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Roland Garros, Bellucci: “Ora sento di appartenere a questo livello”

“Sei in sciopero anche tu?”, è stato chiesto a Mattia Bellucci al suo arrivo nella zona interviste del Roland Garros. “Non ancora…” è stata la sua laconica risposta. Ammesso al tabellone principale dello Slam parigino per la seconda volta in carriera, il tennista lombardo si dichiara fiducioso per il suo esordio previsto domenica contro il francese Quentin Halys. “Sono entusiasta di essere qui, sono contento del lavoro fatto negli ultimi giorni. Roma ha portato buone sensazioni e anche un ottimo lavoro e credo che stiamo continuando su una linea particolarmente positiva. So che domani ci sarà un grande pubblico e non su un campo gigantesco, quindi mi aspetto un pubblico molto rumoroso. Giocherò contro un giocatore molto pericoloso che con il servizio e con il dritto fa molto male e quindi vediamo un po’ quale sarà la chiave della partita di domani. Lui, quando è in giornata, può essere veramente pericoloso e quindi devo entrare molto attento.” Equilibrio tra intraprendenza e solidità Bellucci non guarda oltre il match di primo turno, vuole rimanere concentrato sulla missione da compiere domenica: “Il mio obiettivo nella partita di domani, specialmente in questo momento positivo, è cercare intraprendenza in campo. So che giocherò contro un avversario altrettanto intraprendente e quindi per me riuscire a trovare un buon equilibrio tra intraprendenza e solidità domani penso che sia la chiave per essere soddisfatto e magari anche per ottenere un buon risultato. Io penso una partita per volta, quella di domani è una partita complicata come tutte quelle del tabellone. Trovare questo equilibrio è il mio obiettivo principale.” Mattia è uno dei pochi tennisti che mettono in mostra un tennis molto fantasioso, variegato, che non fa della potenza e del ritmo da fondo le sue armi principali: “Diciamo che fino a 19-20 anni ero sempre particolarmente estroverso in campo, molto creativo. Poi ho intrapreso anche un po’ la strada della solidità. Per me trovare questo equilibrio, non dico compromesso, ma questa linea tra l’essere creativo e allo stesso tempo efficace con i miei punti di forza, riuscendo a portare la partita anche per le lunghe, giocare tanti scambi per fare passi in avanti e andare in zone più creative di campo, è un po’ quello che sto cercando di fare.” “Mi sento parte di questo livello” E i risultati di questa solidità si sono visti agli Internazionali d’Italia, dove Bellucci è riuscito a superare due avversari “tosti” come Etcheverry e Burruchaga: “Roma è stata una cosa che mi ha un po’ tolto dal tabù della terra e mi ha fatto esprimere in maniera positiva”. Una consacrazione non solo sulla terra battuta, ma anche in generale, arrivata con la consapevolezza di appartenere a un livello a cui  fino a pochi mesi fa Mattia non sentiva di appartenere. “Mi sento più parte di questo livello e quando ti senti più parte di un livello hai la possibilità di guardare avanti e dire che non ti guardi dietro per quelli che potrebbero superarti o perché ti senti scomodo qui, ma cerchi di andare a scardinare quelli che sono davanti a te. In questo momento mi sento più tranquillo a questo livello. So che, per rimanere qui, devo lavorare sodo, però cerco di lavorare per stare più in alto, così, se qualcosa va male, ho un paracadute e so che a questo livello posso rimanere. Sono consapevole del percorso fatto, so che stiamo lavorando nel modo giusto, spesso con degli aggiustamenti da fare, però sto guardando in avanti e so che posso crescere ancora.” ...

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