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ATP Madrid, Sinner-Jodar: Jannik imposta un match tatticamente sorprendente

Al di la di tutto, ci sono due motivi per cui è giusto fare un approfondimento sui temi tattici del match Sinner-Jodar. Il primo è che sicuramente ce ne saranno altri, e probabilmente la posta in palio sarà superiore a quella già non trascurabile di una semifinale in un Master 1000. Il secondo è che non capita spesso che il numero 1 dia un’attestazione di stima simile a quella mostrata sia appena finita la partita con la solita firma sulla telecamera, che in conferenza stampa. “Qué jugador”Así fue la firma de Sinner a la cámara tras enfrentarse a Jódar.El mayor piropo que te pueden hacer, que el número 1 del mundo diga eso tras enfrentarse a ti. https://t.co/B6HfYKESw2 pic.twitter.com/pOkVEaJU3O— José Morón (@jmgmoron) April 29, 2026 Analisi di Sinner-Jodar Per iniziare ricordiamo che molti dei dati riportati sono derivati dalla piattaforma courtside, sviluppata da TennisViz su dati Tennis Data Innovation (TDI), la società di ATP che gestisce i dati hawkeye raccolti nei tornei. Per un dettaglio di queste metriche – che ormai sono presentati normalmente anche da tennis TV nei riepiloghi di fine set e match – rimandiamo a un post esplicativo e alle spiegazioni ufficiali ATP. Con gli #ATPInsights il tennis va oltre il punteggio: qualità del colpo, stile di gioco e momenti chiave del match. pic.twitter.com/QylCibkWa3— FBtennisdata (@FBtennisdata) April 15, 2026 Senza girarci intorno il livello del match è stato notevole. Alcuni commenti parlano di un Sinner al meglio solo sui punti importanti. In realtà è stato un Sinner di notevole livello un po’ per tutto il match, come evidenziato nei commenti di Tennis Insight. Insane level from both playersThe first match this year where both players have reached 8 or above for our shot quality metricsSince the start of the 2022 season, it has only happened 9 times in 14,380 matches on the ATP Tour#TennisInsights | @atptour |… pic.twitter.com/kB0bun76SC— Tennis Insights (@tennis_insights) April 29, 2026 Dal 2022, anno in cui i dati sono raccolti e analizzati con l’algoritmo proprietario ATP che racconta le performance sintetiche, solo in rarissime occasioni si è assistito ad uno shot making di qualità superiore. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Performance rating Sarebbe interessante sapere in quante occasioni un giocatore che produce una performance del livello di Jodar torna a casa con le pive nel sacco. Sospettiamo che siano molto poche. Andando poi a vedere sui punti importanti come si è dispiegato il gioco c’è poco da dire. Jannik ha buttato sul piatto della bilancia la sua esperienza e il suo cinismo, tirando fuori il meglio quando serviva. E quindi vediamo come è andato il match sui pressure point giocati su servizio Sinner. Un Pressure Point è qualsiasi punto che porta a una palla break, la palla break stessa, e qualsiasi punto giocato in un tie-break. Pressure Points = 0-30, 0-40, 15-30, 15-40, 30-30, 30-40, 40-40, 40-AD Premesso che la definizione di punti importanti può benissimo coincidere con quella di pressure points vediamo come si è comportato lo spagnolo, se è stato all’altezza o meno. Jannik in pratica ogni volta che ha messo la prima ha rasentato la perfezione quando contava. Del resto se il tabellino fra l’altro parla di 7/7 palle break salvate e 7/7 punti vinti nel tiebreak c’è poco da aggiungere. Insomma nonostante un primo set terminato 6-2 per l’italiano, il match è stato combattuto per tutta la sua durata. Con Jodar che ha cercato sempre e comunque di fare male. Non è stata una passeggiata per Jannik, poche volte lo si è visto obbligato a giocare con questo livello di attenzione per vincere. Chiavi del match Andiamo adesso a scomporre il match secondo quelle che a nostro avviso sono le chiavi tattiche più esplicative, la risposta e le scelte dei colpi. Risposta Oggi entrambi hanno giocato in maniera estramamente solida in risposta. Per Sinner non è una novità visto che in questo fondamentale, oggi, può tranquillamente essere considerato il migliore del mondo; meno pacifico il fatto che Jodar abbia avuto una performance anch’egli ottima. Tuttavia, come già visto anche nel match contro Fonseca, lo spagnolo è capace di grandi picchi. Per Sinner in particolare è interessante notare come abbia voluto cercare di andare oltre il proprio standard già elevato. Le metriche fisiche dei colpi di Sinner, con cui replicava ai servizi del suo avversario sono impressionanti. