ATP Next Gen a Milano: un successo a metà sognando le Finals…quelle vere
Da Milano a Londra, il tennis si fa più serio. Di certo più rispettoso delle tradizioni. Sulla qualità dell’evento londinese alla 02 Arena infatti nessun dubita. E di certo non dubita l’ATP che da quel torneo ricava le sue maggior risorse. Tant’è che l’ha tenuto lì dal 2009, per dieci anni quindi. E lo lascerà lì almeno fino al 2020 incluso, per altri due anni ancora insomma, e non è detto che abbandoni una sede di così grande successo. “Per dare anche ad altre nazioni la possibilità di vedere grande tennis e promuovere il nostro sport” è stato il bla bla dei boss Atp. E il CEO dell’Atp Chris Kermode ha parlato in questi giorni di 40 città che si sarebbero candidate ad ospitare il vecchio Masters dal 2021 in poi…e fra queste anche la nostra Torino. Voglio proprio vedere quale sia la città che darebbe le stesse garanzie di Londra. Ma su questo argomento scrivo più giù. Ciò detto il torneo di Milano, il cosiddetto Next-Gen non va bocciato. Direi si possa parlare di un successo a metà. Chi c’è stato, in linea di massima, se non si è svenato per i prezzi esosi e non ha smoccolato per gli orari e le difficoltà del ritorno a casa, si è divertito. Però, anche se il livello tecnico, suggellato dalla finale raggiunta dalle prime due teste di serie oltre che da due giocatori player of the year and newcomer of the year come Tsitsipas n.15 ATP e de Minaur n.31, è stato eccellente, non mi pare che la promozione del Next-Gen abbia troppo funzionato. Un anno di avviamento avrebbe invece dovuto portare a dei progressi, non a dei regressi. Attendo i dati ufficiali, pur sapendo che questi non dicono mai tutta la verità – non solo in Italia, ma ovunque eh, ho sempre letto risultati dilatati quando c’era da diffondere i numeri dell’affluenza, un sacco di record battuti erano in realtà fake news …ufficiali! A Montecarlo ho visto per anni aumentare il dato dell’affluenza an che quando le tribune erano le stesse…– ma se mi fido ancora un po’ dei miei stanchi occhi penso e dico che gli spettatori sono stati meno dello scorso anno. E, come ho appena accennato, questo non avrebbe dovuto succedere dopo un anno di avviamento e per un torneo che tutto sommato allineava ai nastri di partenza tre tennisti dei top-40, quattro dei top 50, sette dei top 85, dopo che Shapovalov aveva dato un poco giustificato (ed accettabile) forfait. Sotto il profilo tecnico non si poteva pretendere molto di più. Comunque ce la si dipinga mi aspetto dunque i soliti comunicati trionfalistici. Ove si certificasse un calo di presenze scopriremmo però che sono cresciuti comunque gli introiti. E in effetti la voce dei biglietti venduti, in tutta franchezza, da tempo non è la più importante. I diritti tv, gli sponsor, fanno molto di più la vera differenza. Salvo che per l’immagine del torneo. Vedi i tornei cinesi, qatari, singaporensi, negli Emirati: spalti semivuoti, montepremi sempre più ricco, 25 persone fra dirigenti sportivi e politici locali (e non) a premiare, tutti che si parlano addosso, mille ringraziamenti (da giocatori e non solo) agli sponsor “senza i quali questo torneo non sarebbe potuto esistere”, un buffettino ai raccattapalle e tutti contenti. Siccome in Italia siamo molto più…furbi, si è pensato bene di oscurare le tribune ai teleutenti: chi ha guardato il Next Gen in tv, infatti, non ha così potuto capire se esse rigurgitassero di appassionati (magari!) oppure no. Una bella lezione data a quegli ingenui dei cinesi! Ad ogni modo si parla di 19.150 spettatori in cinque giornate di tennis, per 9 sessioni di tennis. Se il dato fosse attendibile sarebbero circa 2.127 persone (presumo paganti) a sessione. Nessuno ammetterà che si poteva fare anche di più. Comunque era una scommessa e si può dire che è stata più vinta che persa, anche se pensavo dopo l’anno scorso che fosse ancora più vincente, nonostante il comprensibile calo di curiosità mediatica. Lo scorso anno le regole erano una novità, arrivarono giornalisti a coprire l’evento da tutta Europa. Quest’anno dall’estero sono venuti quattro gatti…e non solo perché a Wimbledon i