ATP Roma, Rublev: “Per superare Sinner serve concentrazione. Alcaraz l’ha battuto molte volte”
Da Roma, il nostro inviato È un Andrey Rublev sereno quello che si è presentato in zona mista per rispondere alle domande dei giornalisti. Sconfitto da Jannik Sinner ai quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia, in una partita in cui ha raccolto solamente sei game, il 28enne russo lascia il Foro Italico a seguito di un buon torneo, che gli potrà restituire fiducia in vista dei prossimi appuntamenti. Tra tutti, il Roland Garros. D: Come descriveresti la tua prestazione oggi? Andrey Rublev: “Direi che è andata bene. Niente di eccezionale. Jannik sta giocando davvero bene. È molto costante. Bisogna essere super concentrati per mantenere quel livello. Colpiva più linee del solito? È in gran forma. I colpi al limite fanno parte di questo sport. Non c’è nulla di male nel tirare un colpo al limite. Certo, ci sono state molte occasioni in cui ha giocato davvero bene o ha sfiorato il limite. Ma è il numero uno”. D: Come si fa a mantenere il livello contro uno che gioca in questo modo? Andrey Rublev: “Direi che la cosa più difficile sia appunto mantenere la concentrazione per restare a questo livello. Penso che forse mi abbia concesso qualche errore quando il punteggio era 4-3 nel secondo set e lui era in vantaggio per 40-15. Un doppio fallo, 40-30. Un errore piuttosto banale. Fino a quel momento, bisognava costringerlo a sbagliare. Stavo giocando bene fino al 4-2 nel primo set. Poi mi ha strappato il servizio per la seconda volta. Ho sbagliato tre, quattro palle. Con il secondo colpo è riuscito a portarsi subito in vantaggio con un doppio break, il che gli ha dato ancora più fiducia, più libertà. E più problemi per me. L’ultima volta che avevo giocato contro di lui su questa superficie era stata a Parigi. Non c’era stata partita. Mi aveva semplicemente schiacciato. Oggi, almeno, ci sono stati un po’ di scambi”. Ubaldo Scanagatta: Sei stato il primo a brekkarlo in questo torneo. Che effetto ti ha fatto essere riuscito a strappargli il servizio? Andrey Rublev: “Grazie, che successo! (ride, ndr). L’impressione era, come ho detto, che per poter giocare contro di lui bisognasse riuscire a mantenere un livello di concentrazione molto alto, in modo da giocare sempre a quel livello. Come spiegavo prima, sul 4-2 ho perso un po’ di concentrazione e ho commesso errori banali. Lui non ha fatto nulla. È bastato quello perché mi strappasse il servizio. Ha commesso qualche errore solo una volta. Forse solo nel secondo set sul 4-3, quando era in vantaggio. Ha fatto un doppio fallo, errore di dritto, errore di rovescio. Fino a quel momento non mi aveva concesso punti facili. Devi costringerlo a sbagliare o devi tu cercare un colpo vincente”. Ubaldo Scanagatta: È difficile anche dal punto di vista psicologico? Ti viene da pensare: ‘Ancora una volta non riesco a batterlo’? Andrey Rublev: “No, non la pensavo così. È solo che stavo lottando, continuavo a dare il massimo per vedere cosa sarebbe successo. Ci vuole un sacco di impegno per mantenere questo livello. In alcune partite magari sbagli una palla al primo colpo, poi l’avversario sbaglia e si è 15 pari. Qui sbagli una palla, 0-15, poi la sua risposta arriva profonda. Se non giochi bene quella palla, sei 0-30. È questa la differenza”. D: Cosa ci vorrà per batterlo? Qualcuno deve giocare una partita perfetta? Andrey Rublev: “Vediamo. Alcaraz lo ha battuto molte volte. È vero che entrambi sono un gradino sopra gli altri giocatori. L’anno è ancora lungo. Ci sono sempre più giocatori in arrivo”. ...