You are here

Roland Garros: Ruud si salva dal caldo torrido, Rublev vince in quattro set su Buse, facile Shelton

[11] A. Rublev b. I. Buse 6-3 6-7(6) 6-3 7-5 Dente avvelenato per Mr. Andrey Rublev, alle prese col neo-vincitore del ‘500 di Amburgo. Buse, reduce da una settimana tanto straordinaria quanto stancante, pare leggermente sottotono nella prima fase di match col russo, che invece comanda senza particolari problemi. Velocità media molto più alta, e picchi ben marcati – specialmente in risposta -, mentre il peruviano non riesce ad opporsi minimamente al gioco energico messo in atto da Rublo. Il break ottenuto “a freddo” in favore di Andrey, si rivela letale nell’economia del primo parziale (6-3). Anche il secondo set vede il russo partire con una marcia in più, ma dopo un’interruzione di circa 10 minuti – dovuta alla Heat Policy – Nacho cambia pelle, sferrando attacchi inediti contro l’avversario. Molto più vivace, adesso, il tennis di Buse, che infiamma il campo 7 dell’impianto parigino, con un passante straordinario nel punto finale del tiebreak. Nel terzo set Rublev ha dovuto rimettere ordine dopo il tie-break perso nel secondo, ma l’avvio è stato tutt’altro che lineare. Buse ha infatti strappato subito il servizio al russo, salvo subire l’immediato controbreak nel game successivo, dopo aver recuperato da 0-40 ma non essere riuscito a completare la fuga. Il vero snodo è arrivato poco dopo, sull’1-1, quando Rublev ha dovuto cancellare un’altra palla break: superato quel passaggio, il numero 11 del seeding ha finalmente rimesso la partita sui propri binari. Dal 3-2 ha alzato il ritmo, ha tolto ancora la battuta a Buse e si è issato rapidamente sul 5-2, prima di chiudere il parziale 6-3 alla prima occasione utile, riprendendosi il comando del match dopo lo sbandamento del secondo set. Il quarto set sembrava però poter riaprire tutto. Buse ha trovato il break nel quarto game e lo ha consolidato fino al 4-1, poi ha continuato a proteggere il vantaggio sino al 5-2. Rublev, però, è rimasto abbastanza vicino da approfittare del primo calo dell’avversario: ha tenuto il servizio per il 5-3, ha recuperato il break nel nono game e ha completato l’aggancio sul 5-5, senza concedere set point. A quel punto l’inerzia si è ribaltata definitivamente: Buse ha ceduto di nuovo la battuta nell’undicesimo game e Rublev, ormai tornato padrone dello scambio e del punteggio, ha chiuso al servizio 7-5, evitando un quinto set che pochi minuti prima sembrava quasi apparecchiato. Prossimo avversario per Rublev: Ugo Carabelli. [15] C. Ruud b. [Q] R. Safiullin 6-2 7-6(5) 5-7 0-6 6-2 Il due volte finalista del Roland Garros, Casper Ruud, torna in Francia con l’obiettivo concreto di far bene in quest’avventura Slam. Il norvegese è scatenato in avvio di match contro il qualificato Roman Safiullin. Monopolio assoluto della testa di serie numero 15, che mette a segno una serie infinita di vincenti, accompagnati da altrettanti non forzati del russo. Anche nel secondo set, il trend non varia di una virgola, con Safiullin costantemente sballottato in orizzontale dall’avversario. Proprio mentre Ruud sembra spadroneggiare indisturbato, e involarsi verso la conquista del secondo parziale, il tennista proveniente dal tabellone cadetto fa improvvisa irruzione sul match, breakkando a 0 Ruud nel decimo game. Il due volte finalista del Roland Garros è costretto al tiebreak, ma qui, con un paio di inside-in di dritto, ripristina le gerarchie. Dal terzo set in poi, però, la partita è diventata un mezzo romanzo di sopravvivenza. Ruud sembrava avere ormai il match in mano quando è salito prima 3-0 e poi 5-2, procurandosi due