ATP Roma, doppio: Bolelli e Vavassori formato tie-break, King e Goransson regolati in due set
[7] S. Bolelli/A. Vavassori b. E. King/A. Goransson 7-6(4) 7-6(0)Il Foro Italico si accende e il catino del Pietrangeli diventa il teatro perfetto per il successo di Simone Bolelli e Andrea Vavassori. Dopo un esordio contratto e risolto solo al fotofinish contro Bhambri/Venus, i due atleti italiani sapevano di non poter concedere altri passaggi a vuoto. La sfida contro lo svedese Goransson e l’americano King si è rivelata una partita a scacchi tattica, giocata su pochi centimetri e decisa – con il punteggio finale di 7-6(4) 7-6(0) – dalla capacità dei nostri di alzare il muro nei momenti in cui la palla scottava di più, spinti dal calore incessante delle tribune romane. Ai quarti di finale si alza l’asticella: Bolelli e Vavassori affronteranno i n. 1 del seeding Heliovaara/Patten. Primo set: equilibrio spezzato nel finale, l’esperienza azzurra emerge nel tie-break Il primo parziale è scorso via sul filo di un equilibrio sottilissimo, con i servizi a dettare legge e le risposte che faticavano a trovare il timing giusto. Sul 3-3, Bolelli e Vavassori hanno provato lo strappo salendo 4-3, ma il binomio King/Goransson non ha tremato, riportando la contesa sui binari della parità assoluta fino al 6-6. Nel tie-break, l’esperienza del veterano di Budrio e l’esplosività del torinese hanno fatto la differenza: dal 5-3 in favore degli azzurri, la chiusura per 7 punti a 4 è stata una naturale conseguenza di una maggiore lucidità nei pressi della rete. Secondo set: brivido iniziale, poi il monologo italiano Nel secondo set il copione ha rischiato di farsi complicato per i beniamini di casa. King e Goransson, tutt’altro che rassegnati, hanno alzato l’intensità in risposta portandosi avanti sul 3-2 e mettendo pressione ai turni di battuta italiani. Tuttavia, Simone e Andrea sono rimasti aggrappati al match con i denti, annullando ogni velleità di fuga degli avversari e trascinando nuovamente la frazione al tredicesimo gioco. È qui che il livello di Bolelli e Vavassori è passato da “buono” a “insuperabile”, trasformando un potenziale pericolo in una dimostrazione di autorevolezza senza sconti. Il tie-break del secondo set è stato, infatti, un monologo azzurro che ha mandato in estasi i tifosi presenti. Partiti a razzo con un parziale di 4-0, Bolelli e Vavassori non hanno lasciato nemmeno le briciole ai rivali, sigillando la pratica con un perentorio 7-0 che non ammette repliche. Una prova di forza mentale impressionante, che cancella i dubbi del primo turno e rilancia le ambizioni della testa di serie numero sette, apparsa finalmente in grado di ritrovare quel tennis champagne che aveva incantato il cemento di Miami pochi mesi fa. ...