Roland Garros – Mensik, dai crampi ai quarti: Rublev cade al quinto
[26] J. Mensik b. [11] A. Rublev 6-3 7-6(6) 4-6 2-6 6-3 Quattro giorni possono bastare per passare dalla paura all’impresa, dal corpo che cede alla porta di un quarto di finale Slam che si spalanca. Jakub Mensik era uscito stremato dal match vinto contro Mariano Navone, chiuso dopo 4 ore e 41 minuti e un super tie-break al sesto match point, finendo a terra per i crampi alla coscia destra in una prima settimana parigina segnata dal grande caldo. Contro Andrey Rublev, invece, il ceco ha trovato un’altra forma di resistenza: non solo fisica, ma mentale. Avanti di due set, ripreso dal russo e trascinato al quinto, Mensik ha saputo riaccendersi nel momento più difficile, chiudendo 6-3 al quinto e raggiungendo per la prima volta in carriera i quarti di finale in uno Slam (non aveva potuto giocare l’ottavo contro Djokovic in Australia, costretto al walkover) La partenza di Mensik è stata subito aggressiva. Nel primo game ha cancellato una palla break, poi ha colpito immediatamente in risposta portandosi sul 2-0. Rublev ha provato a rientrare, avendo occasioni anche nel terzo e nel settimo game, ma il ceco ha sempre tenuto il margine. Sul 4-1 Mensik ha mancato altre chance per allungare ulteriormente, ma il vantaggio iniziale gli è bastato: sul 5-3 ha chiuso il primo set al servizio, trasformando il secondo set point per il 6-3. Il secondo set è stato il più tortuoso della prima parte di partita. Rublev ha dovuto salvare una palla break già nel game d’apertura, poi ne ha fronteggiate altre due sull’1-1 e addirittura cinque nel lunghissimo quinto game. Mensik ha finalmente trovato il break per salire 4-2, ma non è riuscito a consolidarlo fino in fondo: quando ha servito per il set sul 5-4, Rublev ha reagito da campione, strappandogli la battuta e riportandosi in parità. Il tie-break, però, ha premiato ancora il ceco: Rublev è risalito da 1-3 a 4-3 e ha annullato un primo set point sul 5-6, ma Mensik ne ha conquistato un secondo e lo ha trasformato per il 7-6(6), mettendo una mano pesantissima sulla partita. Rublev, però, non è il tipo da uscire in silenzio dalla scena. Nel terzo set il russo ha alzato il volume emotivo e agonistico della partita, partendo con un break immediato dopo tre palle break nel primo game. Mensik ha avuto più volte la possibilità di rientrare, perché Rublev ha concesso turni di servizio vulnerabili e diversi game a zero in risposta, ma il russo è rimasto avanti. Sul 5-3, Rublev ha avuto due set point in risposta, ma Mensik li ha cancellati e si è tenuto in vita. Poco dopo, però, il numero 11 del seeding ha chiuso il parziale al servizio, sfruttando il terzo set point del game per il 6-4. Nel quarto set Rublev ha completato la rimonta emotiva, anche se l’inizio non è stato lineare: il russo ha brekkato subito Mensik, ma ha restituito immediatamente il vantaggio, facendosi riprendere sull’1-1. Da quel momento, però, la partita è scivolata dalla sua parte. Rublev ha strappato ancora il servizio al ceco nel terzo game, ha consolidato a zero per l’1-3 e ha poi trovato un altro break per l’1-4. Mensik ha provato a riaprire il set nel lunghissimo sesto game, costruendosi diverse palle break, ma Rublev le ha cancellate tutte e si è issato sull’1-5, prima di chiudere il parziale 6-2. Nel quinto set, però, Mensik è riuscito a svuotare la testa proprio quando l’inerzia sembrava tutta dalla parte di Rublev. Il ceco ha aperto tenendo il servizio a zero, ma il russo ha risposto presente e il parziale è rimasto in equilibrio, senza break, fino al 4-3. Mensik ha avuto due palle break già nel quarto game, ma Rublev si è salvato; poi, sul 4-3, il ceco ha trovato finalmente lo strappo decisivo, approfittando di un turno di battuta meno solido del numero 11 del seeding. Chiamato a servire per il match, Mensik ha vissuto un ultimo game da brividi: sotto 30-40, ha cancellato due palle del controbreak prima di procurarsi il match point e chiudere 6-3, completando la vittoria più importante della sua carriera. L’ultimo game è stato il riassunto perfetto della partita: talento, paura, braccio, rischio. Mensik si è trovato sotto 30-40, poi ha dovuto cancellare anche una seconda palla del controbreak, prima di arrivare a match point. Lì ha piazzato l’ultimo colpo della sua giornata più grande, chiudendo 6-3 al quinto e diventando per la prima volta in carriera quarto-finalista in un torneo del Grande Slam. I numeri raccontano bene la natura del match: Mensik ha chiuso con 13 ace, 69 vincenti e un eccellente 76% di punti vinti a rete, pagando però anche 65 errori gratuiti. Rublev è stato più ordinato, con 45 vincenti e 36 gratuiti, ma meno incisivo nei momenti in cui il ceco è riuscito a prendere campo. Alla fine, dentro una partita vissuta sul filo, Mensik ha vinto appena cinque punti in più complessivamente, 163 contro 158, ma abbastanza per spalancarsi la porta del primo quarto Slam della sua carriera. ...