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Return metrics, Sinner Come si può vedere sia in termini di velocità, sia in termini di spin le risposte azzurre erano dei mattoni tremendi. Che Jodar sia riuscito comunque a vincere il 46% dei punti sulla propria seconda contro Sinner ha dell’incredibile. Se poi mettiamo assieme questi dati sulla fisica dei colpi in risposta di Jannik, con la sua posizione, aggiungendo dove tali tiri venivano piazzati abbiamo il quadro completo. Contro Jodar Sinner ha scelto come tattica quella di giocarsi il più possibile lo scambio togliendo più che il tempo, lo spazio al suo avversario. Se tanto Fonseca quanto Kopriva hanno colpito più della metà dei loro colpi contro Jódar tra i 2 e i 5 metri dietro la linea di fondo, per Jannik l’obiettivo era evitare che questo potesse succedere anche contro di lui: come farlo? proponendo palle cariche, veloci e profonde accettando di rispondere con minore aggressività, ma rispondendo se vogliamo “alla Medvedev”. In questo primo grafico si vede la posizione in risposta di Jannik sulle prime di Jodar: indietro tutta, mai una volta vicino alla linea di fondo, cosa che invece Sinner è solito fare nel 53% dei casi. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Return contact point on first serve return Sinner Questo perché? Per darsi il tempo di caricare colpi pesanti e veloci appunto che richiedono preparazioni più ampie per uno swing meno compatto e meno di incontro. Palle pesanti che nelle intenzioni di Sinner inoltre dovevano avere anche un’altra caratteristica fondamentale: la profondità. Jannik ci è riuscito? Sicuramente ci ha provato, anche sbagliando qualcosa. La metà delle risposte sulla prima palla dello spagnolo sono atterrate nell’ultimo spicchio di campo e oltre. Tanti errori per Jannik, che però aveva ben chiaro che non era disposto a scendere a compromessi in termini di profondità in risposta per non lasciare poi a Jodar la possibilità di comandare lo scambio. Palle cariche, veloci e profonde che potessero negare a Jodar di essere aggressivo come visto con Fonseca. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Attack plays %, Jodar-Fonseca Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Attack plays %, Jodar-Sinner Sinner è andato sopra media, cercando di essere aggressivo anche più del solito, riuscendo così a negare l’attitudine offensiva a Jodar, che viceversa in questo comparto è andato sotto media. Selezione dei colpi Sotto questo profilo nel match contro Jodar colpisce come Jannik non sia stato il solito muro da fondo, ma abbia cercato di variare più del solito. Di solito sono gli avversari di Sinner a cercare di variare maggiormente i propri colpi e proporre palle che possano togliere dalla routine il numero 1. In questo caso invece Jannik si preoccupava di non lasciare giocare tranquillo Jodar. il giocatore spagnolo sotto questo punto di vista è ancora parecchio prevedibile e si affida praticamente sempre alla solidità dei suoi colpi da fondo. Il dato è fotografato dai core shot (dritto e rovescio in top). Per Jannik si parla di poco meno dell’80% contro oltre l’85% del suo avversario. Chiaramente non è che Jannik si è travestito da Moutet, ma rispetto al solito ha cercato soluzioni anche diverse e anche visivamente è sicuramente quello che ha cercato le soluzioni più sorprendenti. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – shot variation In particolare come variazione è stato molto efficace l’uso della palla corta. Durante questo match, Sinner ha vinto il 79% dei punti (11/14) quando è stata utilizzata questa giocata. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – palle corte Un dato notevole, considerando che pur giocandone di più e ridurre l’effetto sorpresa, è stato comunque più efficace del solito. Anche a livello di selezione dei colpi Jannik ha cercato di essere meno prevedibile. Quindi meno situazioni statiche di scambi sulla diagonale di rovescio. Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – selezione dei colpi Invece di fare come solito, ovvero macinare i propri avversari sulla diagonale di rovescio, come avvenuto ad esempio di recente nella finale di Montecarlo con Alcaraz, Jannik ha variato, usando la soluzione di dritto lungolinea per mantenere dal lato del rovescio il suo avversario che infatti oggi ha fatto male per lo più col dritto (11 vincenti da destra e due di rovescio) Insomma Jannik ha giocato con intelligenza, non affidandosi unicamente ai suoi punti di forza, ma cercando anche soluzioni probabilmente inaspettate per il suo avversario. ...

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