Dal ritiro sfiorato a 19 anni ai quarti del Roland Garros: chi è Maja Chwalinska
A volte bisogna fermarsi per ritrovare sé stessi. A volte c’è bisogno di guardarsi allo specchio per ripartire, per cercare una motivazione, una speranza. Anche se vuol dire fermarsi, quasi definitivamente. Maja Chwalinska a 19 anni si era ritirata dal tennis a tempo indeterminato, dopo aver perso nelle qualificazioni di Wimbledon. Una scelta estrema, specie a quell’età. Ma quel tempo le è servito per mettere a posto i pezzi del puzzle. Quattro mesi per tornare a casa dei genitori, farsi seguire da uno specialista, allontanarsi da una sorta di pericolosa depressione. “Associavo il tennis solo a stress e pianti”, raccontava, “prima non riuscivo a distinguere Maja dalla tennista, eravamo un’unica cosa e i risultati mi definivano. Ora so che fuori dal tennis ci sono tantissime altre cose da fare e da godersi. I risultati non mi definiscono più come prima”. E dire che ora i risultati definirebbero un profilo ben diverso, quella di una top 50 appena qualificatasi al suo primo quarto di finale Slam. Una ragazza buffa, per sua stessa definizione, che ora non vuole però smettere di sognare. La cavalcata di Chwalinska al Roland Garros Chwalinska è una giocatrice atipica per il tennis moderno. È una ragazza abbastanza leggera, non dotata di un fisico eccessivamente ingombrante. Dunque non si basa sulla potenza da fondo campo, come la maggior parte delle sue colleghe, ma interpreta un tennis più tattico, diverso. Più godibile. Viene da sette vittorie di fila, avendo passato le qualificazioni, e ha anche battuto giocatrici di grande qualità come Zheng (finita in lacrime dopo il match), Mertens e Sakkari. Sempre senza scomporsi, solo lanciando sguardi di incredulità. Con la greca che è stata l’unica capace di strapparle un set, al terzo turno. Agli ottavi non ha lasciato scampo alla padrona di casa Diane Parry, sullo Chatrier. Giocando come sempre a modo suo: “Non ho il fisico per tirare forte, quindi ho dovuto sviluppare caratteristiche diverse. Gioco un tennis differente rispetto alla maggior parte delle ragazze e questo mi aiuta moltissimo contro le big”. Tanto tocco e tante variazioni, e contro Anna Kalinskaya può giocare per vincere. Con una faccia, stando alle sue stesse parole, che in campo può sembrare cattiva. Con la passione per il caffè e lo shopping. E una storia particolare fino in fondo, anche ora che i fantasmi del passato sono stati scacciati. Una storia (quasi) da film Chwalinska avrebbe dovuto essere una delle tante qui al Roland Garros. Arrivava con pochissimo credito, nonché un prize money non chissà quanto alto. Dunque non aveva prenotato l’hotel così a lungo, addirittura ad arrivare ai giorni della seconda settimana. Era per lei assolutamente imprevedibile una situazione del genere. E ha anche rischiato di dover cercare sistemazione, per un po’, aveva commentato dopo il terzo turno: “Spero che ci siano ancora camere libere, o che abbia abbastanza soldi, non pensavo di rimanere qui così a lungo. So di aver guadagnato abbastanza qui, ma quei soldi non arrivano immediatamente. Vedremo cosa succede, pregate per me”. Già, soldi. Maja guadagnerà 470.000 euro, quasi mezzo milione. Per una giocatrice mai stata in top 100 si tratta di cifre che possono aiutare a far svoltare la carriera. E anche in termini di punti la situazione è favorevole: guadagna 430 punti, ciò vuol dire che al prossimo aggiornamento del ranking sarà nelle prime 50 del mondo. All’inizio del Roland Garros la miglior classifica di Chwalinska era la 113esima posizione. Un torneo che segnerà un importante turning point per un personaggio molto interessante. Una ragazza che ha combattuto, battendoli, i propri spettri. E che parla dell’ansia, di determinati tipi di problemi molto seri, con la consapevolezza di chi li ha vissuti. Per non pensare al proprio orticello soltanto. “L’ansia ti fa sentire miserabile”, riflette la polacca, “ogni giocatore lo vive in modo diverso, ma per me tutto diventa più pesante. Le gambe si fanno più pesanti, la palla sembra più pesante. A volte hai persino la sensazione di svenire. Sono tante emozioni e sensazioni diverse che emergono contemporaneamente. Negli anni ho imparato che non puoi combattere costantemente contro l’ansia, la prima cosa è accettarne l’esistenza. Alcune tecniche funzionano in certi giorni e altre volte non funzionano. La cosa più importante è accettare ciò che sta accadendo”. Lei lo ha fatto, e sta andando avanti nel modo migliore possibile: iniziando a vincere. Chwalinska: Roland Garros come punto di partenza? I problemi fisici nel 2022 sono stati un altro stop importante per la crescita di Maja. È emerso chiaramente durante questo Roland Garros come Chwalisnka abbia il tennis, e anche le qualità mentali, su cui ha lavorato molto, per competere ad alti livelli. Iga Swiatek, la sua più nota connazionale, sta attraversando un periodo duro. Specie dal punto di vista della fiducia e della solidità mentale, quel che l’ha sempre contraddistinta. Per una volta, un’altra polacca le ruba la scena. A suon di sorrisi, “faccia da stronza”, come le piace dire, e storie particolari. Un personaggio da tennis d’altri tempi, una ragazza che non ha paura di parlare, rifugiandosi dietro barriere eccessive. Ma preferisce buttare fuori tutto, anche rischiando di sbagliare. Ridendo lei per prima dei suoi errori. Specie sulla questione dell’hotel: “La cosa è stata piuttosto divertente. Ho raccontato nell’intervista dopo la partita contro Sakkari che in realtà ho fatto fatica a pagare l’albergo, perché, come sapete, riceviamo l’assegno solo dopo il torneo (sorride). Quindi è stata una cosa buffa. Ma l’azienda polacca, Oshee, ti aiuta proprio in questo, il che è davvero fantastico. Ne sono molto grata. Quindi pensavo di aver detto una stupidaggine, ma in realtà la cosa si è trasformata in qualcosa di divertente”. Come il tennis, scanzonato, di Maja. Non più solo Chwalinska. Che ha il diritto di continuare a sognare. Anche più in grande. ...