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Roland Garros, 5 match da non perdere mercoledì 27

Mercoledì 27 maggio inizia ufficialmente il secondo turno di questo Roland Garros 2026. Tra i nomi più promettenti che andranno in scena il quarto giorno dello Slam parigino ci sono la numero uno italiana Jasmine Paolini, Lorenzo Sonego, Federico Cinà, Alexander Zverev, Iga Swiatek e due giovani talenti che si sfideranno in un match del tutto inedito: Joao Fonseca e Dino Prizmic. Ecco dunque, secondo Ubitennis, le partite assolutamente imperdibili. Fonseca-Prizmic: il futuro del tennis Il Campo 14 ospiterà uno degli incontri più affascinanti del tabellone: la sfida tra il brasiliano Joao Fonseca e il croato Dino Prizmic. Questa partita è assolutamente imperdibile perché mette di fronte per la prima volta due dei talenti più luminosi e in rampa di lancio della nuova generazione. Da una parte Fonseca, il diciannovenne campione delle Next Gen Finals 2024, capace di infiammare la sua calorosa tifoseria con una tenuta mentale già da veterano. Dall’altra Prizmic, ventenne reduce da un’impresa straordinaria agli Internazionali di Roma, dove si è spinto fino al quarto turno eliminando nientemeno che Novak Djokovic. Tra l’atmosfera da stadio e due giovani astri nascenti in uno stato di forma eccezionale, lo spettacolo è garantito. Non deve essere facile essere Joao Fonseca. Considerato un predestinato fin da quando ha preso in mano una racchetta per la prima volta, si porta dietro una tifoseria che esige sempre il massimo. Finora, il diciannovenne vanta già due titoli del circuito maggiore (Basilea e Buenos Aires, vinti entrambi lo scorso anno) e il prestigioso trofeo delle Next Gen Finals. I giovani giocatori, soprattutto quando sono sotto pressione, possono peccare di impulsività, ma non è il caso di Fonseca. Il brasiliano ama la terra rossa e apprezza il modo in cui questa superficie lo obblighi a costruire i punti con calma. A testare le sue doti di perseveranza sarà ora Dino Prizmic, che si presenta come degno rivale tra i giovani più promettenti. Il croato arriverà all’incontro carico di un’enorme fiducia, non solo per aver da poco raggiunto il suo miglior risultato in un Masters 1000 battendo il suo idolo lungo il cammino, ma anche per aver passeggiato al primo turno qui, lasciando la miseria di cinque game allo statunitense Michael Zheng. Paolini-Sierra per la rinascita di Jasmine Non può mancare nella lista degli incontri da non perdere quello della campionessa azzurra Jasmine Paolini. L’azzurra, numero 13 del mondo, affronterà per la prima volta in carriera l’argentina Solana Sierra, attuale numero 68 del ranking. Sulla carta i pronostici pendono tutti dalla parte dell’italiana, ma è il contesto emotivo e sportivo a rendere questa partita un appuntamento da non perdere. Jasmine ha bisogno di ritrovare se stessa, sarà quindi fondamentale tutto l’incoraggiamento e il tifo da casa per farle ritrovare il sorriso in campo. Non è un mistero che Paolini non stia attraversando il momento più brillante della sua stagione. Brucia ancora la dolorosa eliminazione prematura agli Internazionali di Roma, seguita dall’amaro ritiro nel tabellone di doppio. Un forfait arrivato proprio al fianco della fidata Sara Errani, in quel torneo che solo dodici mesi fa le aveva viste sollevare il trofeo per la seconda volta consecutiva. Questa partita rappresenta dunque un crocevia fondamentale per invertire la rotta e mettersi alle spalle le difficoltà recenti. Non bisogna sottovalutare, però, chi si troverà dall’altra parte della rete. La ventunenne argentina si presenta a questo appuntamento con l’assoluta spensieratezza di chi non ha nulla da perdere. Il suo 2026 finora racconta di un bilancio in perfetta parità, con 15 vittorie e 15 sconfitte, ma è il modo in cui è arrivata a questo secondo turno a dover tenere in guardia l’azzurra. Sierra è reduce da un’esordio col botto in cui ha letteralmente dominato Emma Raducanu con un perentorio 6-0 7-6(4). Galvanizzata dal successo di prestigio, l’argentina cercherà l’impresa contro una Top 15. Un motivo in più per cui Jasmine dovrà far valere non solo la superiorità tecnica, ma anche tutta la grinta, spinta dal calore dei suoi tifosi. Sonego-Paul: le difficoltà dell’azzurro La tra