Roland Garros, è boom delle ucraine: Kostyuk e Svitolina le certezze, Starodubtseva e Oliynykova le sorprese
Se c’è una nazione che in questo Roland Garros 2026, ma in generale negli ultimi mesi, si sta mettendo in mostra nel panorama tennistico femminile, questa è sicuramente l’Ucraina. Per un Paese che, storicamente, non ha prodotto chissà quali campionesse – gli unici successi Slam, per altro tra doppio e doppio misto, appartengono a Alona Bondarenko/Kateryna Bondarenko e Lyudmyla Kichenok – si tratta di un periodo storico decisamente florido. Sempre che ci si fermi entro i confini del rettangolo di gioco. Perché fuori, e non possiamo nascondercelo, quello che stanno vivendo a causa del conflitto con la Russia, è una pagina terribile. Marta Kostyuk – Roland Garros 2026 (foto X @RolandGarros) Lungi da noi motivare le ottime prestazioni in campo con la volontà di trasformare il dolore in resilienza, anche perché non vivendo la situazione in prima persona non avremmo motivo di fare allusioni campate per aria. Quel che è certo – e che tutti possono toccare con mano – è che l’Ucraina si sta ritagliando un piccolo (grande) spazio all’interno della cartina geografica del tennis. E sarebbe sbagliato non approfondire la questione. Solo al Roland Garros 2026, nella parte bassa del tabellone femminile, sono già al terzo turno Marta Kostyuk, Elina Svitolina e Yuliia Starodubtseva, delle quali parleremo più in là. Ma vanno contate anche le varie Oleksandra Oliynykova, Dayana Yastremska, Daria Snigur, Anhelina Kalinina e Veronika Podrez, tra chi il suo lo ha fatto e chi può rappresentare il futuro. Elina Svitolina, dal trionfo a Roma al sogno Slam La capogruppo di questa Ucraina al potere, consentiteci di dirlo, è Elina Svitolina. Il n. 3 nella Race alle WTA Finals 2026 e il n. 7 nel ranking sono la perfetta sintesi della grandissima stagione che sta vivendo l’ormai 31enne di Odessa. Primo torneo, titolo ad Auckland. Seconda uscita, semifinale all’Australian Open 2026. Poi il passaggio a vuoto a Doha, prima della finale a Dubai e il penultimo atto a Indian Wells. Gli inciampi a Miami e Madrid hanno fatto solo da preludio al titolo agli Internazionali BNL d’Italia 2026 di Roma – a 8 anni di distanza dall’ultimo conquistato nella Capitale – che ha portato con sé la convinzione di potersi giocare finalmente uno Slam. In piena maturità, quando ormai il sogno Major sembrava sopito da tempo. E i successi contro Anna Bondar e Kaitlin Quevedo sono già due fiches messe sul tavolo. Gael Monfils to Elina Svitolina:'I would like to thank my wife because without her, I maybe wouldn't be still here tonight. We've been together 8 beautiful years, you have supported me, raised me up, loved me, and you gave me the greatest gift in our daughter. I love you' pic.twitter.com/4GedCKi89g— Bastien Fachan (@BastienFachan) May 25, 2026 Negli ultimi giorni l’abbiamo vista emozionarsi per l’addio al Roland Garros del marito Gael Monfils, oltre ad averla sentita supportare la connazionale Marta Kostyuk per quanto accaduto ai suoi genitori in Ucraina. Elina Svitolina è questo. Ma è anche tenacia, resilienza e soprattutto è una che dà tutto in campo. Ora l’attende la morbida Tamara Korpatsch e poi, molto probabilmente, un ‘derby tra mamme’ con Belinda Bencic per un posto ai quarti di finale. Con quel pensiero fisso in testa di potersi spingere fino all’ultimo atto. Dove tutto può succedere. Marta Kostyuk: il trionfo a Madrid, lo stop e le lacrime al Roland Garros Se Elina Svitolina è la capogruppo, Marta Kostyuk può sicuramente ergersi a sua vice. La 23enne di Kiev ha finalmente raggiunto la maturazione che in tanti si attendevano da tempo, anche se poi – a dirla tutta – non si è mai del tutto completi. In questa stagione, però, ha dimostrato di aver messo a posto tanti tasselli. A inizio stagione fa subito finale a Brisbane, lasciando presagire un buon Australian Open. La trasferta oceanica si conclude però nel peggiore dei modi, perché la ragazza ucraina si fa male contro Elsa Jacquemot e per due mesi rimane fuori dal circuito WTA. Al rientro, tra Indian Wells e Miami, le si para davanti Elena Rybakina che la ferma sia in California che in Florida. Altro stop intelligente e riparte da Rouen, dove conquista il titolo, per poi alzare al cielo il trofeo di Madrid nella