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Roland Garros, Rune nervoso ma vincente contro Halys. ora Musetti. Popyrin super, Paul lotta e vince

Sono state partite tutt’altro che banali quelle a cui abbiamo assistito in questa prima parte di giornata al Roland Garros. Holger Rune, nonostante qualche pecca comportamentale, riesce a ribaltare Quentin Halys che si era portato avanti di due set a uno. Vittoria al quinto anche per Tommy Paul su Karen Khachanov mentre Alexei Popyrin rifila un netto 3-0 a Nuno Borges. [10] H. Rune b. Q. Halys 4-6 6-2 5-7 7-5 6-2 Con più fatica del previsto, Holger Rune batte il padrone di casa Quentin Hayls. Il francese parte col piede giusto e nonostante un ottimo Rune a servizio (quattro punti concessi in battuta in quattro game), sfrutta l’unico gioco affrontato male da Rune per strappare il break migliore che ci sia, quello del 6-4. Il pubblico naturalmente gioca un ruolo chiave, ma Rune comincia nel migliore dei modi breakkando al terzo gioco. Halys tenta di fermare il danese, annullando un break point, ma nel game successivo il numero 10 al mondo dimostra di stare meglio andando sul 5-2 e chiudendo facilmente a servizio. Nel terzo set grande nervosismo per Rune che passa dal break del 5-3 a perdere consecutivamente due volte il servizio, arrendendosi così al 7-5 di Halys che si trova ad un set dalla vittoria. Qui Rune getta l’asciugamano davanti ad uno spettatore che, con il solo intento di raccoglierlo, viene “cacciato” dallo stesso Rune, troppo stesso poco matura e ancora acerbo dal punto di vista comportamentale. In campo però il danese ha pochi difetti quando gioca come ha dimostrato di saper fare e prima, nel quarto set, vince 7-5 annullando due break point nel game decisivo per la conquista del set e successivamente domina fisicamente l’avversario con un 6-2 che lo proietta agli ottavi di finale contro Lorenzo Musetti. Anche nell’unico precedente tra Halys e Rune (Wimbledon 2024) il danese ha avuto bisogno di cinque set per avere la meglio. [25] A. Popyrin b. N. Borges 6-4 7-6(11) 7-6(5) Tre ore e due tiebreak per assicurarsi il passaggio del turno: questo è servito ad Alexei Popyrin, abile a non concedere nemmeno un set a Nuno Borges, reduce dal successo su Ruud. Un break immediato in apertura spiana la strada all’australiano capace di gestire il resto del set con ottimi turni di servizio, basti pensare che ha concesso appena tre punti in risposta a Nuno Borges. Successivamente Popyrin rischia di gettare alle ortiche un set quasi vinto: dal set point a favore sprecato in risposta sul 5-4 dopo il break sul 3-3, Alexei entra in un loop negativo che lo porta a perdere due volte il servizio, strappandolo solo una volta. Così facendo ci si ritrova al tiebreak dove spreca addirittura quattro set point, salvandone due, e chiudendo 13-11. Borges parte forte nel terzo set, spreca due breakpoint in altrettanti game differenti, ma rischia il tracollo sul 5-4 dov’è costretto a salvare due match point. Arrivati nuovamente al tiebreak, il portoghese perde ben presto la bussola ritrovandosi 4-1 e successivamente 7-5. Popryin così facendo raggiunge il suo miglior risultato in uno Slam dopo gli US Open 202) e si avvicina alla top 20. [12] T. Paul b. [24] K. Khachanov 6-3 3-6 7-6(7) 3-6 6-3 Si prospettava un incontro agguerrita e ricca di colpi di scena e così è stata. Il match è durato la bellezza di 4 ore e 11 minuti, divisi in cinque set che hanno sorriso alla fine a Tommy Paul. Il semifinalista di Roma per la seconda volta di fila ha iniziato molto bene sfruttando una brutta percentuale di punti vinti con la seconda di Khachanov (36%) vincendo 6-3. Khachanov ha risposto con lo stesso risultato a parti invertite nel secondo set, caparbio a breakkare due volte Paul facendosi beffe del servizio perso al quinto game. Un po’ più di fatica a chiudere, ma al quinto set point ha riportato tutto in parità. Nel terzo set Khachanov vanifica due break point consecutivi in apertura e va sotto 3-1, salvo poi controbreakkare subito dopo. L’incontro prosegue al tiebreak e qui il rammarico per Karen sale poiché spreca due set point e infine cede il set a Paul. Pioggia di break in apertura di quarto set, dall’1-0 per Paul al 3-1 di Khachanov che successivamente difende con le unghie e con i denti tre break point per poi sigillare il set 6-3. Giunti così al quinto parziale, Paul parte fortissimo con due break consecutivi e un 4-0 devastante, complici anche tre break point di fila salvati. L’americano ha perso poi un servizio, ma è comunque riuscito a trionfare 6-3 nel quinto e decisivo set. ...

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