Challenger Roma Garden, prima finale per Andrea Guerrieri. Sfiderà Svrcina
Saranno la testa di serie numero 1 Dalibor Svrcina e la sorpresa Andrea Guerrieri a giocarsi il titolo della trentesima edizione del Roma Garden Open, torneo Challenger 75 che si disputa nel circolo capitolino. Una finale difficile da immaginare a inizio settimana ma che premia il percorso del ventisettenne Guerrieri nel torneo; partito dalle qualificazioni, nella giornata di domenica sarà in campo per giocarsi il primo titolo Challenger della sua carriera. Guerrieri e una vittoria di carattere: “Il rovescio è stato la chiave” Continua a brillare la stella di Andrea Guerrieri. Il ventisettenne di Correggio si regala una settimana difficile da dimenticare, raggiunge a 27 anni la sua prima finale Challenger e ritocca il suo best ranking entrando tra i primi 280 al mondo. Nella semifinale che ha chiuso il programma, il tennista italiano ha avuto la meglio per 6-3 7-5 sullo spagnolo Pol Martin Tiffon. “Sensazioni molto belle” sono le prime parole a caldo di Guerrieri, soddisfatto per prestazioni e risultato. “Sono molto contento, soddisfatto anche della partita di oggi, di come sono riuscito ad approcciarla nella maniera giusta, della lotta messa in campo e delle giocate che sono venute fuori anche oggi per riuscire a portarla a casa.” Una vittoria che Guerrieri dedica a chi gli è stato sempre a fianco, come la fidanzata che non è riuscita a trattenere le lacrime per l’emozione a fine match. “Sicuramente al mio team, alla mia fidanzata, alla mia famiglia che sono le persone sempre vicine a me, con cui sto tutti i giorni e di cui sento il supporto costante. Quindi è per loro.” Da un punto di vista tattico Guerrieri, supportato dal coach Riccardo Maiga, è stato molto lucido nel trovare la chiave per risolvere il match: “Penso sia stato il rovescio una grossa chiave della partita di oggi. Quando ho potuto, ho cercato di accelerare, togliergli tempo, squilibrarlo nello scambio con quel colpo lì. Oggi è stato determinante” Un match che ha avuto molti momenti combattuti e vissuto diversi stop per dei malesseri accusati da Martin Tiffon dopo una caduta nel secondo set. “Non è stato facile fermarsi e riprendere per più di una volta, però ho cercato di mantenere la concentrazione e stare concentrato sulle mie giocate”. E da mancino in questa settimana ha rubato l’occhio per schemi di gioco e positività in campo: “So che il “gancio mancino” può dar tanto fastidio, cerco di allenarlo tanto. Quando passo sulla terra rossa dal cemento ovviamente ancora di più; so che la palla che salta può dar tanto fastidio per poi aprirmi tutti i vari angoli. E in più col rovescio so che usando quel colpo lì per buttar fuori l’avversario poi posso mettere i piedi in campo e andare dentro col rovescio, che è una cosa che mi può portar tanti punti.” Dalibor Svrcina: “Un ottimo primo torneo su terra” Nella prima semifinale è arrivata la vittoria per 6-3 7-6(2) del primo favorito Dalibor Svrcina contro un discontinuo Jacopo Vasamì. Troppi gli errori commessi dall’italiano, che non hai trovato ritmo e misure, contro un avversario che si è dimostrato solido in campo, pronto ad approfittare di ogni passaggio a vuoto del tennista italiano. Una partita definita difficile a fine gara dal ceco, anche alla luce delle condizioni di gioco. “Sapevo che sarebbe stato difficile perché Jacopo ha giocato molto bene questa settimana. Penso che gli piacciano queste condizioni; i campi sono molto elastici, la palla rimbalza molto alta e lui serve molto bene. È difficile perché io sono un giocatore più basso, quindi tutte le risposte che ho dovuto colpire erano sopra la mia testa, ed è complicato riuscirci.” Per Svrcina a fare la differenza è stato l’aspetto mentale: “Sono felice di essere riuscito a rimanere mentalmente nel match, quella è stata la cosa più importante perché so che questi ragazzi sono giovani e di grande talento, ma credo di avere più esperienza. Quindi a livello di gioco era un 50/50, ma sono stato un po’ più paziente nei momenti cruciali e non ho commesso errori. Sono felice di essere riuscito a vincere e di essere in finale; è un ottimo primo torneo sulla terra battuta per me.“ In doppio titolo a Barrientos/Behar In apertura di programma è andata in scena la finale di doppio che ha visto trionfare al match tie-break la coppia sudamericana composta dal colombiano Nicolas Barrientos e dall’uruguiano Ariel Behar. L’esperto duo sudamericano ha avuto la meglio per 7-6(4) 4-6 10-7 sulla coppia composta dal ceco Andrew Paulson, che nel suo box aveva la compagna Marketa Vondrousova, e lo slovacco Milos Karol. “E’ stata una partita molto serrata.” ha dichiarato Barrientos a fine match. “Loro hanno dei servizi molto potenti, giocano molto bene, sono alti, quindi si è giocato tutto su piccoli dettagli. Alla fine al mio compagno è venuto in mente di cambiarci di lato nella risposta e credo che questo abbia aiutato a farli pensare un po’, a inclinare la bilancia un po’ verso di noi, e sono stati un paio di punti qui e là che hanno definito la partita.“ Una vittoria che è anche un regalo di compleanno speciale per Barrientos che nella giornata di venerdì 24 ha compiuto 39 anni. Auguri che Behar fa al suo compagno nel discorso di fine partita. “Dato che è il suo compleanno ed è il più “vecchio”, ha più esperienza, è meglio che parli lui” scherza Behar. “è stata una bellissima settimana. Veniamo da ottime settimane: è la terza finale delle cinque settimane che abbiamo giocato insieme. Per noi ogni partita è importante.” ...