match point in risposta sul servizio di Safiullin. Il qualificato russo li ha cancellati, si è aggrappato alla partita e nel game successivo ha visto il norvegese tremare ancora: avanti 40-0 sul proprio servizio, Ruud ha mancato altri tre match point, facendosi rimontare fino a perdere il game e riaprendo completamente un set che pareva già in archivio. Da lì il match ha cambiato pelle: Safiullin ha infilato quattro game consecutivi, ha annullato in tutto cinque match point e ha finito per prendersi il terzo parziale 7-5, completando una rimonta che sembrava quasi impossibile pochi minuti prima. Il contraccolpo per Ruud è stato pesantissimo. Nel quarto set il norvegese, già messo alla prova dal caldo, è uscito completamente dalla partita: ha ceduto subito il servizio, non è più riuscito a fermare la corsa dell’avversario e ha incassato un 6-0 durissimo, con Safiullin capace di vincere sei game di fila e trascinare l’incontro al quinto. A quel punto la sensazione era che il match potesse sfuggire definitivamente al numero 15 del seeding, più per cedimento fisico e mentale che per reale inferiorità tecnica. Nel parziale decisivo, però, anche Safiullin ha presentato il conto al proprio corpo. Dopo l’enorme sforzo prodotto per rientrare da due set sotto, il russo è calato a sua volta, e Ruud ha avuto il merito di rimettere insieme i pezzi prima che fosse troppo tardi. Il norvegese ha tenuto il primo turno di battuta, poi ha sprecato due palle break nel secondo game, ma ha continuato a spingere sull’avversario fino a trovare l’allungo nel quarto gioco, alla quarta occasione utile. Da lì ha ritrovato ordine e solidità: due turni di servizio tenuti a zero, nuovo break nel game conclusivo e vittoria chiusa 6-2 al quinto, dopo aver rischiato seriamente di trasformare una partita quasi vinta in una trappola rovente. Prossimo avversario per il norvegese: Medjedovic che ha battuto Hanfmann in quattro set [5] B. Shelton b. D. Merida 6-3 6-3 6-4 Esordio solido per Ben Shelton, che supera Daniel Merida con il punteggio di 6-3 6-3 6-4 e comincia senza particolari sofferenze il suo Roland Garros. Lo statunitense, testa di serie numero 5, ha indirizzato subito il match con un break nel secondo game del primo set, prendendosi un margine che ha poi amministrato con autorità fino al 6-3. Copione simile anche nel secondo parziale, dove Merida ha retto fino al 2-2 prima di cedere nuovamente il servizio: Shelton ha fiutato il momento, ha allungato sul 4-2 e ha poi chiuso ancora 6-3 con un nuovo break nel nono game. Il passaggio più delicato è arrivato nel terzo set, quando Merida ha provato a restare dentro la partita con maggiore coraggio. Sul 3-3 lo spagnolo si è costruito anche una palla break, possibile spiraglio per rimettere in discussione almeno il parziale, ma Shelton l’ha cancellata e da lì ha rimesso il match sui suoi binari. Dopo il 4-4, l’americano ha tenuto a zero il proprio turno di battuta e ha poi chiuso in risposta, sfruttando tre match point consecutivi sul servizio di Merida. I numeri raccontano bene la differenza di peso tra i due: Shelton ha servito il 76% di prime, vincendo addirittura 50 punti su 58 quando ha messo la prima in campo, e ha chiuso con 35 vincenti contro i 18 dell’avversario. Qualche sbavatura c’è stata, dagli 8 doppi falli ai 36 gratuiti, ma nei punti importanti la superiorità è stata evidente: quattro palle break convertite su otto occasioni, mentre Merida non è riuscito a sfruttare l’unica palla break avuta in tutta la partita. Prossimo avversario per l’americano, il belga Collignon ...

Related posts

Leave a Comment

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi