Roland Garros, Djokovic: “Il mio livello è stato buono, lui è stato migliore”
Incontro con la stampa di grande sostanza da parte di Novak Djokovic dopo la sua sconfitta contro Joao Fonseca al terzo turno del Roland Garros 2026 Novak, le tue impressioni complessive sulla partita?NOVAK DJOKOVIC: È stato un match incredibile da vivere. Ovviamente è dura per me perdere dopo essere stato avanti di due set, ma grande merito a Joao che ha davvero meritato di vincere. È stato senza dubbio il giocatore migliore nei momenti importanti del quarto e del quinto set. Ci sono stati scambi incredibili, ha trovato colpi pazzeschi lungo le linee, è stato straordinario. Non è ideale per me trovarmi davanti un avversario che gioca a questo livello, ma non credo di aver fatto così tante cose sbagliate con il mio gioco; semplicemente lui è stato migliore. Novak, sfortuna oggi. Con Carlos fuori e Jannik eliminato ieri, la tua mente ha iniziato a sognare e pensare al resto del…NOVAK DJOKOVIC: Ti fermo subito. No. Ho appena perso al terzo turno. Parliamo d’altro, grazie. In generale, guardando indietro a questo torneo, qual era il tuo livello di fiducia sulla tua preparazione per giocare qui? Non hai giocato molto tennis quest’anno; pensi che questo sia stato un fattore nel corso della partita?NOVAK DJOKOVIC: Le ore che ho passato in campo in queste tre partite qui mi sono sembrate come se avessi giocato tutti i tornei degli ultimi tre mesi. Penso di aver giocato un ottimo tennis, un livello davvero alto, considerando che sono stato infortunato per tre mesi, che stavo cercando di rientrare e che praticamente sono andato direttamente in un Grande Slam su una superficie molto esigente, sulla quale mi serve più tempo per trovare il mio ritmo. Tenendo conto di tutte le circostanze, credo che il livello sia stato molto buono, ero soddisfatto del mio gioco. Ovviamente adesso, appena uscito dal campo e avendo perso una partita che ero vicino a vincere, sono deluso. Questo è tutto quello che posso dire. Novak, ti vediamo sempre molto sportivo nelle sconfitte. Ti abbiamo visto parlare con Joao a rete. Se vuoi dirci cosa gli hai detto ne saremmo felici, ma più in generale: come vedi il suo potenziale, il suo futuro, il suo gioco, il giocatore che è oggi e quello che potrebbe essere domani?NOVAK DJOKOVIC: Gli ho fatto i complimenti, gli ho detto che meritava di vincere, che ha giocato una partita incredibile e che deve essere orgoglioso di sé. Gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo. Il livello di tennis che abbiamo visto da lui ha creato molta attenzione attorno a lui e credo che oggi abbiamo visto tutti perché c’è così tanto hype su di lui. Il livello che ha espresso è stato straordinario. Novak, considerando il risultato di oggi, ti rendi conto dell’eredità che ci lasci, a 39 anni, giocando partite al meglio dei cinque set negli Slam come questa?NOVAK DJOKOVIC: È difficile riflettere su questo adesso, spero tu possa capirlo. Allo stesso tempo, ci sono stati momenti in cui mi sembrava a malapena di stare in piedi verso la fine della partita. Guardare il pubblico e vedere come mi sosteneva e mi sollevava lo spirito è stato qualcosa di magico. Quando metto da parte la delusione e i pensieri negativi sulla partita, ci sono molte cose di cui posso essere orgoglioso, per quello che ho vissuto e provato. Sono molto grato per questa esperienza. Novak, ti rivedremo al Roland Garros il prossimo anno?NOVAK DJOKOVIC: Non lo so. Andrebbe bene per te se questa fosse la tua ultima partita qui, giocando contro un avversario di questo tipo?NOVAK DJOKOVIC: Non lo so. Fonseca ha giocato un match straordinario. Pensi che possa essere uno dei prossimi grandi giocatori in futuro?NOVAK DJOKOVIC: Spero di sì. Ha sicuramente il potenziale per riuscirci. Le cose dovranno incastrarsi, ma da quello che ho visto negli ultimi anni in cui è stato nel tour, è molto professionale, e questo è un prerequisito per il successo. Ha talento, ha potenza, e tutta la nazione brasiliana che lo sostiene. C’è molta eccitazione attorno a lui, a ragione. Spero possa essere il prossimo grande giocatore, vincere Slam; glielo auguro davvero. Guardando i primi due set, avevo l’impressione che tu facessi sempre la scelta giusta, mentre lui sembrava un po’ giocare ancora da junior. Hai avuto la sensazione di essere tu a poter decidere la partita quando eri ancora più fresco e che poi sia mancata un po’ di energia?NOVAK DJOKOVIC: Se fosse stato al meglio dei tre set sarebbe stato bello, ma non è così. Sono rimasto senza benzina, sinceramente. Non mi sentivo affatto bene in