Al Challenger di Perugia la corsa di Jacopo Vasamì termina al secondo turno
Quando arriva il Challenger di Perugia (categoria 125, terra battuta) vuol dire anche che è arrivata l’estate e che è ora di andare a salutare la famiglia Marchesini che, come ogni anno, officia da par suo il torneo umbro che è arrivato all’undicesima edizione. E anche se non è semplice allestire un tabellone che sia all’altezza di un albo d’oro che vanta come vincitori, solo per citare gli ultimi tre, giocatori come Marzosan, Darderi e Pellegrino, gli organizzatori di MEF fanno il possibile e l’impossibile. Così troviamo, tra gli italiani, Luca Nardi, Pigi Basile e Jacopo Vasamì, mentre è invece venuto a mancare, per ovvi motivi, l’annunciato Matteo Arnaldi. E proprio da Vasamì partiamo perché la 18enne grande speranza del tennis italiano sta vivendo alla grande l’estate della sua maturità. Solo un paio di settimane fa al Challenger di Cervia avevamo avuto occasione di monitorare da vicino la sua condizione e Jacopo ci aveva incantati nel match di primo turno contro Moise Kouamé, il 17enne francese cheha appena superato due turni a Parigi. I due ragazzi giocarono un match indimenticabile, vinto dall’azzurro col punteggio di 6-3 7-6(3) al termine di un incontro semplicemente entusiasmante, lasciando chiaramente intendere che si sarebbero presto ritrovati su ben altri palcoscenici. Poi, dopo la sclerata al secondo turno per la sconfitta contro Dalla Valle, al tennista di Avezzano bastarono pochi giorni per resettare e ripresentarsi in gran spolvero al Challenger di Vicenza, dove guadagnò la finale contro l’austriaco 23enne Lukas Neumayer, fresco reduce dalla sua prima vittoria Challenger a Barletta. Quella partita Vasamì la perse maluccio con un doppio 6-2 a causa dei troppi errori: alla fine si conteranno 6 doppi falli e 29 errori non forzati contro i 10 dell’avversario. Con queste premesse Vasamì si è presentato a Perugia, forte in ogni caso del suo nuovo best ranking alla posizione n. 347 ATP. Dopo aver superato all’esordio l’insidioso rumeno Cezar Cretu (n.370) col punteggio di 7-6(4) 6-4, nel secondo turno ha trovato il 23enne spagnolo Pablo Llamas Ruiz (n.122). Nel primo set i due, dopo aver perso un servizio a testa, sono arrivati al tie-break dopo che l’azzurro aveva avuto un set point sul 6-5. Un tie-break in cui lo spagnolo è stato più freddo nei passaggi decisivi e, dopo un’ora e 10 minuti di partita, ha messo in tasca il parziale, condannando l’azzurro ad una gara di rincorsa. Rincorsa che non inizia nel migliore dei modi perché Vasamì perde il suo primo turno di servizio e, dopo ballato per un po’ sull’orlo del precipizio, nel quinto game pareggia i conti. Ma è un sollievo che dura lo spazio di un sospiro perché si fa nuovamente brekkare nell’ottavo gioco. E questa volta non c’è possibilità di recupero con lo spagnolo che vince 7-6 (3) 6-3 in poco meno di due ore di partita. Continua dunque il percorso tutto alti e bassi di Vasamì, ma sinceramente ci preoccuperemmo se così non fosse, la giovane età e la poca esperienza richiedono sempre un obolo. Basti pensare che nei 5 anni in più di professionismo il suo avversario di oggi, uno che non si risparmia, ha giocato oltre 250 partite, accumulando un capitale di esperienze che al nativo di Avezzano ancora manca. Ma quando Vasamì colpisce la palla, con quel suo raffinato tocco mancino, appare sempre più evidente come l’accompagni in ogni momento quell’aura particolare che hanno solo i predestinati. Da predestinato a campione ci sono però diversi passaggi da compiere, il primo dei quali sarà già la prossima settimana al Challenger 75 di Cattolica, organizzato dalla Galimberti Tennis Academy, dove Jacopo si presenterà col nuovo best ranking alla posizione n.339 ATP. ...