Lorenzo Sonego e Tommy Paul si preannuncia come un match imperdibile per chi ama le imprese sportive ad alta tensione. Sulla carta, l’azzurro si trova davanti a una montagna da scalare. Si presenta all’appuntamento con uno stato di forma opposto rispetto a quello ottimale del tennista statunitense. Per battere Paul servirà una prestazione ai limiti della perfezione e a Sonego sarà richiesta estrema tenuta fisica. I precedenti sorridono all’americano, che conduce per 2-1 nei tre scontri diretti complessivi, tutti andati in scena sul cemento (Rotterdam 2021 e US Open 2024 contro Cincinnati 2021). I due, però, non si sono mai affrontati sulla terra battuta. L’azzurro si presenta a questo secondo turno dopo essere finalmente riuscito a rimettersi in moto. Reduce da un periodo complicatissimo, una streak di ben otto sconfitte consecutive interrotte solo qui a Parigi grazie al successo su Pierre-Hugues Herbert – un match per nulla banale considerando la pressione ostile del pubblico di casa. Sebbene questa vittoria abbia ridato un minimo di fiducia a Lorenzo, il torinese negli ultimi mesi ha faticato enormemente sulla terra battura. Paul, d’altra parte, sta vivendo uno dei momenti più brillanti della sua intera carriera. Arriva a Parigi in piena fiducia, forte della finale raggiunta la settimana scorsa all’ATP 500 di Amburgo e reduce da un esordio autoritario contro Rinky Hijikata. Zverev-Machac: perché può sorprendere I trentaduesimi di finale del Roland Garros mettono di fronte Alexander Zverev e Tomas Machac in una sfida affascinante. Il tedesco parte nettamente favorito, forte di una superiorità tecnica evidente e di un vantaggio di ben 40 posizioni rispetto al suo avversario. Per Machac sarà il classico esame di maturità sul palcoscenico più prestigioso. Chissà che il ceco non riesca a scardinare certezze della terza testa di serie del tabellone e a regalare la prima vera sorpresa del torneo. I precedenti tra i due sono ridotti al singolo, significativo incrocio alle Olimpiadi di Parigi 2024, sigillato dalla vittoria di Zverev. Zverev ha ormai un feeling speciale con la terra rossa di Parigi, dove negli ultimi anni è diventato una presenza fissa nelle fasi finali. Dopo la finale del 2024, persa contro Alcaraz, e i quarti dello scorso anno, il tedesco si presenta in questa stagione sul rosso con 14 vittorie e 4 sconfitte. Al primo turno, poi, ha liquidato la pratica Benjamin Bonzi con estrema disinvoltura (6-3 6-4 6-2). Dall’altra parte della rete, Tomas Machac sta vivendo una stagione sulla terra dal rendimento più altalenante. Il ceco non ha mai brillato particolarmente a Parigi – dove vanta come miglior risultato il terzo turno del 2024 – ma ha approcciato l’edizione 2026 con autorità. Ha, infatti, superato all’esordio Zizou Bergs, mostrando una solidità da fondo che dovrà però elevare al quadrato per reggere l’urto del numero 3 del mondo. Navone-Mensik: maratona assicurata Altra sfida particolare è quella tra Mariano Navone e Jakub Mensik. Se si va alla ricerca di un chiaro favorito sulla terra battuta parigina, i numeri e le recenti prestazioni dicono che non c’è. Siamo infatti di fronte a un match senza padroni sulla carta, un incontro che le statistiche proiettano già verso una potenziale maratona lunga e combattuta. Senza alcuno scontro diretto alle spalle a fare da bussola l’esito della partita è appeso a un filo sottilissimo. Navone arriva a questo appuntamento in una condizione decisamente incoraggiante. Con 7 vittorie nelle ultime 10 partite, l’argentino ha confermato il suo buon momento superando all’esordio Jenson Brooksby. Nelle scorse settimane ha dimostrato di poter alzare l’asticella, battendo un top player assoluto sul rosso come Casper Ruud, prima di arrendersi solamente a Learner Tien nella finale di Ginevra. Dal punto di vista statistico, Navone è il prototipo del lottatore. Non domina in modo netto, ma fa della costanza la sua arma migliore. Dall’altra parte c’è il ceco Mensik, un giocatore che sta attraversando un periodo più difficile, con 5 vittorie negli ultimi 10 incontri. Ma se Navone punta sulla resistenza, Mensik ha nel servizio l’arma per spezzare l’equilibrio ed è proprio questa differenza che rende l’incontro imperdibile. ...

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