campo nei set successivi. La mia occasione principale è stata alla fine del quarto set, sul 4–3 e 15–40: lì ho avuto la sensazione che fosse il mio momento migliore. Ha giocato punti davvero ottimi, è stato aggressivo, ha servito alla grande. Guardando indietro, ci si può sempre chiedere se avrei potuto fare qualcosa di diverso nei momenti importanti, ma alla fine devi solo dirgli bravo e fargli i complimenti. Ha giocato un tennis “lights out” ogni volta che c’era un momento decisivo, ha rischiato e gli è andata bene. Forse il mio unico errore è stato sul 3–1 nel quinto, quando ero al servizio e ho subito il break; però anche lì ha giocato alcuni punti molto aggressivi. Ogni palla che gli arrivava sul dritto, soprattutto nella zona centrale, la colpiva fortissimo, ed era molto difficile da leggere. Giocava con una velocità estrema. Sul break point per rientrare nel set ha piazzato tre ace: che cosa puoi fare? Erano i servizi più forti che abbia tirato in tutta la partita, 220, 215 all’ora. L’unica cosa che puoi dire è “bravo”. UBALDO SCANAGATTA (Ubitennis): Nole, nonostante questa sconfitta, complimenti per l’eccezionale lotta e per l’esempio che dai a 39 anni al vertice dello sport. Hai sempre sottolineato con orgoglio di essere un grande studente e amante di questo gioco. Dopo questa esperienza e tutto quello che è successo negli ultimi mesi, soprattutto in questa stagione e in questa tournée, pensi che il tennis si stia davvero “iper-dinamizzando” con questi giovani che ottengono risultati incredibili e giocano in modo fantastico e molto maturo? Che cosa sta succedendo e credi che sia un grande cambiamento storico?NOVAK DJOKOVIC: Penso che non sia una cosa strana. È normale che arrivino nuove generazioni di giovani tennisti che sono affamati, dinamici, veloci, esplosivi. Uno di loro è Fonseca: sappiamo che ha un gioco estremamente rapido, è un giocatore talentuoso e completo. Oggi ha dimostrato di avere il potenziale per i più grandi match, per come ha giocato, per come si è comportato e per come è rimasto calmo nei momenti decisivi. Tanto di cappello, non c’è altro da dire. Analizzando la partita, non credo di aver commesso grandi errori; piuttosto lui ha giocato in maniera straordinaria, in modo aggressivo, al servizio, in tutto. Complimenti a lui. Ovviamente resta il rammarico e la delusione. Nel terzo set ho avuto un calo energetico piuttosto marcato, e questo è quanto. Mi sarebbe piaciuto avere 19 anni oggi in campo, ma le cose stanno così. L’ho portato quasi al quinto set completo e, in ogni caso, chi gioca contro di me in uno Slam deve battermi: non riceverà mai la partita in regalo. Di questo posso sempre essere orgoglioso. Una cosa è certa: quella vena “cavalleresca” e lo spirito di lotta, lo spirito del lupo che porto dentro, sono sempre presenti e non mollerò, anche se dovessi giocare su una gamba sola. Se qualcuno mi batte in questo modo, non posso che dire “bravo, se l’è meritato”, ma deve essere lui a farlo: io non regalerò mai nulla. Nole, hai detto anche molte cose positive. Qual è la situazione con la spalla in questo momento e guardi con ottimismo alla stagione sull’erba?NOVAK DJOKOVIC: Cerco di essere ottimista, ma sono sceso dal campo dieci minuti fa, quindi capirete che al momento sono molto deluso e questa è l’emozione predominante. Vediamo, domani è un altro giorno, vedremo cosa succederà. Questo è il secondo ko in cui passi dal 2–0 al 2–3. Sicuramente ti ricordi di Melzer nel 2010. Ti è venuto in mente durante il match? E come guardi al periodo da allora a oggi? Sono passati comunque 16 anni, non hai più avuto risultati del genere, non vorrei chiamarlo “cappotto” o “cali” perché lui ha giocato tutto.NOVAK DJOKOVIC: No, sinceramente non ci ho pensato. So di non aver avuto molte sconfitte da 2–0 per me a 2–3. È stata una battaglia. Finché ho avuto buona energia, “carburante” e finché ero relativamente fresco, andava tutto bene. Purtroppo la terra battuta è così, ti prosciuga molto. Lui ha preso slancio, mi ha brekkato nel terzo set, l’ha vinto, il pubblico dalla sua parte si è acceso e le cose si sono un po’ complicate. Si è consumata tanta energia e a quel punto, in certi momenti del quarto e del quinto set, è stata davvero una lotteria. Ho avuto quelle chance sul 4–3 e 15–40 nel quarto: lui ha giocato due punti incredibili, e questo è tutto. Non c’è molto altro da dire se non fargli i complimenti per il coraggio, per il livello di gioco, per l’alta qualità mostrata quando serviva. Per un giocatore così giovane ha dimostrato grande maturità. Che cosa posso dire? Complimenti. ...