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ATP Roma, Sinner: “Le cose in Italia sono cambiate quando ho vinto il primo Slam”

Da Roma, il nostro inviatoJannik Sinner gioca ad un altro sport, al momento è difficile pensare altro. L’azzurro, dopo un esordio d’ordinanza, fa ancora meglio ai sedicesimi di finale, lasciando giusto due game nel primo set a Popyrin. Sotto un sole caldissimo al Foro Italico, neanche il caldo, nonostante il completino nero, scalfisce Jannik. Serenissimo, com’è giusto che sia, in conferenza stampa. D: Molta fiducia arriva dal lavoro extracampo. Come trovi tempo per allenarti, lavorare? Sinner: “La parte più importante è il corpo. Se non sei al 100% non competi, tutti giocano veloce. Devi concentrarti, ma dipende quando giochi. Domani gioco di nuovo, nessun giorno libero, cercherò di aggiungere qualcosa, ma c’è sempre tempo per migliorare“. D: Che effetto ti fanno i numeri che hai battuto? Sinner: “Quello che hanno fatto i Big Three per 15 anni di fila è incredibile. Io faccio la mia storia, per me e il mio team. Sto passando un periodo molto positivo, ma gioco a tennis per migliorare me stesso e divertirmi in campo, non per questo“. D: Nel pugilato si getta la spugna quando non ce la si fa più. I team avversari lo fanno dopo un’ora. Questo modo ti stupisce? Ti alleni per vincere così? Sinner: “Il risultato è una conseguenza dell’attenzione alle scelte. Controllo quello che posso e cerco di adattarmi. Ognuno gioca diversamente, devi essere sul pezzo perché altrimenti poi fai fatica ad uscirne, e sto cercando di guardare alla mia parte. Appena c’è un attimo di crisi in campo poi non ne esci più“. D: Ti sta pesando in qualche modo tutta questa attenzione? Ti è mai capitato di depistare il pubblico? Ad esempio prenotare alberghi a nomi falsi? O Noah che sulla Senna voleva buttarsi di sotto… Sinner: “No (ride). Credo sia una cosa bella, è sempre andato a crescere. Quando ho vinto il primo Slam le cose sono cambiate in Italia. Gestisco tutto in modo naturale, guardando me stesso e il mio team. Provo a proteggere la mia famiglia, la cosa più importante. Quando vedo questo su di loro forse dà un po’ fastidio, perché non cercano l’attenzione. Il successo non mi ha cambiato, siamo persone normalissime. Mi stupisco che c’è tanta gente a vedere, tanto entusiasmo. Ma siamo tanti italiani a fare cose positive“. D: Grazie per la rapidità con cui hai vinto. Conosci Pellegrino? Giocare con un italiano ti dispiace? Sinner: “Cerchi di fare il meglio in campo. Giocare un derby in Italia è bello, lui sta facendo un torneo incredibile. Mi aspetto una partita dura, abbiamo giocato tantissimi anni fa ma siamo due giocatori diversi. Ed è bello che ci siamo entrambi a questo livello“. D: Vagnozzi ha detto che inizialmente c’era un punto di domanda a Madrid. Poi che tu hai deciso di giocarlo perché ti sentivi bene. Questa programmazione deriva dal conoscere meglio il tuo corpo? Sinner: “Abbiamo messo tutte le carte sul tavolo, pensato quello che fosse meglio per arrivare al massimo a Parigi. Hai sempre cose negative e positive quando giochi. Positivo che hai sempre ritmo partita, negativo che non sempre sai cosa puoi fare. Vedremo se abbiamo fatto la scelta giusta, al momento direi di sì vediamo Parigi come arriva“. ...

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