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ATP Roma, Berrettini: “Tennisticamente mi sento un po’ anziano. Vorrei ritrovare la spensieratezza di una volta”

Da Roma, il nostro inviatoGli ultimi due anni hanno visto Matteo Berrettini lasciare sconsolato, anche vicino alle lacrime, gli Internazionali BNL d’Italia. Nel 2024 si ritirò prima di iniziare, nel 2025 fu costretto ad alzare bandiera bianca dopo il primo set contro Casper Ruud, ascoltando il cuore. Questo 2026 vede un Berrettini diverso, convinto, con la voglia di tornare a brillare. Ripartendo dalla città che ama, dove ha raggiunto i quarti una volta, nel 2020. D: Come stai? A Madrid avevamo parlato delle energie. Ti chiedo come si lavora a quella cosa lì, poi anche nella partita si impara a gestire e poi salire di livello? Berrettini: “Fa tutto parte del competere, un insieme di pezzetti che si uniscono, tutte le sensazioni e quello che uno si porta dalle partite vinte e perse. C’è stata un’ottima reazione dopo Madrid, a Cagliari mi sono sentito meglio e adesso mi sento ancora meglio. È un torneo complicato per tanti motivi, c’è affetto speciale e voglia speciale di far bene. Mi sento competitivo“. D: Che sensazioni hai? Questo torneo arriva nel momento giusto? Ed è più un peso o voglia di far vedere il livello?Berrettini: “Sono molto felice di essere qui, un altro anno a provare a godermi questo torneo. Mai sarà un peso. Se dovesse diventarlo sarebbe il momento giusto di dire basta. Sono cresciuto con questo torneo, ho sognato di giocarlo [interrotto da una chiamata di Sonego]… Da un altro punto di è il vista momento giusto, proprio dopo Madrid. Ho trovato l’auto-motivazione per rimettermi in campo grazie a due tornei a cui tengo, in Italia. Ad un altro 1000 avrei avuto meno energia da trovare. L’importante è il livello che sto mettendo dentro, sono sicuro che pagherà“. D: Questo nuovo atteggiamento, goderti il viaggio senza ansie, che orizzonte ha? Quanto pensi di andare avanti approcciandoti così se vengono a mancare grandi obiettivi, come ad esempio la finale di Wimbledon? Come te lo immagini? Berrettini: “Grazie a questo atteggiamento potrò continuare a giocare. Il vecchio modo di affrontare il tennis mi stava portando in una strada non sana per me, dal punto di vista sia mentale che fisico. Ho cambiato, ci tengo ad allenarmi e ai grandi risultati …a cui sono arrivato senza l’ambizione di poterci arrivare. Ljubicic era il mio manager ai tempi e prima del quarto turno a Wimbledon mi disse ‘quando vincerai il torneo nel discorso dovrai dire che ti avevano messo sul Campo 12’. Ho pensato fosse matto. Ogni giorno era una partita conquistata, mai vinta in anticipo. E forse mi ha fregato andando avanti, immaginando cose che avrei fatto ma che dovevo prima conquistare giorno per giorno. Questo nuovo approccio mi salverà“. D: Cosa recupereresti se potessi dal vecchio Berrettini, quello 2021-22? E qual è la persona a cui fai davvero riferimento?Berrettini: “Essere più pischello senza che si incastrino mille pensieri. Mi ricordavano di pensare meno, essere più istintivo, vorrei recuperare l’istinto della gioventù…nel tennis un po’ anziano mi sento. Sto cercando di essere più istintivo. La persona poi più importante per me è mio fratello, abbiamo un rapporto che va al di là di qualsiasi amicizia. Siamo cresciuti fianco a fianco, non giochiamo negli stessi circuiti ma quando possiamo stiamo insieme. Riusciamo a capirci con uno sguardo, sa sempre cosa dire per farmi stare bene. Dopo il ritiro dell’anno scorso fu lui a trascinarmi fuori dalla camera, a lui faccio riferimento“. D: Potresti trovare Sinner al terzo turno, per quanto il tabellone non sia semplicissimo. Pensavi potesse diventare così forte?Berrettini: “La prima sensazione fu importante. Un allenamento a Montecarlo, forse 2019. Dissi a Vincenzo [Santopadre, ndr] che sarebbe diventato forte. Quanto forte è sempre difficile dirlo. Tutto quello che vinci è questione di tennis, ma soprattutto quanto hai nella testa. Lui ogni giorno dimostra, come gestisce, come parla, come abbassa la testa e lavora. Difficile dirlo d’ispirazione, vince troppo: ispirarmi a vincere cinque Masters 1000 è impossibile. Ma la dedizione è la forza che ha di andare avanti è incredibile“. ...

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