ATP Roma, Ruud: “Sinner? Non penso sia possibile detenere tutti i 1000, ecco perchè”
Da Roma, il nostro inviato Casper Ruud vuole tornare a fare sul serio. Dopo il ritiro durante il match di ottavi di finale a Montecarlo, e i quarti a Madrid, il 27enne norvegese è partito con il piede giusto agli Internazionali BNL d’Italia. Al Foro Italico, dove ha raggiunto tre volte le semifinali senza mai riuscire a superarle, l’attuale numero 25 del mondo ha esordito con un successo agevole su Zachary Svajda. Ora lo scandinavo affronterà Jiri Lehecka. Prima di questo match, però, Ruud è intervenuto in zona mista per rispondere alle domande dei giornalisti. Ruud: “Accetto il fatto che non sarò mai un grande battitore” Come prima cosa, un tranquillissimo Casper, soddisfatto della sua prova contro lo statunitense, ha parlato un po’ del suo avversario. “È stata una partita interessante contro un avversario che non avevo mai affrontato prima”, ha dichiarato Ruud. “Lo conoscevo solo dai risultati e da quello che avevo visto in tv. È stato un po’ simile alla settimana scorsa, quando ho perso con Blockx. Quando giochi per la prima volta contro qualcuno è difficile sapere cosa aspettarti. Da quello che avevo visto di Svajda, ha un’ottima capacità di colpire la palla e sul cemento può mettere in difficoltà chiunque. Sulla terra i suoi risultati non indicano che sia un tipico giocatore da terra. Quindi, ho cercato di rendere il match una vera lotta da terra battuta”. Una partita nella quale il norvegese ha perso solamente 6 punti in battuta sui 38 giocati. Ovviamente, nessuna palla break concessa. “Potrei sedermi qui e dire che ho lavorato tantissimo negli ultimi giorni ed è per questo che è successo, ma non è proprio così”, ha ammesso lo scandinavo rispondendo alla nostra domanda. “A volte è un po’ casuale quello che succede in campo, che tu perda quattro o venti punti al servizio dipende anche da come risponde l’avversario. Il servizio non è il colpo più forte del mio gioco. Non sono il più alto, non ho il servizio più veloce e non voglio che questo sia una scusa, ma è qualcosa su cui sto lavorando. Accetto che non sarò mai un grande battitore. Devo sempre costruire bene il punto dopo il servizio con altre soluzioni. Oggi credo di averlo fatto bene”. Ruud: “Alcaraz e Sinner in questo momento sono irraggiungibili” Negli anni Ruud non solo è riuscito a migliorare la maggior parte dei suoi colpi. Anche tatticamente ha compiuto passi in avanti. Tra questi miglioramenti si può infatti notare la capacità di aprire gli angoli a proprio piacimento e di contrattaccare quando si trova in difesa. “I due giocatori che lo fanno meglio sono i due migliori del mondo, Carlos e Jannik. Si muovono molto bene, sono bravi ad aprire gli angoli e riescono a colpire a tutto braccio anche in allungo. Lo abbiamo visto anche con Rafa e Novak: Novak lo fa ancora in modo incredibile, riuscendo a stare larghissimo, in posizione molto aperta, e tirare colpi pieni di contrattacco. È dura, perché anche quando senti di essere in attacco, sai che può arrivare un grande contrattacco in qualsiasi momento contro quasi chiunque. Rafa e Novak hanno portato questo aspetto del gioco a un altro livello e tutti quelli che sono venuti dopo hanno capito che, per avere una chance contro di loro, dovevano sviluppare questo colpo. Posso facilmente dire che in questo non sono forte come Carlos o Jannik, e ci sono molte cose in cui non sono forte quanto loro. Però considero questo elemento davvero importante nel tennis di oggi”. A Madrid Alexander Zverev ha affermato che attualmente, in cima al tennis mondiale, c’è Sinner, poi Alcaraz e dopo tutti gli altri. “I