Roland Garros, Kouame: “Gioco ogni partita come se fosse l’ultima”
Nonostante la dolorosa sconfitta in quattro set subita contro Alejandro Tabilo, c’è solo spazio per il sorriso e per un pizzico di sana spavalderia nell’ultima conferenza stampa parigina di un lucidissimo Moise Kouame. Il diciassettenne francese analizza con una maturità sorprendente il suo match sul Suzanne Lenglen, la gestione della pressione nei momenti topici della gara e l’improvvisa popolarità che lo ha travolto in questa settimana per lui indimenticabile. Senza drammi e con le idee chiarissime sul futuro, il giovane talento transalpino si proietta già verso i prossimi impegni: di seguito le sue dichiarazioni raccolte in quel di Parigi. D. Moise, quali pensi che siano le cose più importanti che hai imparato su te stesso questa settimana e cosa hai capito che serve per competere a questo livello e vincere?Moise Kouame: “Penso che quello che ho imparato su me stesso sia che fisicamente riesco a reggere match lunghi e anche a disputare più partite di fila. Di sicuro è dura giocare a questo tipo di livello più volte e un match intero come questo è tosto fisicamente, ma penso che con un paio di partite in più di questo tipo nel mio bagaglio di esperienza diventerà sempre più facile. Cercherò di trovare il modo di accorciare i match o, se si allungano, di trovare quelle soluzioni che possano farmi vincere queste partite. Sì, di sicuro in termini di esperienza penso che non avrei potuto chiedere di meglio. È stata una settimana piena per me in termini di esperienza. Sono davvero felice di questo”. D. Adesso stai parlando del prossimo torneo. Hai giocato sul campo Suzanne Lenglen ed è stato pazzesco. Ora, cosa ne pensi dei tornei più piccoli, i Challenger? È qualcosa che temi o diresti che è normale, che fa parte della tua crescita?Moise Kouame: “Va bene così. Posso farcela con o senza. La gente mi ha fatto la stessa domanda quando sono passato da Monaco a un torneo da 25.000 dollari. Mi dicevano: ‘È una transizione difficile?’. Ho risposto di no, e ho vinto il torneo. Questa volta passerò dal Roland Garros a Lione. Non sarà una transizione difficile, perché gioco ogni partita come se fosse l’ultima. Sai, quando gioco un match non entro in campo dicendo: ‘Sono al Roland Garros, a Lione o in Italia’. Voglio avere obiettivi chiari fissati in precedenza con il mio team. Indipendentemente dal luogo, indipendentemente dalla struttura, mi concentro su me stesso. Davanti a 10.000 o a 5 persone per me è lo stesso. Beh, certo, se hai 10.000 persone, queste 10.000 persone ti incoraggeranno, saranno con te. Ma se ci sono solo 5 persone con te, è un po’ diverso. Però queste 5 persone sono le 5 persone del mio team, quindi le più importanti. E quello che conta è che loro siano ancora con me. Finché sono con me, non ci sono problemi”. D. Congratulazioni Moise, nonostante questa sconfitta. Ora, visto il modo in cui hai giocato qui, hai obiettivi più ambiziosi? Hai degli obiettivi in termini di ranking?Moise Kouame: “Visto quello che ho fatto qui, è buono. Penso che continuerò a concentrarmi su me stesso. Poi, se dopo questo torneo attraverserò una serie di momenti difficili, è normale. Succede a tutti gli atleti. Se tutto va bene, allora tocchiamo ferro. È tutto molto bello. Ma come ho detto prima, la cosa più importante è concentrarmi su me stesso, su ciò che faccio durante i match, essere felice al Roland Garros o in qualsiasi altro posto. È sempre la stessa cosa. So cosa ho fatto questa settimana e la cosa più importante è continuare a giocare bene, allenarsi bene ed essere bravi in campo”. D. Questo è stato il tuo primo Slam. Hai 17 anni. Tre partite. Immagino che ora tu sappia di essere pronto per questo tipo di mondo, per giocare contro i primi 100 giocatori. Tuttavia, pensi di dover lavorare su qualcosa fisicamente, mentalmente? Hai qualche idea al riguardo? Perché immagino che ciò che desideri sia sempre migliorare, ed è questo che ti farà andare avanti. Hai qualche idea, spunto o cosa su cui vuoi lavorare quando tutto questo sarà finito?Moise Kouame: “Certo che ne ho… anzi, non io, ma il mio team ha delle idee, quindi il team potrebbe rispondere a questa domanda meglio di me. Ci sono cose che ho fatto bene, ma ce ne sono altre su cui dovrò lavorare. Finché sarò un giocatore di tennis, ci sarà sempre qualcosa su cui potrò lavorare e migliorare. Il mio servizio forse non è stato abbastanza buono in certi momenti, forse anche il dritto. Ho commesso forse un paio di errori che non avrei dovuto fare in momenti molto importanti. Ci sono molte cose su cui posso lavorare, anche se penso di aver fatto parecchi ottimi colpi questa settimana, voglio comunque migliorare questi colpi per diventare sempre più forte“. ...