ATP Roma, Ruud: “Alcaraz e Sinner sono delle leggende. A volte vorrei essere al loro posto”
Da Roma, il nostro inviato Con un torneo quasi impeccabile, se non fosse per il secondo set contro Karen Khachanov, Casper Ruud si è arrampicato sino alla finale degli Internazionali BNL d’Italia. Il 27enne norvegese, in semifinale al Foro Italico, ha lasciato solamente due game a un Luciano Darderi drenato di energie. Dopo la vittoria, che gli ha regalato l’accesso alla sua prima finale a Roma – Ruud ha quindi completato la collezione di ultimi atti nei 1000 sul rosso -, l’attuale numero 25 al mondo è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti. Andrea Binotto, Ubitennis: Potresti affrontare Sinner in finale, L’anno scorso avete già giocato qui a Roma. Se sarà lui il tuo avversario, cosa pensi che proverai a fare in modo diverso?Casper Ruud: “Sa sarà Jannik, dovrò approcciare il match come fosse una partita qualsiasi. Dovrò cercare di non guardare la grande onda che mi sta davanti (ride, ndr). Lui ha decisamente molta fiducia in questo periodo, nel quale sta riscrivendo molti record. Alla fine, però, è umano. Dovrò pensare a questa cosa più che posso. L’anno scorso lui mi ha spazzato via. Entrambi ce lo ricordiamo. Spero non succeda di nuovo. Rimarrò concentrato sulle cose che sto facendo bene, perché so che per fare partita contro di lui bisogna alzare di tre, quattro volte il livello. Questo è l’obiettivo che ho per il match e anche per l’allenamento di domani”. D: All’inizio di questa settimana hai detto che ritieni di essere un giocatore migliore rispetto a un paio di anni fa, ma che altri giocatori hanno avuto curve migliori delle tue. È mai stato difficile da accettare?Casper Ruud: “A volte bisogna guardarsi allo specchio e rendersi conto che forse, in alcune partite perse, semplicemente non era destino. Ci sono state delle opportunità per qualcuno di prendere il posto dei Big Three, quando questi sembravano ormai giunti alla fine del loro dominio. Ovviamente Novak è ancora in gioco e, a mio avviso, ha ancora la possibilità di vincere i titoli più importanti quando è in forma. Sono stato uno dei giocatori che per alcuni anni ha fatto parlare di sé. Non sono riuscito a dare seguito a quel momento. Sono stato superato e battuto da altri”. “Poi ci sono Jannik e Carlos, che sono diventati delle vere e proprie leggende. A volte, quando sono a casa, vorrei essere io al loro posto. Allo stesso tempo, però, sono realista e penso che abbiano qualcosa di speciale. Inoltre, lavorano davvero sodo. Non è solo perché hanno talento che sono così bravi, ma anche perché lavorano molto duramente. La loro crescita è stata di gran lunga migliore della mia negli ultimi anni. È stato frustrante? Un po’. Ma non puoi pensare troppo agli altri giocatori”. “In questo sport devi stare sulla tua strada, cercare di concentrarti su te stesso il più possibile. Dopotutto, è uno sport individuale. Paragonarsi agli altri giocatori penso sia l’errore più grande che si possa fare. Devi fidarti di te stesso, del tuo istinto, e credere che quello che stai facendo sia giusto. Mi rendo conto che probabilmente non batterò nessun record importante in questo sport, ma posso fare del mio meglio lungo il mio percorso e la mia carriera”. D: Quale aspetto del tuo gioco è migliorato di più in questo torneo?Casper Ruud: “Non saprei. Sono passate solo due settimane dall’ultimo torneo a Madrid. In pochi giorni non si può migliorare più di tanto. Il mio dritto sembra creare problemi agli avversari. Penso anche di giocare in modo abbastanza solido dal lato del rovescio. A Madrid, quando ho perso contro Blockx, ero un po’ impreciso con il dritto e non riuscivo a creare pericoli con il rovescio. Qui a Roma sto rispondendo molto bene e sto costruendo i punti in modo ottimale. Sono contento di come mi sento in campo. È un po’ più facile eseguire colpi più potenti a Roma rispetto a Madrid, perché la palla non vola così tanto. Ovviamente è una bella sensazione. Penso che il gioco in risposta e da fondo campo sia persino migliore rispetto a Madrid”. D: Non è la prima volta che giochi così bene a Roma. Quali sono gli aspetti che gradisci? Le condizioni, l’atmosfera, i colpi? Quali sono gli aspetti che ti potranno aiutare in finale?Casper Ruud: “Sono arrivato qui in anticipo. Sono venuto sabato, due settimane fa, per prepararmi al meglio. Ovviamente questi due tornei consecutivi sono piuttosto lunghi, dato che si svolgono nell’arco di un mese. Nei primi giorni non avevo un ottimo feeling con la palla. Mi sentivo piuttosto stanco perché qui gli scambi sono un po’ diversi rispetto a Madrid, dove si ottengono molti più punti facili con il servizio. I giocatori con una battuta potente possono davvero approfittarne. Qui, invece, bisogna costruirsi il punto. Allo stesso tempo, ho pensato che se io mi stavo sentendo così, probabilmente anche gli avversari si sentivano in questo modo. Quindi, siamo tutti nella stessa situazione. Ho avuto un buon inizio di torneo e da lì ho acquisito un po’ di fiducia. Penso che la partita contro Lehecka, che ho vinto al terzo turno, mi abbia dato slancio e fiducia. Da quel momento ho cercato di concentrarmi sulle cose che sono andate bene e di continuare su quella strada, migliorando ancora di più se possibile. Ogni giorno mi sentivo un po’ meglio. I due set contro Khachanov e quelli di oggi sono tra i migliori che mi sia capitato di giocare da molto tempo a questa parte. È una bella sensazione”. ...