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Roland Garros, Cobolli: “Devo tenere le aspettative alte, ma non mi metto pressione”

Ci sarà un italiano in finale al Roland Garros. La vittoria di Flavio Cobolli su Felix Auger-Aliassime lo rende ufficiale. L’azzurro sfiderà il vincente del derby tra Matteo, o Berrettini o Arnaldi. Comunque vada, uno Slam trionfale in fin dei conti per l’Italia. E ne è cosciente, in una conferenza stampa che arriva non troppo tempo dopo la vittoria, Flavio. Sempre più protagonista ai massimi livelli. D: Parlaci della partita, cosa significa questa vittoria?Cobolli: “Sono davvero contento di aver vinto, significa molto per me, la prima semifinale Slam. Un sogno che diventa realtà, oggi ho giocato davvero una buona partita, specie dopo un primo set difficile in condizioni difficili“. D: Hai parlato di quanto ti sei sentito nervoso l’ultima partita, e oggi? Cobolli: “Ho cercato di respirare al cambio campo, non guardare il mio team, sentivo fossero più nervosi di me. Ho fatto qualcosa di diverso, cercando di stare calmo e giocare il mio tennis. L’ho fatto, con ottimo servizio“. D: Sei sempre stato superzistioso?Cobolli: “Lo sono un po’, non proprio da pazzo. Questa settimana sono un po’ più pazzo del solito, vado allo stesso ristorante, stesso menu, stessa doccia. E forse è la stessa di Rafa, perché ho un ricordo che avevo provato a rubargliela, e lui mi aveva bussato per dirmi che era la ‘sua’ doccia da 14 anni. Dovetti anche sbrigarmi perché mi stava aspettando. Quello della doccia è probabilmente il rito principale“. D: Hai detto a te stesso “è l’occasione della vita”. Parlavi della partita o del torneo?Cobolli: “Non capita sempre di giocare queste partite, mi sono detto di andare avanti. Non penso a vincere il titolo, sono vicino, mancano solo due partite, ma la strada è ancora lunga“. D: Pensi che la pressione sia minore alla prossima partita o maggiore?Cobolli: “Dipende come vivi queste cose. Non mi metto mai pressione, mi piace vivere il momento, da quando sono bambino, con grande passione e grandi sorrisi“. D: Un’ultima domanda sul tuo prossimo match contro Berrettini. Come pensi che sarà affrontarlo? O se non sarà Matteo, chiunque sia… ma come sarà giocare contro di lui?Cobolli: “Sicuramente sarà un altro derby. Credo però che dobbiamo essere felici per il tennis italiano. Un altro italiano… Sinner e Lorenzo sono in finale questa settimana? Quindi dobbiamo essere contenti e goderci la partita. Non so chi vincerà oggi, ma ho già giocato un derby questa settimana, quindi non è una novità assoluta nemmeno per me. Penso che sarò pronto“. D: La partita precedente hai detto che quando tocca pensare troppo, il rendimento cala. Oggi a inizio secondo set ti è salito sopra, ma sei stato paziente, hai ragionato e hai pensato.Cobolli: “Ho fatto l’esatto contrario. Sono entrato in campo con tante richieste da parte del team, abbiamo parlato tanto, come se mi fossi sentito un po’ confuso. La partita era diversa, non avevamo mai giocato in queste condizioni, non trovavo il giusto feeling con la palla e la giusta qualità che mi avevano chiesto. Quando ho preso break mi sono incazzato con il team per le troppe informazioni tattiche, ho provato a scordare le loro richieste e ho voluto maggiore aiuto a livello mentale. La cosa è stata più istintiva“. D: Hai già vinto il doppio junior con Stricker, si parlava potesse avere una carriera migliore. Ai tempi pensavi che tutto quello di oggi fosse possibile o lo hai sviluppato dopo? Quando, se sì?Cobolli: “Ho scelto Stricker proprio perché era più forte di me, sono stato furbo. Ma quando ho iniziato a giocare sapevo di avere delle chance, di poter arrivare al livello dei più forti. Ho delle lacune, soprattutto tecniche, devo migliorare ma mi sento sempre più vicino“. Ubaldo Scanagatta: Sei stato bravissimo, soprattutto per come hai reagito a certe situazioni. Ci sono state sette palle break in tre turni diversi del terzo set, e in uno sei andato sotto 0-40. Secondo me, però, la situazione più difficile– è stata quando eri avanti 40-15: hai fatto quella palla corta, lui è caduto a terra davanti a te ma ti ha passato con il rovescio lungolinea a una mano. Nella palla successiva hai preso un nastro che ti ha buttato fuori un rigore a campo aperto. Lì sei stato bravissimo perché dopo lui ha avuto tre palle break e tu hai fatto cose straordinarie. Una in particolare: cinque diritti tirati di fila sul suo diritto, senza rischiare troppo ma spingendo. Lo hai messo con le spalle al muro. C’è stata molta intelligenza e molta forza mentale. È lì che hai vinto la partita secondo te? Cobolli: “Aver vinto quel game mi ha dato una grande mano. Dopo quel punto strano che ho perso sentivo di essere con le spalle pressate. Mi ha dato tanta fiducia quel game, mi ha aiutato con i game successivi al servizio, ogni tanto devi passare dalle difficoltà per uscirne in un modo più facile. In un match di 3-4 ore troveremo sempre un momento dove passare dalle difficoltà, e oggi le ho gestite nel modo migliore“. D: Hai giocato due partite in una, all’aperto e indoor, con e senza vento. Quanto te la ricorderai per averti fatto fare un salto di qualità netto, a livello di fiducia, gestione tattica. Quanto ci ricorderemo di questa partita come una pietra miliare della tua crescita?Cobolli: “Me la ricorderò per sempre. Quando raggiungi una semifinale Slam devi aver fatto tante cose buone. Questo risultato mi ha dato consapevolezza e voglia di migliorare sempre, cose che magari non penso quando vinco altri tipi di partite. Oggi che sono qui, e ho raggiunto tante cose belle oltre alla semifinale, buona posizione nella Race, virtualmente in top 10…non me lo immaginavo. Non voglio farmele sfuggire“. D: Riesci a dirti ‘bravo Flavio’? Qual è il prossimo obiettivo?Cobolli: “Me lo dico sempre, poi mi smontano da dietro. Sto cercando di tenere le aspettative alte. Sono felice ma provo a stare calmo per stare nel torneo. Se perdo le staffe rischio di esaltarmi troppo, cerco di stare più calmo possibile per riuscire a rimanere concentrato“. D: Quando hai iniziato a giocare a calcio si parlava dell’Italia e del derby. Oggi si parla di quando gioca Jannik, di quando giochi tu. Cosa ha fatto di buono il tennis, mentre il calcio gioca un’amichevole che a nessuno interessa?Cobolli: “Jannik ma non solo, Matteo in primis, Cecchinato, Fognini, hanno fatto partire qualcosa che ci sta aiutando. Sentiamo tanto affetto dietro le quinte, sia dalle persone che ci seguono dalla tv sia da chi lavora con noi. Bisogna ringraziare questi grandi risultati. Non sono io che devo trovare la soluzione per far tornare in alto il calcio. Essendo tennista credo che questo movimento che c’è adesso in Italia è tanto grazie alla Federazione, ma anche a team tanto umili, alle persone che si mettono a disposizione, ma anche dei giocatori che hanno mentalità vincente rispetto a prima“. ...

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