giornalisti hanno 25 sterline di diaria al giorno, a New York 20 dollari, a Melbourne 25, a Parigi ci sono prezzi fortemente scontati e controllati – insomma non 7 euro per una foccaccina – nei tornei tedeschi e spagnoli c’è quasi sempre ospitalità almeno per quanto riguarda i pasti. Con i giornali in crisi e questi chiari di luna, gli editori i conti li fanno con grande oculatezza prima di mandare in giro qualcuno a piè di lista. Del resto Roma con i suoi Internazionali d’Italia è rimasto uno dei pochissimi tornei in cui ogni giornalista si deve arrangiare con i soldi propri, se è freelance, o dell’editore se è staff-writer. Milano idem. Spero quindi che almeno sotto il profilo economico il torneo meneghino abbia dato i risultati sperati, anche se lì per lì al mio arrivo (martedì scorso) mi aveva lasciato un po’ perplesso l’abbandono di alcuni sponsor presenti qui l’anno passato con il loro stand. Chissà, magari come hanno fatto con i i biglietti, FIT e ATP hanno tirato troppo la corda e qualcuno (penso alla Head…) non c’è voluto più stare. Strano, ad esempio, che non fosse presente Australian che è quasi la linea d’abbigliamento ufficiale della Federtennis. E Giordano Maioli a Milano avrebbe giocato in casa (anche se lui è di Piacenza). Ma il successo organizzativo locale in termini di pubblico – e qui approccio il secondo argomento – avrebbe dovuto essere un bel biglietto di presentazione per le chances italiche di ospitare in futuro quel Masters ATP di fine anno che, come dicevo più su, dal 2021 potrebbe abbandonare Londra. Ripeto quanto scritto ieri: biglietti troppo cari e orari assurdi. Assurdo soprattutto quello di sabato sera con la finale alle 21, giornata non lavorativa e che quindi non richiedeva un orario così notturno. Oltretutto non giocavano, questo sabato, né Inter né Milan, quindi non c’era nemmeno da evitare una temibile concomitanza. Chiunque avesse voluto raggiungere Milano da città dell’Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Piemonte, a) sarebbe stato costretto a fare le ore piccole per tornare a casa, quindi bambini a casa e affidati alla baby sitter (per chi ce l’ha) b) non avrebbe avuto alternativa all’auto propria – i senza patente a casa …- perché oltre al metro che a mezzanotte ti lascia a piedi nella ridente Rho per arrivare al centro, di treni per tornare via da Milano e raggiungere altre regioni non ce n’è l’ombra. Antico problema mai risolto. Sarebbe bastato giocare alle 15 per risolvere quel problema. C) così si è rinunciato in partenza ad avere tutti gli spettatori non milanesi…salvo che avessero deciso di spendere una fortuna e aggiungere ai prezzi dei biglietti anche quelli di un albergo dignitoso. Ma, insomma, una settimana in un 5 stelle del Mar Rosso costa meno. Quale che sia la valutazione che l’ATP darà di questi primi due anni di esperimento Next-Gen a Milano, il 14 dicembre sapremo quali sono le tre città candidate a ospitare le ATP World Finals e a marzo sapremo quale delle tre sarà stata prescelta. Inutile dire che per il tennis e la sua popolarità dalle Alpi alle Piramidi l’eventuale assegnazione delle finali Atp – quelle vere – a Torino per il 2021, costituirebbe un grandissimo colpo. Forse rispunterebbero nelle edicole perfino le riviste di tennis. La FIT ha appena annunciato la candidatura ufficiale di Torino cominciando dai ringraziamenti al CONI, alla Coni Servizi (che i 5 Stelle vorrebbero far fuori), al Governo, al comune di Torino, alla Regione Piemonte e chi più ha più ne metta. Il Pala Alpitour sarebbe quello destinato a ospitare le Finali. Le mie Olimpiadi sono state tutte estive, dal 1992 in poi, e a quelle invernali del 2006 non c’ero per potervi dire se il Pala Alpitour è all’altezza o meno della magnifica 02 Arena. Ma ci si sono giocati mondiali di Volley e altri grandie eventi sportivi, come ha ricordato il sindaco Chiara Appendino. E certe competenze probabilmente ci saranno. Sulla crescente bellezza di Torino – e questo lo posso dire per averla visitata in tempi recenti anche grazie a mio figlio che ci ha fatto l’Università – non si può davvero nutrire alcuna perplessità. In aggiornamento ...