risultati di quest’anno parlano da soli. Ha vinto quattro Masters 1000 di fila a inizio stagione, ha già fatto la storia e può farne ancora. Però ha anche mostrato a inizio anno che si può battere: Novak lo ha battuto, Mensik lo ha battuto. Quando però è al massimo, pochi riescono a toccarlo. Direi che quando sia lui che Carlos sono al loro livello più alto, in questo momento sono quasi irraggiungibili per gli altri. È il motivo per cui negli ultimi tre, quattro anni hanno vinto loro la maggior parte degli Slam e dei grandi titoli. Non mi sembra una dichiarazione folle da parte di Sascha”. Ruud: “Non penso sia possibile detenere tutti i titoli 1000” Un fatto curioso però c’è. Sinner non ha ancora mai vinto una partita al di sopra delle quattro ore di gioco. “Alcune coincidenze esistono e basta. Guardando la finale del Roland Garros dell’anno scorso, quando è iniziato il quinto set devo dire che Jannik sembrava un po’ stanco. Poi però è tornato in partita, ha brekkato Alcaraz ed era fresco quanto lui negli ultimi scambi. Non ho osservato debolezze particolari da quel punto di vista. Prima o poi interromperà questo trend negativo”. Si arresterà anche la trafila vincente di Sinner nei 1000? “Non penso che sia possibile detenere tutti i titoli 1000 contemporaneamente. La sfida più grande è il calendario. Adesso che lo hanno cambiato un po’, se arrivi in finale a Wimbledon è praticamente impossibile essere pronto per Toronto o Montreal. Hai appena giocato la finale o vinto forse il torneo più importante che esista nel tennis e dieci giorni dopo dovresti essere pronto per partire per il Nord America. Abbiamo già visto diverse volte che chi fa molto bene a Wimbledon tende poi a saltare Montreal o Toronto. E credo che continuerà a succedere – purtroppo per il torneo – con il calendario che abbiamo”. Ruud: “In risposta ho preso ispirazione da Nadal” La conversazione si è poi spostata sulla grandezza dei campi, un aspetto che condiziona molto il tennis di Ruud. “Per il mio gioco fa una grande differenza, perché rispondo molto lontano dalla linea di fondo. Ci sono giocatori come me. Ho preso molta ispirazione da Rafa riguardo al modo in cui risponde sulla terra. Anche Daniil [Medvedev]sta molto indietro, così come Cerundolo. Poter stare abbastanza indietro per essere a tuo agio e colpire a pieno braccio non è semplice. Non so se qualcuno di voi fosse a Madrid, ma sui campi esterni lì è praticamente impossibile con quel rimbalzo. Quando esce l’ordine di gioco a Madrid, prego solo di non essere messo sui campi esterni, così da avere un po’ più di spazio. Mi piacerebbe che tutti i campi del mondo fossero un po’ più lunghi per il mio stile di gioco. Ma c’è uno standard sulle misure da rispettare e l’ATP lo segue. Per come gioco io e per come servono alcuni giocatori, a volte vorrei avere più spazio. Ma fa parte del gioco”. Ruud è quindi costretto ad adattare il suo tennis in queste occasioni. “La cosa più difficile riguarda i campi di allenamento. Se andate a vedere, per esempio, i campi 5 e 6 o quelli che hanno qui, non riesci ad allenare ciò che vuoi fare in partita perché i campi di allenamento sono troppo piccoli. Quando qui iniziano le qualificazioni di lunedì, tutti i campi riservati ai match sono occupati da quel giorno. Avere un campo da gara per allenarti nei giorni precedenti al primo turno è praticamente impossibile, a meno che tu non arrivi il venerdì o il sabato e voglia usare il weekend prima. È una situazione un po’ complicata: i campi di allenamento non sono una priorità in termini di lunghezza e spazio dietro la linea, e lo capisco perfettamente. Ma a volte vorrei che fossero più grandi”. ...