Roland Garros, Jodar: “Qui Nadal è stato unico. La finale Sinner-Alcaraz sarà ricordata per sempre”
La sua sana sfrontatezza si percepisce, si annusa, ma le sue parole sono avvolte da più di un velo di rispetto utile a rimanere con i piedi per terra, pur consapevole dei propri mezzi. Il talento di Rafael Jodar ormai è noto ai più, la sua scalata nel ranking, grazie al successo di Marrakech e le campagne di Barcellona, Madrid e Roma, quasi toglie il fiato per quanto è stata repentina. Lo ha sottolineato in conferenza stampa il classe 2006 spagnolo riavvolgendo il nastro di 365 giorni e ricordando i tempi del college negli USA. Il presente, invece, ha il volto del Roland Garros che per il madrileno sarà il primo Slam da vivere in terra battuta dopo l’ultimo Australian Open concluso al secondo turno come prima esperienza Major. Quando uno spagnolo di nome Rafa arriva a Parigi, il rimando va solo verso una leggenda di questo sport. Jodar ha preso coscienza di quanto i 14 titoli di Nadal sullo Chatrier siano qualcosa di straordinario e, forse, irripetibili. In questo caso non c’è omen nomen che tenga. D. Mi stavo chiedendo, perché finora in tutte le situazioniche hai affrontato per la prima volta sei riuscito a dare il meglio di te. È forse perché non ti lasci intimidire dalle novità?RAFAEL JODAR: “Sì, lo so che è difficile, perché qui giocano tutti molto bene e cercano di dare il massimo, ma io cerco semplicemente di giocare il mio tennis in tutti i tornei, cerco, insomma, di imporre il mio stile di gioco. Se le cose non vanno bene, cerco di accettare la situazione e di essere consapevole che ho, sai, delle soluzioni per risolvere ciò che sta succedendo nella partita. E come hai detto tu, penso che, sai, mettere in campo il mio gioco, penso che sia stata una delle chiavi per fare bene in questi ultimi tornei”. D. Un altro Rafa era molto famoso in questotorneo. Cosa significa questo per te?RAFAEL JODAR: “Sì, voglio dire, Rafa ha fatto grandicose in questo torneo. È incredibile e straordinario ciò che ha realizzato e raggiunto in questo torneo. Quando sei nel torneo e quando stai giocando il torneo, apprezzi davvero e dai davvero importanza a ciò che ha fatto qui vincendo 14 volte. È qualcosa di unico”. D. Rafa, eri uno dei migliori giocatori juniores e hai deciso di intraprendere il percorso universitario. Puoi raccontarci cosa hai imparato in Virginia, in particolare dai allenatori, e com’è stata la tua esperienza lì?RAFAEL JODAR: “Sì, è stato un anno fantastico per me. Ho imparato tantissimo. Ho giocato molte partite e sono cresciuto molto come tennista e come persona. Ho potuto vivere da solo senza i miei genitori, con gli allenatori che ovviamente mi sostenevano e anche con i miei compagni di squadra. Hanno sempre voluto il meglio per me. È stata una bellissima esperienza. Ho dei bei ricordi del mio soggiorno e del mio anno all’Università della Virginia, ed è stato un altro capitolo della mia carriera”. D. Tornando al tuo percorso, ti ricordi dove ti trovavi in questo periodo l’anno scorso, a quale torneo?RAFAEL JODAR: “Stavo concludendo la stagione universitaria con l’UVA, e credo di aver disputato forse qualche torneo Challenger negli Stati Uniti prima di tornare in Europa per giocare i tornei Challenger estivi qui. Credo che la situazione fosse quella”. D. Giusto per approfondire l’argomento, hai guardato la finale? E cosa ne pensi della sfida tra Jannik e Carlos dell’anno scorso?RAFAEL JODAR: “Sì, ho visto la finale. È stata una partita fantastica da entrambe le parti, non solo da parte di Carlos, che ha vinto. Penso che sia stata una partita di alto livello. Mi è piaciuto davvero molto guardarla in TV, ovviamente. Sì, è stata una finale epica che sarà sempre ricordata”. ...