ATP Roma, la storia di Sinner al Foro Italico: dalla prima vittoria del 2019 alla finale del 2025, si può chiudere un cerchio
‘Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano’. Così cantava Antonello Venditti in ‘Amici Mai’ e ci piace pensare che anche lo stesso Jannik Sinner – quando riflette sul suo rapporto con il torneo di Roma – faccia risuonare queste note e queste parole nella sua mente. Il n. 1 del mondo arriva agli Internazionali BNL d’Italia 2026 con un fardello pesante sulle spalle e con una pressione non indifferente. Senza Carlos Alcaraz, che ha annunciato lo stop forzato almeno fino a dopo il Roland Garros, e alla luce di quanto fatto vedere in finale al Mutua Madrid Open 2026 contro Alexander Zverev, l’azzurro è considerato il favoritissimo nella Capitale. A questo aggiungiamoci tutti i record possibili e immaginabili che Jannik Sinner insegue sulla terra rossa del Foro Italico. Con la conquista del titolo, farebbe en-plein di Masters 1000 vincendo l’unico che di fatto manca alla collezione. Non solo, perché avrebbe la concreta possibilità di allungare il divario nel ranking ATP su Carlos Alcaraz, che deve difendere l’intero bottino conquistato solo 12 mesi fa proprio in finale contro il n. 1 del mondo. ‘Jan’ non è certamente uno che si lascia schiacciare delle pressioni – e ormai dovremmo averlo capito da tempo – ma a Roma ha davvero la grande occasione di chiudere un cerchio, anche alla luce delle sue precedenti partecipazioni. Roma e la prima vittoria di Jannik Sinner in un Masters 1000 Il viaggio di Jannik Sinner per le vie di Roma parte nel 2019, quando – ancora 17enne e da n. 263 del ranking ATP – entra in main draw con una wild card e all’esordio assoluto agli Internazionali BNL d’Italia rimonta Steve Johnson in 1-6 6-1 7-5. Non è un’affermazione qualunque per l’altoatesino, perché si tratta del primo match vinto a livello ‘1000’ nel corso di una carriera ancora ai primi vagiti. Chissà se qualcuno ha detto a quel ragazzino con i capelli ancora lunghi che strabordano dal cappellino che avrebbe toccato la vetta della classifica e che nei Masters avrebbe scritto una pagina importante di storia. In ogni caso la sua avventura giunge al capolinea quando dall’altra parte della rete trova Stefanos Tsitsipas, 8ª testa di serie del tabellone e futuro semifinalista, che si impone in 6-3 6-2. Nell’edizione ‘traslocata’ a settembre del 2020, causa Covid, quello che si presenta ai nastri di partenza a Roma è un Jannik Sinner già più maturo sotto diversi punti di vista. Non ha ancora vinto il suo primo titolo ATP, ma ha fatto un bel balzo in classifica, attestandosi al n. 81 ad inizio settimana. Anche in quel caso l’accesso al main draw arriva tramite una wild card e al primo turno gli si para davanti l’estroso Benoit Paire. Risultato? 6-2 6-1 e ancora secondo turno, di nuovo contro Stefanos Tsitsipas. E già lì l’azzurro mette in mostra una di quelle caratteristiche che lo hanno reso grande, quella di imparare piuttosto in fretta dalle sconfitte. L’affermazione contro il greco – la seconda contro un top 10 – gli vale gli ottavi di finale, dove però si fa rimontare in 4-6 6-4 6-4 da Grigor Dimitrov. ATP Roma, Nadal e Tsitsipas frenano Sinner nel 2021 e nel 2022 Un’altra partecipazione e l’ennesimo enorme passo avanti, almeno a livello di ranking. Agli Internazionali BNL d’Italia 2021 di Roma, Jannik Sinner ci arriva da n. 18 ma appena fuori dalle teste di serie, il che inevitabilmente non gli regala un sorteggio tanto semplice. Dopo il 6-2 6-4 rifilato a Ugo Humbert, infatti, l’altoatesino lotta ma si arrende a Rafael Nadal, 2ª forza del seeding e futuro campione al Foro Italico, in 7-5 6-4. Non si tratta di un passaggio a vuoto, anche perché la battuta di arresto arriva contro un fenomeno di questo sport, ma l’ennesima occasione di crescita per un futuro campione che non smette mai di voler imparare. E infatti i frutti si vedono nell’edizione successiva. Nella prima occasione in cui è testa di serie a Roma (n. 10), nel 2022, Jannik Sinner si spinge fino ai quarti di finale. All’esordio supera 6-4 6-3 Pedro Martinez, per poi fare suo il derby contro Fabio Fognini in 6-2 3-6 6-3 e imporsi contro Filip Krajinovic in 6-3 7-6⁶. A quel punto, però, sul suo cammino trova nuovamente Stefanos Tsitsipas, un ostacolo costante nella Capitale, che lo estromette dalla possibilità di giocarsi il titolo e si spinge fino all’ultimo atto, dove perderà contro Novak Djokovic. Per ‘Jan’, però, arrivano segnali importanti, anche perché sono i primi mesi di collaborazione con Simone Vagnozzi dopo l’addio a Riccardo Piatti. L’assenza per infortunio e la finale nel 2025 Il 2023 rappresenta una sorta di piccola macchia nel percorso di Jannik Sinner e nel suo rapporto con il torneo di Roma. Da testa di serie n. 8, per la prima volta usufruisce di un bye e debutta di fatto dal secondo turno. 6-1 6-4 al qualificato Thanasi Kokkinakis, 6-3 6⁴-7 6-2 al lucky loser Alexander Shevchenko e si fa presto ad arrivare agli ottavi. Le difficoltà già messe in mostra contro il kazako si fanno più nitide contro Francisco Cerundolo, che lo rimonta in 6³-7 6-2 6-2 e rimanda i sogni di gloria dell’altoatesino a data da destinarsi. L’anno successivo, invece, è costretto a dare forfait per l’infortunio all’anca che si portava dietro già dal torneo di Montecarlo e sul quale aveva giocato a Madrid. Arriviamo quindi alla scorsa stagione. Per Jannik Sinner, gli Internazionali BNL d’Italia 2025 di Roma sono il primo torneo ufficiale dopo lo stop per il caso Clostebol e le sensazioni sono immediatamente positive. Nell’ordine dribbla i tentativi di abbatterlo – sportivamente parlando – di Mariano Navone, Jesper de Jong, Francisco Cerundolo, Casper Ruud e Tommy Paul (l’unico a rubargli un set prima della finale). Nell’ultimo atto affronta Carlos Alcaraz, nella sfida che tutti si erano segnati già dal sorteggio del tabellone, e tutti sappiamo com’è finita. Con tutte le scusanti del caso che non stiamo qui a ripetere una ad una. A questo punto a Jannik Sinner manca solo il titolo a Roma. Lì, dove ha vinto la prima partita in un Masters 1000 quando era un semi-sconosciuto, ha la possibilità concreta di chiudere un cerchio. O forse anche due. Sia nel rapporto intimo e personale con il main event della Capitale, sia nella collezione dei tornei di quel livello. E farlo davanti al pubblico di casa avrebbe un sapore davvero dolce. ...