecchie agli Slam. Dubito che questi proclami diventeranno realtà, probabilmente i Major opteranno per non rischiare e andare infine incontro ai top player. Il nuovo Berrettini Matteo Berrettini tornerà mai agli antichi fasti? Può ancora sperare in qualcosa di grande? Nemmeno Matteo Berrettini lo sa…o quantomeno non del tutto. L’ex n.6 al mondo ha svolto una bella conferenza stampa, ricca, con un certo luccichio negli occhi tipico di chi in fondo ancora ci crede. Certo, le ambizioni sono ridimensionate, quello che è stato è stato. E sarebbe eccessivo pretendere che torni. D’altronde lui per primo ha detto apertamente come il modo migliore per andare avanti sia non porsi chissà che cosa nel mirino, ma tenere i piedi ben saldi a terra, “fare quel che si può”. Non è facile ripartire dal basso per chi ha toccato il cielo con un dito. Ma Berrettini ha l’aria di chi vuole ancora divertirsi. Soprattutto a Roma. Di chi ha piacere a giocare a tennis, come ha tenuto anche a precisare: “Quando venire a giocare qui diventerà un peso, vuol dire che sarà arrivato il momento di dire basta”. Il tabellone, giocando con i sentimenti, si è divertito a farlo capitare nel sedicesimo di Sinner. Sarebbe bellissimo vederli contro a Roma. Perché Matteo ha buttato giù le porte con tutti i cardini, quando Jannik era ancora troppo giovane. E in fondo meriterebbe un lieto fine nel torneo che più ama. Con spensieratezza, senza fare troppi film. D’altronde aveva iniziato Wimbledon 2021 sul Campo 12… Tracce di futuro Ho visto una semifinale Slam. Peccato fosse soltanto il secondo turno di qualificazioni. No, non ho abusato dell’ottimo cocktail offerto da Saint-Germain, e ancora non fa abbastanza caldo a Roma per le allucinazioni. Ma Lilli Tagger contro Alina Korneeva, 36 anni in due (meno di Djokovic), avranno dalla loro parte il futuro della WTA. E mi auguro finisca così. La russa l’ha spuntata, è più grande di un anno ma ancora leggermente indietro rispetto all’austriaca. Che, anche per la presenza di Schiavone all’angolo, aveva le simpatie del pubblico dalla sua parte. E poi gioca un bellissimo rovescio a una mano, che male non fa. Korneeva è una classica russa, ma gioca meglio il rovescio del dritto. Lo usa per manovrare, buttare fuori dal campo l’avversaria, e sembra già ben calata nella parte della professionista. Alla fine entrambe saranno in tabellone principale, visto che Tagger è stata ripescata. Non mi sento esagerato nell’affermare che le due, tra qualche anno, potrebbero tornare ad affrontarsi a Roma. E perché no, sempre all’ultimo turno, all’atto decisivo. Ma del tabellone principale. Abbiamo visto l’inizio di una grande rivalità. E Korneeva, se trova la quadra fisica e mentale, già quest’anno potrebbe dare una bela scalata alla classifica. Roma e il Foro 2.0 Prime impressioni sulla nuova disposizione del Foro: servizi decisamente migliorati per gli spettatori, la comodità va valutata. Se infatti è indubbio che avere una struttura coperta con stand gastronomici e commerciali è un miglioramento netto, al contempo la nuova SuperTennis Arena proprio di fronte al Centrale va prima testata. Non tanto quanto impianto in sé, ma per il rischio di affollamento eccessivo tutto in una zona, tra ingresso principale e ponte che collega Centrale e zona piscine (dove passano sempre i giocatori) nei giorni di maggior affluenza. La gestione potrebbe rivelarsi decisamente complessa. Per il momento invece di sicuro è da apprezzare la BNP Paribas Arena, che spicca nello Stadio dei Marmi. Infatti, per quanto il problema distanza sia persistente, rimane molto affascinante la location. E soprattutto funzionale, per gli organizzatori, poter piazzare i due match di cartello in pratica ai due poli opposti dell’impianto. E fortunatamente non ci sono più le tribune ai lati del Pietrangeli, è tornato tutto come è sempre stato. Qualcuno lassù starà sorridendo. E sarà strano abituarsi che oramai l’impianto sia intitolato a un uomo che non c’è più. Nicola farà il massimo per avere una partita all’altezza di Rune-Moutet 2025, questo è certo. ...

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