WTA Roma, Gauff: “Mio padre mi ha sempre ripetuto che il secondo set è il più importante”
Da Roma, il nostro inviato Dopo tre vittorie in rimonta, Coco Gauff è tornata a vincere un match in due set agli Internazionali BNL d’Italia. In semifinale al Foro Italico la finalista uscente ha regolato in due parziali Sorana Cirstea. “È stato un match più pulito rispetto agli ultimi”, ha affermato la 22enne statunitense a seguito della sua vittoria. Dopo il match, la numero 4 del mondo – sorridente e molto disponibile – è intervenuta in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti. Andrea Binotto, Ubitennis: Oggi hai commesso un solo doppio fallo, e anche nella partita contro Jovic ne hai fatto solo uno. A che punto sei nel processo di miglioramento della tua seconda di servizio? È una cosa che magari ti svegli bene la mattina e va così, o si tratta di un miglioramento concreto?Coco Gauff: “Penso che sia un vero miglioramento. Credo che sia la prima volta nella mia carriera che mi sento davvero sicura con quel colpo. È stato però un percorso altalenante. Ovviamente non voglio portare sfortuna, ma penso che abbiamo trovato la formula giusta per renderlo più costante. Ora si tratta di concentrarsi su come renderlo un’arma ancora più efficace, su come servire in modo più intelligente o aspetti di questo tipo”. D: Considerando alcune delle partite pazzesche che hai giocato qui questa settimana, ti capita mai di pensare a quanto sia particolare il sistema di punteggio nel tennis? C’è qualcosa che vorresti cambiare?Coco Gauff: “A volte è davvero spietato, altre volte invece è favorevole. Credo che la particolarità del nostro sport sia proprio che non è finita finché non è finita. Forse cambierei il fatto che i giochi si svolgono sul 15-0, 30-0… Per me non ha alcun senso. È così difficile spiegarlo alla gente. È 15-30, poi si arriva a 40. Perché? Si potrebbe fare che incrementi gradualmente. Dovrebbe essere 45, non 40”. D: Hai parlato della sicurezza nel servizio. Dal punto di vista tecnico, cosa pensi di aver migliorato rispetto a prima? Qual è esattamente l’aspetto che hai perfezionato nel movimento o nel lancio?Coco Gauff: “Credo di riuscire a servire in modo un po’ più costante. E poi la fiducia, la sicurezza in me stessa, è decisamente aumentata. Credo che, proprio grazie a questa maggiore sicurezza, riesca effettivamente a mandare la palla nel punto giusto con maggiore costanza, mantenendo la stessa tecnica in ogni servizio, indipendentemente da quale sia il mio bersaglio. Credo che questa sia la differenza più grande”. Andrea Binotto, Ubitennis: Quando perdi il primo set in una partita, poi quando torni in campo nel match successivo ti senti un po’ bloccata dal pensiero che devi assolutamente vincere il primo parziale, oppure in testa hai più la fiducia di aver già vinto alcuni match del genere al terzo?Coco Gauff: “Ovviamente, quando scendi in campo, vuoi vincere il primo set. Sono cresciuta con mio padre che mi ripeteva sempre che il secondo set è il più importante, perché lì o vinci la partita o comunque ti dai la possibilità di restare in gioco. Penso che questa settimana io abbia imparato che devo migliorare il modo in cui chiudo questi set”. “Non è che abbia necessariamente delle partenze lente. A volte inizio i set con un break, altre volte me li lascio sfuggire. Oggi, quando sono andata sul 5-4, stavo solo cercando di assicurarmi di chiudere il set in quel game. Ovviamente, quando vinci il primo set, hai un po’ più di fiducia perché sai che se non vinci il secondo, hai ancora una possibilità nel terzo di ribaltare la situazione”. D: Una domanda sul titolo del Roland Garros che dovrai difendere. Cosa ne pensi del sistema secondo cui, dopo aver vinto, bisogna difendere i punti conquistati? Questo rende la vittoria un po’ agrodolce?Coco Gauff: “Credo che prima mi facessi prendere troppo dal sistema dei punti. Cercavo solo di difendere la mia posizione. Ora, se ci pensi bene, la stagione va da gennaio a novembre. Se fai le cose giuste in allenamento e in campo, e sei in forma, hai la possibilità di conquistare quei punti durante tutto l’anno. Adesso, quando andrò al Roland Garros, non penserò nemmeno alla classifica o ad altro. Voglio assicurarmi di affrontare mentalmente quel torneo nel modo giusto. Se perdo al primo turno, ma mentalmente ho dato il massimo, va bene, ho imparato qualcosa. Non voglio assolutamente pensare a: ‘E se perdo?’ Voglio solo affrontare una partita alla volta”. ...