Roland Garros: la grande occasione senza Sinner. Zverev, ora o mai più? Djokovic sogna, e gli outsider…
Può il torneo più scontato degli ultimi 25 anni di tennis, tolto forse il Roland Garros 2008 vinto da Rafa Nadal (quantomeno stando alle quote), diventare uno dei più aperti in poche ore? L’edizione 2026 del Roland Garros ci fornisce una risposta affermativa, con forza. La sconfitta di Jannik Sinner, a cui sembrava si dovesse solo consegnare il trofeo, restituisce speranza a molti, forse a tutti. I primi a “gongolare” saranno Zverev e Djokovic. Ma quantomeno nella parte bassa del tabellone ci sono loro due, c’è ancora de Minaur, la mina vagante Fonseca, il pericoloso Jodar, il sempre costante Ruud. Una serie di valide alternative che occupano spazi importanti, pericolosi, nel tabellone. Nella parte alta, quella dove appunto c’era Sinner, il tabellone si è letteralmente spalancato. Prima, l’uscita all’esordio di Daniil Medvedev. Poi, con ancora più rumore, qualche ora dopo Sinner l’eliminazione di Ben Shelton per mano di Raphael Collignon. Decisamente sorprendente, visto che l’americano pareva poter essere il favorito per arrivare in finale nella parte alta. Ruolo che al momento tocca a Felix Auger-Aliassime, quarta testa di serie, che ha rischiato l’eliminazione già al primo turno contro Altmaier. O forse a Flavio Cobolli, apparso nelle migliori condizioni possibili. L’unica certezza è l’incertezza. I favoriti d’obbligo al Roland Garros Alexander Zverev ha un credito da saldare al Roland Garros, ormai da quattro anni. Da quando quella bruttissima caduta, e conseguente infortunio alla caviglia, lo costrinse al ritiro nella semifinale del 2022. Costringendolo a un lungo e faticoso percorso di recupero. Gli astri sembrerebbero essersi allineati per permettergli di coronare la rincorsa più lunga della carriera, quel sogno Slam che ne cambierebbe la percezione e la collocazione nella storia del tennis. Tolti Sinner e Alcaraz, specie sulla terra parigina, dove il suo gioco solido e pesante si accoppia benissimo, è difficile trovare qualcuno che possa davvero infastidirlo. Sempre che il vecchio re non reclami la corona per un’ultima volta. Novak Djokovic non va mai sottovalutato. In qualsiasi condizione di gioco, in ogni torneo, è un nome che può ancora dire la sua e fare male. Il n.3 del tabellone potrebbe affrontare Zverev in semifinale, che saprebbe tanto di finale anticipata. La strada è ancora lunga, per arrivarci, ma è indubbio che il serbo vada tenuto in considerazione. Diciamolo chiaramente: è questo il teatro dove conquistare il 25esimo Slam, staccando Margaret Court e diventando il più vincente di sempre. Ora o mai più. I pronostici lo mettono alle spalle del tedesco, ma l’esperienza e la sagacia nel portare le partite importanti dalla sua parte potrebbero fare la differenza. Senza dimenticare Casper Ruud: unico già finalista al Roland Garros insieme ai due sopracitati, sempre almeno in semifinale tra il 2022 e il 2024, può essere anche per lui una grande occasione di scrollarsi di dosso l’etichetta di “piazzato di lusso”. Ma, al netto della finale di Roma e di un ottimo periodo recente, è indubbio che, con tutti al 100%, partirebbe indietro. Quasi battuto. Ma occhio alle mine vaganti. Jodar: la prima è già quella buona? Già prima del torneo si parlava di Rafael Jodar come possibile mina vagante, rivelazione del torneo. Testa di serie n.27, primo Roland Garros e secondo Slam, il giovane spagnolo è stato il grande protagonista della stagione sul rosso finora, Sinner a parte. Ha vinto e convinto, riscrivendo record e facendo paura da fondo campo. Colpi potenti, radenti la rete, molto vicini alle righe: soprattutto con il dritto, fa davvero paura. Ha un buono spicchio: Michelsen, poi Tirante o Carreno Busta. Giocatori che sono decisamene indietro a Jodar al momento, e non sembrano capaci di trovare le armi adatte per contrastare il forsennato ritmo da fondo dello spagnolo. Ai quarti? Probabilmente Zverev. Dall’altro lato c’è Fonseca. Il brasiliano, di cui tutti sembravano essersi dimenticati in fase di pronostici, è tornato in auge con una grande vittoria, rimontando due set a Dino Prizmic, al secondo turno. La pallina, poco da fare, fa un rumore diverso. Di dritto quasi scoppia, e il fisico è esplosivo. A questo si aggiunge la simpatia che ispira al pubblico, ovunque giochi, che lo spinge e trascina. Può battere Nole, parte leggermente indietro ma non è utopia considerare possa farcela. Passato questo crush test, sarebbe bene prenderlo sul serio per arrivare davvero in fondo. Tutti i giocatori citati finora, però, sono nella parte bassa. Dall’altro lato, speranze italiane. Cobolli, Berrettini, il sogno francese Dopo la vittoria al quinto contro Vallejo, i francesi, anche se difficilmente lo ammetterebbero, sognano il miracolo Kouame al Roland Garros. Che diventerebbe il più giovane di sempre a vincere uno Slam, superando anche Michael Chang. Realisticamente, la parte alta sembra comunque terra di conquista italiana. Anche senza Sinner. Cobolli, n.10, affronterà Tien al terzo turno, poi Cerundolo o Svajda. Il prossimo match probabilmente è il peggiore. L’argentino infatti, che è assolutamente dotato del tennis per arrivare in fondo, specie sulla terra, difetta della giusta personalità per poter andare avanti in uno Slam. Situazioni che giocano a favore di Flavio, fino ai quarti contro Auger-Aliassime. Apparso non al massimo, ma se dovesse arrivare ai quarti, sarebbe un segnale di recupero della condizione migliore. Per Matteo Berrettini, unico dei 16 della parte alta con già una finale Slam, Comesana, eventualmente Juan Manuel Cerundolo o Landaluce. Lo spagnolo, a cui i tabelloni finiscono spesso per sorridere strada facendo, sarebbe un avversario intrigante, valido. Una di quelle partite che piacciono a Berrettini, in gran spolvero, al secondo turno vicino al suo meglio. Sia al servizio che nello scambio da fondo. Passato quello step, avrebbe diritto a sognare in grande. E senza limiti. E Arnaldi? Può sperare, ma Collignon è un osso duro, come Tiafoe o Faria successivamente. Il belga ha fatto un favore a tutti eliminando Shelton, che appariva il più indicato a fare strada. Ora regna l’anarchia, si affollano le speranze. Impossibile dire già chi vincerà. Ma i quattro semifinalisti? Proviamo: Landaluce, Cobolli, Ruud, Zverev. ...