Roland Garros, Rublev col pilota automatico su Borges. Jodar soffre ma la spunta al quinto: primo ottavo Slam [VIDEO]
Giornata di terzi turni quella odierna al Roland Garros, dalla parte di tabellone – quella bassa – che non è stata rivoluzionata dalla clamorosa eliminazione della prima testa di serie Jannik Sinner. Ecco cosa è successo nei primi match della giornata. [11] A. Rublev b. N. Borges 7-5 7-6(2) 7-6(2) (di Andrea Binotto) Prima vittoria in tre per Andrey Rublev in questa edizione del Roland Garros. Dopo aver smarrito un parziale nei primi due turni, il tennista russo ha sconfitto Nuno Borges, sul Suzanne Lenglen, per la quinta volta su altrettanti testa a testa. Con il punteggio di 7-5 7-6(2) 7-6(2), in due ore e quarantadue minuti di gioco, l’attuale numero 13 al mondo ha avuto la meglio sul portoghese, in un match in cui il servizio ha giocato un ruolo determinante. Difatti, fatta eccezione l’inizio del secondo parziale, in cui entrambi hanno subito due break, nelle altre due frazioni la battuta ha scandito il ritmo partita. Nei momenti caldi, però, Rublev è stato molto più concreto del suo avversario. Con il 75% di punti vinti con la prima e 44 vincenti (Borges 28) di cui 12 ace, il russo si qualifica così per gli ottavi di finale di uno Slam per la 18esima volta in carriera, la quarta nel Major parigino. Dopo i quarti a Roma, Rublo sembra quindi aver ritrovato un po’ di fiducia. Ora, per un posto al turno dei migliori otto, il russo affronterà Jakub Mensik o Alex de Minaur. P. Carreno Busta b. T. A. Tirante 7-6(0) 7-5 3-6 6-4 Primo confronto tra i due in un tabellone principale, in palio l’accesso agli ottavi. Carreño Busta, n.89 ATP, arriva dal successo su Lehecka e cerca la 10ª seconda settimana Slam in carriera (4ª a Parigi) a un mese dai 35 anni e trova un passaggio che lo riporta a ridosso della top‑70. Tirante, n.60, è in un ottimo momento di forma, reduce dagli ottavi di Roma (vittoria su Cobolli, ko con Medvedev), e in proiezione di best ranking in area top‑50. Lo spagnolo parte forte, va avanti 2-0 ma subisce l’immediato controbreak dell’argentino. Nel tie-break Pablo cambia marcia in apertura: minibreak al primo scambio, servizio che non trema e parziale perfetto, 7‑0, che sposta l’inerzia dalla sua parte.Nel secondo set lo spagnolo allunga 2‑0 e poi 4‑1, sporcando la palla sul rovescio di Tirante e impedendogli di comandare con l’inside‑out di dritto. Il n.60 ATP reagisce, rientra fino al 5‑5, ma sul 6‑5 si infrange contro la compattezza dell’ex top‑10, che continua a mostrare una risposta molto profonda, alza il livello nel dodicesimo game del parziale, quattro punti consecutivi e break conquistato a zero che lo mette a un solo set di distanza dal quarto turno. Tirante però è un osso duro e non si sfalda. Nel terzo set spinge subito sulla diagonale di dritto, si prende lo strappo a metà parziale, lo difende e lo raddoppia in chiusura 6‑3, con l’inerzia che per la prima volta nel match sembra virare verso l’argentino. Ma nel quarto parziale lo spagnolo riprende subito in mano le redini dell’incontro: si salva dalla tempesta nel quinto gioco, nel quale affronta due palle break, resta sul pezzo e nel settimo gioco piazza il break che taglia le gambe all’avversario e gli regala la partita. Gli ultimi due turni di battuta li gestisce da veterano, senza concedere una sola palla per rientrare. Agli ottavi Carreño troverà Jodar, reduce da una dura battaglia con Michelsen, con la sensazione di essere tornato a giocare “da Carreño”. [27] R. Jodar b. A. Michelsen 7-6(2) 6-7(5) 4-6 6-3 6- Sfida tra alcuni tra i prospetti più luminosi della nuova generazione e match più atteso di giornata (dopo la sfida tra Djokovic e Fonseca, ovviamente), quella odierna con lo spagnolo Rafa Jodar (2006, n.29 ATP e testa di serie n.27) che supera in cinque set lo statunitense Alex Michelsen (2004, n.42) al termine di una partita nervosa e ricca di strappi, conquistando il primo ottavo di finale Slam della carriera.Il primo set è un’altalena: Jodar parte aggressivo, strappa subito la battuta, ma viene ripreso due volte (1-0 con controbreak immediato; poi 4-2 e 4-4). Nel tie‑break Michelsen toglie il primo punto sul servizio avversario ma non capitalizza: lo spagnolo riallinea gli scambi col rovescio, recupera il minibreak e chiude il parziale con più pulizia nei primi due colpi. La seconda frazione ricalca la lotta di nervi. Michelsen annulla palla break in avvio, costruisce l’allungo sul 4‑3 con due occasioni consecutive ma manca la spallata; sul 5‑5 è lui a cedere il servizio, salvo approfittare dell’unico passaggio a vuoto di Jodar quando lo spagnolo va a servire per il set. Nel tie‑break successivo il californiano cambia passo: contro‑minibreak immediato, due punti solidi sulla prima e 7‑5, che riapre la sfida. Lo statunitense completa il ribaltone nel terzo: break in apertura, accelerazione sul 3‑1, gestione ordinata dei turni di battuta e 6‑4 senza scosse, con Jodar capace di recuperare solo parzialmente la sbandata subita a inizio parziale, ricucendo solo uno dei due strappi. La risposta del 19enne arriva però nel quarto: lo spagnolo alza la percentuale di prime, lavora profondo sulla diagonale di rovescio e trova l’allungo nel sesto game, difendendolo fino al 6‑3 che rimanda tutto al set decisivo dopo oltre tre ore e mezza. Nel quinto decide la gestione dell’inerzia. Jodar cavalca l’onda del quarto set e piazza subito il break; Michelsen rientra a 15 sul 2‑3, ma il riportare il set in parità sul 3‑3 gli costa energie preziose: nel game successivo incassa un nuovo strappo, lo spagnolo tiene con autorità i turni di battuta e chiude 6‑3, senza più concedere varchi. Per Jodar è un ulteriore passaggio di maturità: tie‑break giocati con testa (1 vinto, 1 perso ma senza pagare dazio emotivo), risposta incisiva nei momenti chiave e solidità al servizio nel finale. Michelsen esce con buoni segnali, ma paga le chance non convertite nel primo set e il game post‑aggancio nel quinto. Agli ottavi Jodar troverà Pablo Carreño Busta. ...