Terence Atmane: QI alle stelle, Pokemon e videogame. “Il mio cervello funziona in modo diverso” [ESCLUSIVA]
Da Madrid, il nostro inviato Un sorriso smagliante, grande autoironia e una mente diversa da quella degli altri. Terence Atmane è il personaggio che non ti aspetti. Il suo alter ego, serioso e imperturbabile, barrica dietro le quinte un’empatia sconfinata, associata ad un’apertura al dialogo e al confronto per nulla banale, a dispetto di altri profili più schivi. In quel della Caja Magica, abbiamo avuto il privilegio di interloquire in esclusiva col tennista francese, interessato – quasi quanto noi – a raccontare la sua “diversità”, tra pro e contro. Vi starete chiedendo, che diversità? Terence Atmane gode di un plus del quale nessun altro collega dispone. Il suo quoziente intellettivo è pari a 158. Cifra spaventosamente superiore alla media. Il ventiquattrenne di Saint-Martin-Boulogne ci ha spiegato dettagliatamente cosa vuol dire convivere, ma soprattutto competere, con un cervello che pensa molto più rapidamente del normale. Pensate sia soltanto un vantaggio? “Non è proprio così – esordisce -. Significa semplicemente che, in fondo, penso in modo diverso. Rispetto a molte persone. E in effetti a volte è molto difficile capirmi. Perché il mio cervello funziona in modo diverso. Direi. Quindi questo può anche creare delle sorprese“. In uno sport dove la mente è tutto, gli abbiamo domandato se grazie a questo dono di madre natura riesce sempre ad avere la chiave per battere tutti i suoi avversari, ma la sua risposta è stata più che esaustiva: “In campo posso pensare a qualcosa a cui forse la maggior parte delle persone non penserebbe. E quando lo faccio mi sembra molto naturale. Spesso la gente ne rimane davvero sorpresa. Ma allo stesso tempo può anche andare molto male in fretta. Nel senso che rifletto un po’ troppo su tutto. E poi, in pratica, perdo la pazienza. E perdo la concentrazione. Quindi è stato davvero un duro lavoro per me. Riuscire a gestire le mie emozioni. E riuscire a far prevalere la mia forza mentale sulle emozioni sul campo da tennis”. “I videogiochi hanno un posto speciale nel mio cuore” Insomma, la convivenza con una mente che funziona in tal maniera è piuttosto particolare. Non si può “abusare” di un quoziente intellettivo così alto, anzi, spesso questo fattore ma anche diventare controproducente. Un plus che va gestito, non solo all’interno del rettangolo da gioco, ma anche nei ritagli di tempo, che Terence dedica ai videogame e al collezionismo di carte Pokemon. Anche l’utilizzo del tempo ludico, però, va trattato con parsimonia: “Gioco anche molto ai videogiochi nel tempo libero, perché mi piacciono davvero tanto. I videogiochi erano tutta la mia vita. Ho iniziato a giocare a tennis proprio grazie a questo. Hanno sempre un posto speciale nel mio cuore. Adoro giocare a Minecraft con i miei amici. con il PC. Viaggio con il mio PC e il mio controller anche ai tornei“. Un QI da gestire anche al PC: “Cerco di impormi limiti, mai giocare dopo cena!” Terence non rinuncia ai videogame neanche durante il tour, trovando il giusto equilibrio tra il relax e il divertimento. Ma resta severamente vietato subire stress, anche dai videogiochi stessi: “Durante i tornei mi piace giocare a giochi rilassanti. Non mi piace mettermi sotto pressione per giocare in modalità classificata a Call of Duty. O giocare a Battlefield. O giocare a questo tipo di giochi che sono davvero stressanti per me. Quando invece ho una settimana di pausa, mi piace giocare a Call of Duty in modalità competitiva. Perché mi manca la sensazione di essere stressato il giorno prima di una partita. Quindi questo è ciò che mi piace. Ma durante i tornei cerco sempre di essere ragionevole. E di impormi dei limiti. Quindi non gioco mai dopo cena. Perché dopo cena non è il momento giusto per giocare ai videogiochi. Quindi do sempre la priorità al gioco prima di cena. E poi cerco di giocare nel modo più rilassato possibile. Perché poi dopo mi stressa. E sai, a questo livello di competizione. Quando hai il 2-3% di concentrazione in meno sul campo da tennis. Allora te ne accorgi subito. E poi perdi sui punti importanti. Quindi voglio mettere tutte le mie possibilità dalla mia parte su questo aspetto. Quindi sì. I videogiochi occupano un posto davvero importante nel mio cuore”. Il movimento atipico al servizio: “Grande rischio di infortuni. Non lo consiglierei” E poi, si, c’è anche spazio per il tennis. Il classe 2002 transalpino ha steso in due set Miomir Kecmanovic al debutto del Mutua Madrid Open 2026. E mentre lo osservavamo con la lente d’ingrandimento, non abbiamo potuto fare a meno di notare il suo brusco e violento movimento del servizio. Atipico, innaturale. Ma efficace. “Penso che non lo consiglierei a molte persone.Perché è molto, molto difficile riuscire a colpire la palla. Quindi il lancio deve essere davvero basso. E il tempismo deve essere perfetto. Quindi sinceramente non lo consiglio. Soprattutto a livello amatoriale. Perché c’è ovviamente un grande rischio di infortuni. E non è qualcosa che consiglierei a tutti. Ma in realtà lo consiglio a tutte le persone che faticano a generare potenza, come me. E alle persone che hanno una mano molto sciolta e molto veloce. E questa è la combinazione perfetta di potenza e velocità. Anche se con una certa sensazione di instabilità”. A Madrid la condizione ideale: “Mi aiutano davvero tanto” Un compromesso, quello di Terence, per diventare imprevedibile: “In generale gli avversari non hanno idea di dove andrò a servire. Perché non hanno il tempo di anticiparlo. Provo la stessa sensazione. Ed è anche molto difficile per me trovare il modo di mettere a segno il servizio. Perché il tempismo deve essere perfetto. Perché non ho margine di errore sul servizio. Quindi a volte direi che diventa davvero difficile riuscire a mettere alcuni servizi in campo. Soprattutto sul primo servizio. Perché cerco sempre di servire il più rapidamente, velocemente e con la massima potenza possibile. Ma per gli appassionati dilettanti che vogliono provarci. Consiglierei di stare molto attenti a questo. Perché può diventare davvero pericoloso in un attimo. E il dolore può manifestarsi molto rapidamente“. Atmane è un tennista rapido, e nel pensiero e nel gioco. Uno da tappeto green, per intenderci. Soluzioni veloci, ricerca ossessivo del vincente in uscita al primo colpo in uscita dalla battuta. Il profilo opposto al Mariano Navone della situazione, per intenderci. Le condizioni di Madrid sembrano essere il connubio perfetto per il francese: “In pratica mi aiutano sul servizio. Non so quanti ace ho fatto oggi. Ma penso di aver servito piuttosto bene. E questo anche in queste condizioni mi ha davvero aiutato a riuscire a creare qualche sorpresa al servizio”. ...