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Roland Garros, Mensik: “Questo torneo mi ha fatto capire quanto posso essere forte”

Dopo la convincente vittoria contro l’ottava testa di serie Alex De Minaur, il giovane tennista ceco è intervenuto in conferenza stampa, affrontando con i giornalisti numerosi temi, tra cui il recupero fisico dopo l’estenuante maratona del turno precedente, la scoperta di una nuova solidità mentale e fisica, e la sfida tattica contro De Minaur.   D. Jakub, come sei riuscito a ribaltare la partita dopo quel primo set?JAKUB MENSIK: “Non è stato facile, ovviamente. Dopo la partita precedente ero praticamente senza energie. Ho sfruttato il giorno di recupero nel miglior modo possibile per prepararmi a un’altra battaglia. Non direi che mi sentissi al 100%. Nel primo set sembrava quasi che fossi ancora alle prese con i crampi (sorride). A parte gli scherzi, è stata una giornata complicata. Avevo ancora nelle gambe lo sforzo del match precedente e, mentalmente, affrontavo un giocatore che corre ovunque, non ti regala nulla e che non avevo mai battuto. Per questo è stato molto difficile entrare in partita. Nel primo set sembrava che il mio corpo avesse semplicemente bisogno di riaccendersi. Ho avuto bisogno di tempo per far partire il motore. Poi ho trovato ritmo e intensità, e sono felice di aver vinto i tre set successivi senza concedergli l’opportunità di rientrare nel match”. D. Dopo la battaglia del turno precedente, cosa hai fatto nelle ultime 48 ore per recuperare? È stato il periodo di recupero più duro della tua carriera?JAKUB MENSIK: “Di solito il giorno di recupero significa rilassarsi e fare poco o nulla. Questa volta invece ho fatto tantissime cose. Il primo giorno è servito soprattutto a calmare il corpo: dopo i crampi e la forte disidratazione dovevo reintegrare quanti più liquidi possibile. Il giorno successivo è stato dedicato al recupero fisico vero e proprio. Ho fatto anche del lavoro cardiovascolare perché dovevo mantenere il corpo attivo e trasformare nuovamente l’acido lattico accumulato nelle gambe nell’energia che mi sarebbe servita oggi. Io e il mio team abbiamo lavorato molto bene. Sono contento perché siamo riusciti a fare tutto il necessario per permettermi di tornare competitivo al massimo livello, in condizioni così dure”. D. Hai la sensazione che questo Roland Garros ti stia dimostrando di essere ancora più forte di quanto immaginassi?JAKUB MENSIK: “Sì, sicuramente questo torneo mi sta mettendo alla prova soprattutto dal punto di vista fisico, e ne sono molto felice. Una cosa è vincere una partita di quasi cinque ore al quinto set; un’altra è sapere che, 48 ore dopo, ti aspetta un’altra sfida che può essere altrettanto lunga o addirittura più dura. In passato mi è capitato di uscire da certi match al meglio dei cinque set completamente distrutto e il giorno dopo facevo fatica perfino a muovermi. Certo, recuperare dopo una vittoria è più facile, ma tornare in campo ancora forte fisicamente e mentalmente dopo quello che ho passato è qualcosa che apprezzo molto. Abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo punto e sono contento di aver scoperto di poter gestire situazioni del genere”. D. Qual era il piano tattico contro un giocatore come Alex De Minaur, capace di correre ovunque e restare in partita per ore?JAKUB MENSIK: Alex è un grande ragazzo e ci siamo già affrontati diverse volte. Conosciamo abbastanza bene il tennis l’uno dell’altro, quindi non c’erano particolari sorprese. È uno dei migliori difensori del circuito: quando attacchi hai la sensazione che sia dappertutto. È velocissimo, probabilmente uno dei giocatori più rapidi del Tour. Credo che le condizioni mi abbiano aiutato un po’: la palla rimbalzava più alta e più veloce. Certo, la terra battuta non è la sua superficie preferita, ma resta comunque molto pericoloso. Avevo un piano di gioco preciso, che ovviamente non vi rivelerò, e penso di essere riuscito ad applicarlo bene nel secondo, terzo e quarto set”. ...

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