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Roland Garros, Mauresmo: “L’arbitraggio elettronico su terra non è ancora affidabile”

Incontro stampa piuttosto vivace quello che Amelie Mauresmo, direttrice del Roland Garros, ha tenuto lunedì mattina prima dell’inizio del programma nella pancia del Philippe-Chatrier. Si è trattato della tradizionale conferenza stampa di metà torneo che ha visto la ex n. 1 del mondo rispondere alle domande dei giornalisti su una varietà di temi. Hot, hot, hot La prima settimana del torneo ha visto un clima insolitamente tropicale per Parigi a metà maggio, con diversi giocatori che hanno risentito della calura, incluso il nostro Jannik Sinner. Domanda: Possiamo tornare sulle forti ondate di caldo? Nella storia del torneo aver avuto così tante giornate estive oltre i 30 gradi è forse una novità. AMELIE MAURESMO: È vero, i fisici dei giocatori, degli spettatori, di tutti sono stati messi a dura prova. Ma, per aver giocato sul circuito tutto l’anno, posso dire che, anche se qui a Parigi è inatteso e insolito, siamo lontani da quello che si può vivere in Australia o dalle condizioni molto umide degli Stati Uniti. Sul circuito, nel complesso, abbiamo già conosciuto situazioni più estreme. Domanda: Questo porta a riflettere per il futuro? AMELIE MAURESMO: Sì, dopo ogni edizione ci fermiamo a riflettere. Abbiamo il nostro seminario a fine giugno proprio per vedere tutte le cose che possiamo far evolvere, modificare, cambiare e le novità da mettere in atto. Questo tema farà parte degli argomenti su cui ci chiederemo come poter evolvere se dovesse ripetersi. Domanda: Riguardo al famoso indice che combina temperatura e umidità [Wet Bulb Global Temperature, WBGT n.d.r.]: siete voi che potete modificarlo? È una cosa gestita a livello di tutti gli Slam? AMELIE MAURESMO: È una regola generale, a livello globale. Noi applichiamo quella regola. Se questo indice debba essere rivisto o meno, sinceramente non lo so: immagino sia stato definito e studiato con i medici, sulla parte fisiologica legata ai giocatori. Ma, ancora una volta, come sai bene anche tu, abbiamo avuto condizioni più estreme continuando comunque a giocare. Resta comunque molto impegnativo per i giocatori, questo è chiaro. Domanda: Avete preso in considerazione l’idea di ritardare l’inizio degli incontri nelle giornate più calde, come ha suggerito Novak in conferenza, iniziando magari alle 17 e finendo alle 3 del mattino? Non piacerebbe a tutti, ma è stato valutato? AMELIE MAURESMO: Non lo abbiamo preso in considerazione proprio perché l’indice non ce lo indicava. Bisogna sapere che, in generale, eravamo ancora a uno, uno e mezzo o due punti sotto la soglia che non prevede la sospensione completa degli incontri, ma solo pause supplementari alla fine del secondo set per le donne e del terzo per gli uomini. Eravamo quindi abbastanza lontani da quel limite. Per questo non abbiamo modificato la programmazione. Chiudere un Hawk-Eye Mauresmo ha anche dovuto difendere la decisione del Roland Garros di rimanere con i giudici di linea invece di passare al sistema elettronico di valutazione delle chiamate come tutti gli altri tornei del circuito. Domanda: Abbiamo visto ieri, con la palla set e la decisione arbitrale che ha fatto discutere [il set point del terzo set tra Fonseca e Ruud, chiamato in campo dal giudice di sedia e valutato fuori da Hawk-Eye], se state pensando al sistema elettronico o se è solo una riflessione in corso. AMELIE MAURESMO: Le riflessioni sono sempre in corso su tutti i temi, siamo sempre aperti e osserviamo quello che succede per continuare ad avanzare. Quello che abbiamo notato nelle settimane e nei mesi precedenti, nei tornei su terra battuta prima di Roland Garros, è che l’affidabilità di questo sistema non è totale. A partire da lì, abbiamo rinnovato la nostra fiducia nell’arbitraggio umano per questa edizione 2026, e lo abbiamo annunciato presto. So bene che sarà di nuovo un tema affrontato al seminario, ma da ciò che ho visto anch’io nei tornei precedenti, e che avete visto anche voi perché è stato molto rilanciato, questo sistema non è affidabile nemmeno lui. A un certo punto… E quanto alla volontà dei giocatori, ne parlano loro per primi: vedono che il sistema, sulla terra battuta, non è ancora totalmente affidabile. Non abbiamo avuto alcun riscontro che ci spinga a cambiare. Domanda: Amélie, perché il sistema è meno affidabile sulla terra battuta che sulle altre superfici? Lo sapete? AMELIE MAURESMO: No, questo non lo so, bisognerebbe chiederlo agli specialisti. Domanda: Ed è meno affidabile dell’occhio umano? AMELIE MAURESMO: Non ho la risposta nemmeno a questo. In ogni caso, per noi oggi è importante rinnovare la fiducia all’essere umano per il 2026; l’abbiamo fatto e vedremo per il 2027. Tutte queste questioni strutturali le affrontiamo davvero dopo il torneo, quando facciamo il punto tutti insieme. Prosegui a pagina 2 ...

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