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Roland Garros: Paolini lotta ma non basta, il dolore al piede la ferma anche a Parigi

S. Sierra b. [13] J. Paolini 3-6 6-4 6-3Finisce al secondo turno l’avventura di Jasmine Paolini al Roland Garros, complice un problema al piede – a cui al momento pare non esserci soluzione – che l’aveva portata a saltare anche il torneo di doppio, dove con Sara Errani era campionessa in carica. Un vero peccato per Paolini, avanti di un set e di un break fino al 4-2 del secondo, salvo poi sbattere contro il muro argentino di Solana Sierra e soprattutto contro un piede che non dà tregua. Vediamo com’è andata la partita. Primo set: una Paolini ordinata sfrutta i regali di Sierra La finalista di Parigi 2024 parte con le idee chiarissime. Paolini imposta subito lo scambio da fondo, accelera di diritto appena ha campo e, soprattutto, mette spesso l’avversaria in condizione di sbagliare. Il primo turno di battuta dell’azzurra scivola via senza scosse; la tennista di Mar del Plata risponde tenendo a zero il proprio servizio, ma già nei primissimi scambi si intuisce la differenza di pulizia: l’italiana è ordinata e verticale, l’argentina cerca ritmo ma sbaglia troppo in avvio d’azione. Il parziale procede liscio seguendo filo dei servizi fino al cuore del set. La campionessa di doppio uscente continua a martellare da fondo con ordine e solidità, mentre la classe 2004 fatica a tenere la palla in campo in risposta entro i primi due colpi. Al termine del set gli errori gratuiti diranno 11 per Sierra contro 6 della toscana. La prima, vera frattura arriva nell’ottavo game. Sul 30‑30, la sudamericana costruisce l’angolo giusto e si apre il campo: ha un comodo diritto di chiusura a metà campo, ma lo liscia in maniera clamorosa. L’argentina si dispera e va a servire, e la frustrazione si vede tutta nel game successivo: doppio fallo in e break che manda Paolini a servire per il set. Chiamata a chiudere, la giocatrice azzurra non trema. Martella col diritto, prende il centro del campo e si prende il tempo per la soluzione finale. L’ennesima risposta affrettata di Sierra si ferma in rete: primo parziale alla n.1 d’Italia, con esecuzione pulita e gestione superiore dei momenti chiave. Secondo set: in 10′ gira tutto, si va al terzo Paolini brekka subito in avvio e poi, ai vantaggi, difende il turno più delicato della sua frazione: servizio pesante nei punti caldi e 2‑0. Sierra tiene la battuta per il 2‑1, ma l’azzurra conferma il vantaggio con un game di qualità, chiuso con lo sventaglio sulla riga: 3‑1. La sudamericana resta in scia con un turno sofferto (Paolini arriva a 30‑30, due nastri aiutano l’argentina) e accorcia 3‑2. La n.1 d’Italia risponde con un altro game pulito: slice per aprire il campo, dritto di contropiede, rovescio incrociato di Sierra che finisce out e nuova chiusura di dritto sulla riga. 4‑2. Qui il set si stringe. Sul servizio dell’argentina, Jasmine risponde profondo ma Sierra difende bene e forza il rovescio dell’azzurra: 4‑3. Paolini ha la chance di scappare, ma nel game successivo la risposta di Sierra torna a funzionare: l’azzurra non chiude di volo, concede palla del 4‑4 e la perde. Controbreak il match si riapre. L’inerzia cambia. La giocatrice di Mar del Plata completa il sorpasso fino al 4‑5, aiutata anche da una palla corta a segno e da qualche gratuito di rovescio italiano. Chiamata a restare nel set, Paolini fatica con la prima (non ne entra mezza, si lamenta), e, nel dodicesimo gioco, si fa agganciare dai vantaggi con un altro rovescio difensivo corto. Sierra resta lucida nonostante un incredibile dritto finito sul logo della rete, pesca ancora la soluzione corta e strappa il servizio e chiude 6‑4. Terzo set: Il dolore alla caviglia condiziona Paolini che non ce la fa L’aria è cambiata e la preoccupazione è palpabile: Paolini prova a riprendere il filo spingendo di rovescio lungolinea, ma il colpo successivo è un dritto difensivo sotto la rete; a campo aperto l’azzurra ha anche un punto costruito alla perfezione, che però sfuma con un rovescio largo di metri. L’argentina, più sciolta, si prende il primo game: 0‑1. Nel gioco seguente affiorano i segnali più chiari del malessere dell’italiana: risposta finita sul telone, poi un doppio fallo di Jasmine: break, 0‑2. Sto pensando davvero di tutto, dice al suo angolo l’azzurra nella pausa: Errani prova a rimettere ordine dalla panchina. La classe 2004 allunga: qualche errore in serie le complica il game (0‑30, dopo unrovescio in tribuna), ma Paolini non capitalizza e incassa un altro strappo con dritto difensivo in rete. Sierra sale 0‑3. L’azzurra chiede l’antinfiammatorio (Feldene fast), il gioco si ferma. “Non riesco a pensare ad altro”, il problema sono piede e caviglia. Paolini scoppia in lacrime ma si riparte: Paolini prova a reagire, complice una serie di regali di Sierra (condizionata certo dalle lacrime dell’avversaria) Paolini tirne il servizio e si porta 3-1 sotto. Da lì, paradossalmente, la n.1 d’Italia butta il cuore oltre l’ostacolo. Sierra ricomincia a fare regali su regali, trasformando la partita in uno spettacolo pietoso, Paolini riesce a strappare il break e a riaccendere le proprie speranze, portandosi sul 2-3. Nel game successivo però Sierra si riprende e strappa nuovamente il servizio all’avversaria, nonostante riesca a deliziare il pubblico parigino con un paio di errori osceni. Nel gioco seguente Paolini riesce in qualche modo a tenere il servizio ma Sierra chiude subito dopo una partirta maledetta, al terzo turno incontrerà Sorana Cirstea. ...

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