settimana successiva. El duro testimonio de una Kostyuk entre lágrimas tras pasar a segunda ronda: "Creo que fue uno de los partidos más difíciles de mi carrera. Esta mañana, a 100 metros de la casa de mis padres, un misil destruyó el edificio"#RolandGarros pic.twitter.com/WKWvKS9y3y— Eurosport.es (@Eurosport_ES) May 24, 2026 Sarebbe stato facile proseguire, anche sulla scia positiva del mesetto precedente, e invece Marta Kostyuk si ferma nuovamente per ascoltare il proprio corpo. Al Roland Garros 2026, per ora, ha già superato Oksana Selekhmeteva e Katie Volynets, mentre la prossima avversaria sarà Viktorija Golubic, con Iga Swiatek all’orizzonte. Hanno commosso le lacrime nell’intervista in campo in cui spiegava come un missile avesse mancato di poco i suoi genitori in Ucraina, dove spesso decide di allenarsi. E proprio chi la segue, Sandra Zaniewska, ci aveva rivelato come obiettivi quelli di vincere uno Slam e di entrare in top 10 (qui l’intervista esclusiva). Per il primo la strada è ancora lunga, ma non impossibile, per il secondo il gioco è quasi fatto. E se dovesse superare qualche altro turno … Yuliia Starodubtseva e Oleksandra Oliynykova, le sorprese dell’Ucraina Detto delle due prime donne del movimento ucraino, è giunto il tempo di fare menzione anche di altre due tenniste che si stanno ritagliando un piccolo spazio, soprattutto in questo Roland Garros 2026, Yuliia Starodubtseva e Oleksandra Oliynykova. La 26enne di Kakhovka si è concessa il lusso di eliminare al secondo turno Elena Rybakina, da molti vista come potenziale vincitrice di questo Slam parigino e ora ha un tabellone nemmeno così impossibile. Al terzo turno trova la qualificata Xiyu Wang, poi eventualmente una tra Solana Sierra e Sorana Cirstea. Ma ridurre la sua stagione al solo upset contro la n. 2 del seeding sarebbe un errore enorme, dal momento in cui ha anche raggiunto la prima finale a livello WTA della carriera a Charleston. Ha già pareggiato quanto fatto nel 2025 nella capitale transalpina, ma ora è giusto sognare. UPSET ALERT Yuliia Starodubtseva knocks out Elena Rybakina from the tournament #RolandGarros pic.twitter.com/HxFqfWchZI— Roland-Garros (@rolandgarros) May 27, 2026 La 25enne di Kiev, invece, è un’autentica novità di questa stagione. Si è fatta conoscere al pubblico mainstream all’Australian Open 2026, quando pur perdendo contro Madison Keys, fece parlare di sé per i tatuaggi sul volto e soprattutto per la denuncia in conferenza stampa rispetto alle condizioni del suo popolo. Un tema particolarmente vicino a Oleksandra Oliynykova, il cui padre milita nelle Forze Armate Ucraine. Da lì ha continuato a dare aggiornamenti e a portare avanti il proprio credo, spesso osteggiando colleghe e colleghi russe/i e bielorusse/i, mentre sul campo ha raggiunto la semifinale a Cluj-Napoca. La aspetta un secondo turno contro Kimberly Birrell, che potrebbe portarla a raggiungere le tre connazionali al terzo. Podrez, Yastremska, Kalinina, Snigur e le Kichenok: il movimento profondo dell’Ucraina Finora abbiamo parlato di chi in questo Roland Garros 2026 sta ancora tenendo alta la bandiera dell’Ucraina, ma il movimento è ben più profondo. Tra le eliminate al primo turno spiccano ad esempio Anhelina Kalinina e Dayana Yastremska. La prima, non più tardi di tre anni fa giocava la finale agli Internazionali BNL d’Italia 2023 di Roma e, rientrata, con il ranking protetto, ha dato comunque del filo da torcere a Diane Parry. La seconda, invece, ha già tre titoli in bacheca in carriera e, al di là della stagione non esaltante, ha avuto l’umiltà di scendere di livello e andare a conquistarsi il Challenger di Parma. A Parigi è stata fermata da Jasmine Paolini, ma la sensazioni non possono essere negative. E poi c’è Daria Snigur, che al debutto ha superato Clara Tauson, testa di serie n. 21, per poi arrendersi a Peyton Stearns, ma in stagione ha vinto il suo primo Challenger. Veronika Podrez, addirittura classe 2007, che al primo torneo WTA della carriera a Rouen ha raggiunto la finale, cedendo il passo alla connazionale Marta Kostyuk. Ma anche le gemelle Lyudmyla Kichenok e Nadiia Kichenok, che prima insieme e poi con compagne diverse continuano a dire la loro in doppio. Insomma, di qualità in Ucraina ce n’è e Parigi può essere la città dell’exploit definitivo. ...