WTA Madrid, Kostyuk in vista della finale con Andreeva: “Voglio divertirmi e giocare bene”
Al Mutua Madrid Open 2026, Marta Kostyuk è riuscita finalmente a dimostrare la migliore versione di sé. Ad un primo sguardo, tale affermazione sembrerebbe una mera e banale presa di coscienza in risposta ad un percorso nel torneo sopra ogni aspettativa e di conseguenza inconfrontabile con ciò che è accaduto in passato. In realtà, però, andando più in profondità, l’espressione utilizzata è frutto di una realizzazione completa e compiuta del tanto celeberrimo e decantato potenziale. La tennista ucraina, i mezzi fisici e di impatto nella velocità di palla per arrivarci prima ad un traguardo di questo prestigio, nella sua – comunque ancora giovane – carriera, li ha sempre avuti. Eppure vale la pena rammentare, in quest’epoca di prodigi sportivi che sbocciano giovanissimi raggiungendo vette e picchi che altri in neanche vent’anni di professionismo riescono a raggiungere, che parliamo pur sempre di un ventitreenne che ha già ottenuto un quarto Slam. Certo la continuità ad alto livello finora non l’hai mai avuta e forse mai l’avrà, ma non bisogna farsi abbindolare dai rari casi di forte anticipo sul percorso, sulla constatazione che la maggioranza dei tennisti allinea tutti i pezzi del suo puzzle – al fine poter mettere in mostra il massimo insieme delle proprie qualità – soltanto dopo aver marcato una certa soglia di esperienza, sia di partite giocate che di esperienze vissute: esprimendo il così detto prime attorno ai 25/26 anni se non addirittura alla soglia dei trent’anni. Una vittoria speciale Le condizioni di gioco della Caja Magica certamente si confanno alla perfezione alle caratteristiche tecniche di Marta, conferendo un gran bella spinta al tennis della nativa di Kiev come ha ulteriormente confermato quest’edizione. Al termine di un percorso glorioso manca veramente solo la ciliegina. Intanto Kostyuk si gode il successo in semifinale, la vittoria su Potapova ha avuto un sapore speciale. E’ inutile far finta di niente, le tensioni geopolitiche di un conflitto che ormai lacera il territorio ucraino da quattro anni a questa parte non possono non pesare. In particolar modo dal lato di Marta, che come tutte le tenniste ucraine da diverse stagioni gioca per qualcosa in più di una partita di tennis da vincere, e quando dall’altra parte si ritrovano contro una tennista russa o bielorussa il sentimento che ne scaturisce viene inevitabilmente inasprito. Una vittoria che va oltre il tennis, anche per i precedenti dissapori personali tra Kostyuk e Potapova nati in campo in situazioni di alta tensione emotiva. Ora però è il momento di guardare avanti, alla finale con Mirra Andreeva. Vediamo cosa ha raccontato Kostyuk nella consueta press post match, dopo la qualificazione alla finale spagnola. Una rimonta frutto di convinzione e cambiamenti tattici “Mi sento molto bene, sono molto felice della rimonta nel terzo set. Penso che la cosa più importante di oggi sia la vittoria e la accetterò a prescindere dal modo in cui l’ho ottenuta. Ho provato a cambiare alcune cose nel secondo set, ma ha lei iniziato davvero bene. Ha salvato quella palla break nel secondo game, che penso sia stato un momento importante. Poi, all’inizio del terzo set, ho cambiato completamente approccio e credo che lei non fosse pronta a quel cambiamento. Quando si è adattata, avevo già accumulato un vantaggio importante“. Gestione dei momenti e capacità di competere fino alla fine “Partire bene nel match mi ha sicuramente aiutato nel vincere la partita. Anche perdendo il secondo set, sapevo infatti cosa avesse funzionato positivamente per me nel primo e allora ho cercato di appoggiarmi a quello ad inizio terzo. Ma onestamente cerco di non pensare troppo a tutto ciò, cerco solo di provare a vincere le partite. Non do neppure tanta importanza ai dati statistici, cerco solo di competere in ogni punto“. La finale con Andreeva, un grande traguardo: bisogna goderselo “La finale sarà diversa, sarà una partita con un’altra avversaria e altre condizioni di gioco. Probabilmente ero più nervosa nei quarti di finale che in semifinale, perché ho cominciato ad avvertire di essere vicina alla fine del torneo ma non ancora dove desideravo. Oggi, anche quando ero giù, mi sono sempre sostenuta e ho cercato di godermi ogni momento. Essere in semifinale di uno dei tornei più importanti è un risultato di cui bisogna godere anche durante. Voglio fare lo stesso sabato in finale. Qualunque cosa succeda, sono già in finale quindi significa che ho raggiunto l’ultima partita possibile. Voglio divertirmi, giocare bene e cercare di regalare un bello spettacolo. Abbiamo giocato contro a Brisbane ed è stata una partita molto dura, ma le condizioni qui sono completamente diverse. Mirra è una giocatrice molto solida, colpisce molto forte e ha un servizio eccellente. Sono entusiasta di poter affrontare questo esame finale“ Forma fisica inevitabilmente non al top “La mia forma fisica è non è perfetta. Siamo alla fine della settimana e nessuno può sentirsi completamente riposato o al meglio della condizione. È normale. La cosa importante è come ti gestisci, e penso di aver svolto un’ottima ruotine da day off“. Dopo il successo di giovedì su Anastasia Potapova, sabato sarà la volta della finale femminile al WTA 1000 di Madrid: dove Marta Kostyuk contenderà il titolo a Mirra Andreeva in un caldo pomeriggio primaverile. ...