Roland Garros – Vinca il Matteo migliore e…soprattutto Cobolli. Il sogno è una semifinale tutta azzurra
Mentre Sasha Zverev sembra seriamente, e legittimamente, intenzionato a smentire tutti coloro che sostengono che non vincerà mai uno Slam e ha raggiunto la quinta semifinale a Parigi negli ultimi 6 anni concedendo fin qui un solo set al francese Halys, è chiaro che a noi italiani interessa soprattutto vedere quel che succederà nella metà alta del tabellone, quella che era presidiata da Jannik Sinner e che imprevedibilmente vede in corsa nei quarti i rappresentanti del nostro alfabeto tennistico del momento A B e C, Arnaldi Berrettini e Cobolli. I tre ci hanno fatto quasi dimenticare che i nostri due migliori giocatori dell’ultimo biennio, Sinner e Musetti sono altrove, il primo a scorrazzare con una vespa rossa per le strade di Montecarlo, il secondo a rimettersi in sesto con il papà putativo Tartarini. Un anno fa erano qui a giocare le semifinali, primi italiani di sempre nel tennis open e dopo Pietrangeli e Sirola nel 1960. I tre storici co-recordmen – i primi tre di sempre ad aver raggiunto i quarti in uno stesso Slam – hanno caratteristiche anagrafiche e tecniche ben diverse alle spalle, anche se due sono romani, Berrettini e Cobolli, mentre Arnaldi viene da Sanremo, a 11 km di distanza dal borgo natio di Fabio Fognini (Arma di Taggia). Berrettini, 30 anni, ha di gran lunga il miglior palmares, e probabilmente non solo per una questione anagrafica, Cobolli pare sulla buona strada per disputare una gran bella carriera – è già n.11 del mondo anche se dovesse perdere e in questo è più precoce di chiunque altro fatta eccezione er Sinner- Arnaldi è la più sorprendente rivelazione del torneo anche perché a differenza degli altri due che pure hanno sofferto la loro parte (in particolare Berrettini che ha salvato due matchpoint con Comesana e 3 setpoint con Juan Manuel Cerundolo, ma anche Cobolli con Svajda nel quarto set) ha avuto il tabellone più difficile fin dal primo turno: via via il sempre tosto Griekspoor, Tsitsipas (finalista qui 5 anni fa), l’emergente Collignon, il miglior Tiafoe mai visto sulla terra rossa (e del resto ex top-ten senza essere anziano). A tutti non dispiacerà che il grande caldo della prima settimana abbia lasciato il posto a temperature molto più miti, però si è rallentata di conseguenza un po’ anche la superficie e non è detto che, ad esempio, la cosa piaccia troppo a Berrettini. A proposito del derby fra i due Matteo per sbilanciarsi in un pronostico con cognizione di causa bisognerebbe sapere in che condizioni fisiche verserà Arnaldi dopo le maratone dei giorni scorsi che lo hanno visto in campo per un tempo record, 17 ore e 42 minuti, come non era mai stato registrato dacchè (1991) vengomo misurati, registrati ed archiviati all’interno della gare del circuito ATP tutte le durate dei match. Lo spagnolo Albert Costa, l’anno dopo che vinse il Roland Garros, rimase in campo nei primi 4 turni del 2003 per 15 ore e 2 minuti. In conseguenza di quelle condizioni fisiche – dopo un giorno intero di massaggi, saune e sedute fisio- Arnaldi potrebbe scegliere una condotta tattica diversa a seconda di come si sente. Premesso che quando uno ha fatto grandi fatiche nei turni precedenti soffre di solito più nel primo set che nei set seguenti – perché poi i muscoli si riscaldano e si possono sciogliere – in condizioni normali un giocatore con il fisico e le straordinarie capacità di recupero che ha Arnaldi avrebbe tutto l’interesse al prolungarsi degli scambi. Più si allungano e più l’efficacia dei cannonballs delle battute di “martello” Berrettini si attenuerebbe, così come l’incisività dei suoi drittoni pesantissimi. Per “Berretto” spostare 95 chili da una parte all’altra del campo, come è stato costretto a fare l’altra sera Tiafoe, potrebbe rivelarsi esiziale. Ma tutto questo discorso crollerebbe se Arnaldi non fosse nelle condizioni di effettuare quegli stessi formidabili recuperi che ha fatto contro Tiafoe. O anche se fosse in grado di farlo per un po’ ma poi pagasse lo scotto di quelle terribili fatiche. Ovviamente non dipende tutto da Arnaldi. Anzi: la percentuale di prime palle di Berrettini può avere un peso decisivo. Perché a seguito di quelle potrà far esplodere i suoi drittoni pesanti come pietre. Berrettini, più di Arnaldi, ha la capacità di giocare benissimo i punti importanti. Perché il suo tipo di tennis gli ha richiesto la massima concentrazione per mettere dentro la prima quando serve e per farla seguire da quelle martellate di dritto. Se, ad esempio dovessi dire chi dei due potrebbe essere più lucido, più giocatore iinsomma in un’eventuale finale contro uno Zverev, beh sceglierei Berrettini che ha più esperienza, più partite alle spalle di grande importanza, in grandi appuntamenti. E l’altro quarto di finale? Non so bene cosa aspettarmi, perché Cobolli ha avuto fin qui un rendimento abbastanza alternante. Partite molto buone e partite mal giocate. Aliassime è un giocatore abbastanza continuo ma secondo me di personalità incerta. Tante volte l’ho visto perdere match che sulla carta lo vedevano favorito o quantomeno alla pari. Insomma è un giocatore che sa fare tante cose ma non mi ha mai convinto del tutto. E infatti grandi titoli non ne ha ancora vinti, quando riguardo alle sue prime finali…fra il 2019 e il 2021 ne perse ben otto. Insomma, mi è sempre sembrato che sia un bravissimo ragazzo cui manca il killer instinct. All’US open ha raggiunto due semifinali ma senza mai dare l’impressioen di poterle vincere e negli altri Slam non è mai andato oltre i quarti. Qui le palle saranno pesanti, il suo servizio meno efficace, se Cobolli riuscirà a giocare senza paura, e senza quella tensione nervosa che lo ha colto contro Svajda, lo vedo capace di vincere. Se però vincesse i primi due set, come gli è capitato contro Svajda, non dovrebbe cominciare il terzo set con quella stessa distrazione che ha rimesso in partita l’americano. Suo papà Stefano è certo miglior coach di quello che sarei io, ma io credo che lui, quando decide di giocare da sinistra quel kick che butta l’avversario fuori dal campo, almeno qualche volta dovrebbe fare serve and volley, anche per non offire sempre lo stesso scenario all’avversario. Eppoi mentre Svajda aveva certamente un rovescio nettamente superiore al dritto nel caso di Aliassime non mi pare che il divario sia così netto. Altro immodesto suggerimento che mi permetto di fare – e sempre quando decide di giocare quel servizio kick – e di non voler cercare sempre di spostarsi tutto sulla sua sinistra per giocare il dritto lungolinea che è un colpo difficilissimo quando si deve fare spazio alla palla con il corpo. Se infatti quel dritto non finisce sulla riga, alla destra del giocatore che ha risposto di rovescio dall’altra parte, l’avverasario può arrivarci e trovarlo del tutto scoperto dalla parte del suo dritto. Se Coblli non sapesse fare il rovescio lungolinea capirei. Ma lo sa fare. E non c’è bisogno di aprirsi tutto il campo per giocare di dritto con i piedi nel corridoio di sinistra. Vedrò oggi se lo farà. Non so se suo padre condividerebbe i miei suggerimenti, ma sono quasi certo che non li leggerà. Pr quanto riguarda i quarti di questo martedì beh Zverev non ha incontrato il miglior Jodar salvo che nel primo set. Rimontato quello lui è andato a diritto, come tutti i front-runner che si rispettano – mentre è tipo assai nervoso se le cose non si mettono bene, per questo l’inizio match contro lui è sempre molto importante…se il dritto comincia a tradirlo poi gli diventa difficile recuperarlo. L’altro quarto di finale, Mensik-Fonseca, il più giovane quarto di finale qui dal 2006 quando giocarono Nadal contro Djokovic, è stato migliore, prevedibilmente secondo me, e il dodicesimo game del terzo set in particolare ha offerto colpi e sequenze straordinarie, proprio da cineteca. In quel game Fonseca, che gioca ancora troppo da junior e non sempre con grande intelligenza tennistica (ma con grandissimo talento e ancor più grande esplosività con i fondamentali ) ha fatto vedere il meglio di sé salvando sei matchpoint con coraggio pari all’incoscienza. Ma nel tiebreak successivo si è fatto troppo spesso tentare dalla pallacorta sulle quali – per ben due volte – Mensik è arrivato bene anche se sembravano quasi irrecuperabili e lì ha messo in mostra più volta una manina alla McEnroe, quasi insospettata. Giocando quindi, sia rovescio che di dritto (e anche sul matchpoint decisivo) delle controsmorzate straordinarie sulle quali Fonseca è rimasto sorpreso e fulminato in contropiede. Davvero bravissimo. Potrà Mensik battere Zverev? Secondo me sì. Lo dico perché, come ha osservato lo stesso Fonseca a fine match, Mensik serve molto bene ma soprattutto risponde in modo assai aggressivo, stando sempre molto vicino alla riga di fondo. Spesso anche davanti. Così aveva messo in difficoltà Sinner a Doha. Secondo me quella è stata una sconfitta più netta di quella patita da Jannik contro Djokovic a Melbourne, quando Sinner non convertì 16 pallebreak. Mensik giocò davvero benissimo. Con Zverev che tende a stare piuttosto lontano sono convinto che sarà Mesnik a comandare il gioco e allora occorrerà vedere se sarà capace di farlo senza sbagliare troppo. Qualche regalo lo fa. Li ha fatti anche con Fonseca. Il rovescio lungolinea lo ha molto solido, lo smash – anche se ne ha sbagliato uno in difficile equilibrio in uno di quei matchpoint – lo tira con grande sicurezza, sempre mettendolo a segno. Il campo di Mensik sarà corto, quello di Zverev lungo. A rete Mensik sa il fatto suo e ci verrà. Zverev dovrà giocare sui suoi migliori livelli se vuole batterlo. In recupero Mensik si è salvato a volte con quei pallonetti altissimi, ma profondissimi, che sono diventati la specialità di Arnaldi e prima di lui, di Musetti. Vedremo. Il ceco ha l’handicap di giocare la sua prima semifinale contro uno che ne ha giocato a bizzeffe, cinque negli ultimi sei Roland Garros, quindi potrebbe anche patire l’emozione. E’ arrivato in semifinale a 20 anni, prima ancora di Ivan Lendl. Pare anche che non stia benissimo. Alla fine del secondo set aveva avvertito un problema a una gamba e si era preoccupato. In conferenza stampa si è detto più volta “Super Happy” ma nessuno è riuscito a strappargli un sorriso. Così mi ha ricordato il primo Lendl. Chiudo dicendo che Bolelli e Vavassori hanno salvato due matchpoint in doppio contro il ceco Nouza e l’austriaco Oberleitner e hanno vinto 14-12 il supertiebreak qualificandosi per le semifinali dove troveranno i vicneti di Granollers-Zeballos (battuti in finale a Roma) e Nys Roger Vasselin. Nel misto Vavassori e Errani, favoriti .1, giocheranno contro Roger Vasselin e Siegemund. Stasera spero o di poter scrivere che abbiamo due italiani in semifinali. Uno dei due Matteo e Flavio Cobolli. Avremmo così uno di loro in finale contro chi vincerà fra Zverev e Mensik. Fra il tedesco e il ceco c’è un unico precedente, quest’anno a Madrid: vinse Zverev in ottavi 64 67 63; anche questa esperienza potrebbe aiutare Mensik a credere in se stesso. ...