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Sull’Herald Sun, le lacrime di Federer e i bad boys australiani

Mancano ormai pochi giorni all’inizio degli Australian Open 2019 e i tabloid Down Under iniziano a sentire il profumo del torneo di casa ormai prossimo. L’Herald Sun, ovvero il quotidiano di Melbourne, ha riservato tre pagine al tennis. Nella prima, oltre ai trafiletti sui risultati delle qualificazioni attualmente in corso, il giornale si concentra sulle chance di vittoria di Ashleigh Barty e soprattutto sul primo allenamento di Roger Federer alla Rod Laver Arena. Più che la sessione di pratica però, l’attenzione della stampa è rivolta alle lacrime versate in memoria del defunto coach Peter Carter. Morto il 1° agosto 2002 in un incidente stradale, Carter non ha mai visto il suo pupillo sollevare un trofeo del Grande Slam. “Spero che sia orgoglioso di me. Non voleva che sprecassi il mio talento. La sua morte mi ha svegliato e ho iniziato ad allenarmi molto duramente“, ha detto lo svizzero tra i singhiozzi. Le altre pagine sono monopolizzate da Bernard Tomic, sempre diviso tra tennis giocato e polemiche fuori dal campo. L’Herald Sun infatti apre con la notizia del suo incontro di esibizione al Kooyong Classic contro Nick Kyrgios (vinto da Tomic per 6-3 6-4). Sopra l’articolo campeggia il titolo “Koo’dabeen champions“, un gioco di parole ottenuto dall’incrocio del nome Kooyong (ex sede degli Australian Open che ospita ora un torneo di esibizione) e della frase “Could have been champions” (“sarebbero potuti essere campioni”). Una sentenza dura quella della stampa australiana che bolla come irrecuperabili tanto Tomic quanto Kyrgios, nonostante entrambi abbiano potenzialmente davanti ancora un discreto numero di anni di carriera. Su Kyrgios si è espresso lo stesso Tomic alla vigilia del match. “Siamo buoni amici e penso che sia un bene giocare l’uno contro l’altro. Lui probabilmente ne ha molto bisogno perché è un po’ in difficoltà dal punto di vista mentale. Spero che prenda sul serio il match perché ci sono un paio di cose su cui vorrei ancora lavorare“. ...

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