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ATP Madrid, Musetti: “Avversari complicati? Se hai la mentalità di vincere il torneo, devi affrontare chiunque”

Da Madrid, il nostro inviato Lo attendevamo, e rieccolo brillare. Lorenzo Musetti torna ad essere autoritario in quel di Madrid, inanellando la seconda – convincente – vittoria di fila nel Masters 1000 spagnolo. Un tabellone, quello del Mutua Madrid Open, che gli ha messo davanti – in questi due primi turni – due complicati avversari. Due bombardieri. Hubi Hurkacz e Tallon Griekspoor. Entrambi spediti a casa in due set. In questi giorni, l’azzurro ha spesso utilizzato il verbo “disinnescare”, riferendosi ai colpi pesanti detenuti nel repertorio del polacco e dell’olandese. E adesso lo aspetta un altro solidissimo giocatore, Jiri Lehecka, negli ottavi di finale. Sulla sfida con Griekspoor: “Gestire bene quella situazione è stata la chiave del match” “Sento di aver giocato un buon match, una solida performance. Ho iniziato molto bene, e dopo aver subito il break sento di aver gestito bene quella situazione e probabilmente è stata la chiave del match. Sento che la mia sicurezza in campo, e anche la mia capacità di gestirmi in campo, soprattutto durante la partita, sta aumentando. Anche il mio livello sta migliorando, quindi spero di migliorare ancora per il prossimo turno”. Tema infortuni. Il lento progresso verso il 100%: “Ho cercato di esser pronto per Indian Wells, ma sentivo di non esserlo” “È sempre dura restare fuori dalla competizione, ma anche fuori dal circuito, e credo che guardando gli altri giocare ti venga voglia di essere lì, ma non si può fare nulla di affrettato, specialmente con questo freddo, e penso che ci voglia tempo, occorre aspettare il momento giusto. Nel mio caso, ho cercato di essere pronto per Indian Wells e Miami, ma sentivo di non esserlo, quindi penso che sia stata la decisione giusta fermarmi e provare a ricominciare sulla terra battuta. Ovviamente sapevo che ci sarebbero state delle difficoltà durante le partite, ma penso che sia l’unico modo possibile per tornare dove eri”. Le particolari condizioni di Madrid: “Diverso da Roma, Parigi o Monaco. Però qui mi piace” “Non è tanto la terra battuta, quanto piuttosto le condizioni in cui ci troviamo qui; credo che siano i 500-600 metri di altitudine a fare la differenza. Ma per me le condizioni si adattano piuttosto bene al mio gioco, perché mi piace quando la palla prende lo spin che voglio ottenere dal dritto, per esempio, dal servizio kick o dalla variazione, e sento che qui la palla gira davvero molto, e rimbalza piuttosto in alto, quindi l’unica cosa per me è stare un po’ attento al rovescio, sai, con il rovescio a una mano non è facile gestirlo, ma per il resto mi piacciono molto le condizioni qui, e ovviamente è probabilmente una questione di altitudine, perché sappiamo che qui è un po’ diverso da Roma, o da Parigi, o da Monaco”. Da Hurkacz, Griekspoor e Lehecka. Quante similitudini: “Se hai la mentalità di vincere il torneo, non guardi dall’altra parte” “Sapevo che anche oggi dovevo disinnescare il suo servizio e il suo stile di gioco molto aggressivo, e l’ho fatto sin da subito. Ho avuto solo due piccoli cali in tutti e due i set dove ero sopra di un break, e ho un attimo abbassato la guardia e lui è stato poi bravo a fare il break due volte. Però mi è piaciuta molto la reazione che c’è stata. In quel momento lì è molto facile, magari, abbattersi e perdere un po’ la bussola della partita, quindi è quello che mi è piaciuto di più di me stesso oggi. Essere stato molto centrato e molto lucido, sapevo quello che dovevo fare sin dall’inizio alla fine, e l’ho fatto. Avversari tosti? Se hai la mentalità di voler vincere il torneo devi affrontare chiunque, non importa chi c’è dall’altra parte. Ovvio che per ogni giocatore c’è una strategia di gioco che va ovviamente consultata col team, studiata e cercare di mettere in atto. Sfidare questi giocatori… sicuramente sono più rodato in quel pensiero lì di adattarmi in certe situazioni e so che l’avversario mi concederà poco al servizio, mi concederà più come errori gratuiti, rispetto magari a un giocatore sudamericano che cerca di più lo scambio. Però ogni partita è a sé, e il piano tattico va poi riadattato durante il match”. Bombardieri vs Lorenzo. La possibilità del non-divertimento. “Cercare di divertirmi aiuta il mio tennis” “Il mio approccio è basato molto su quello che devo fare io. Poi ovvio che viene basata una strategia di gioco su me stesso, e anche sull’avversario. Però il cercare di divertirmi, quello c’è sempre. Quello aiuta a farmi esprimere il mio miglior tennis. Come oggi, ci sono state varie situazioni dove mi sentivo abbastanza in fiducia. Sono riuscito ad uscire dagli scambi con delle belle giocate e con dei bei colpi. Quello è il mio focus, non tanto guardare dall’altra parte”. ...

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