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Roland Garros: chi è Zachary Svajda, l’avversario di Cobolli agli ottavi

Una delle sorprese di questo Roland Garros è Zachary Svajda. Obiettivamente, non la prima sorpresa a cui si pensa, superata per importanza, almeno fino a questo punti del torneo poi vedremo dove arriva, per dirne una, dall’uscita di scena dell’unico favorito alla vittoria finale, Jannik Sinner. Subito dopo ha perso la possibilità di alzare la Coppa dei Moschettieri anche colui che per un giorno è diventato uno dei più credibili candidati, Novak Djokovic, il quale non attirava certo il consenso unanime di cui godeva Jannik, ma almeno Casper Ruud lo considerava tale. Il tabellone si è talmente aperto che cercando tra i soliti nomi, che proprio soliti non sono dacché di campioni Slam in gara ne sono rimasti zero, può succedere che ci si accorga quasi in ritardo, ma pur sempre colpevole, che ci sono tre azzurri in gara decisamente carichi e uno di questi, Flavio Cobolli, decima testa di serie, sia solo terzo per classifica tra coloro rimasti in gioco. Da questo preambolo non possono che nascere due scontatissime domande in rapida successione: chi sarà l’avversario di Flavio agli ottavi e la conseguente, che contiene la risposta alla prima, chi è Zachary Svajda. A due anni comincia a colpire. Un palloncino… Zachary nasce da Anita e Tom, a La Jolla in California, dove si era trasferito Raymond Chandler quando ha scritto Il lungo addio, il 29 novembre 2002, stesso anno di Cobolli. Non perde tempo dal punto di vista tennistico perché inizia a due anni colpendo un palloncino in salotto – babbo Tom, lungimirante insegnante di tennis, pensava alla coordinazione mano-occhio. Se, prevedibilmente, passa presto al campo da tennis, il suo percorso da “under” è pressoché unico. La famiglia decide di non fargli giocare alcun torneo dall’età di dieci fino ai quindici anni. Mancano i soldi per andare ai tornei “Ci abbiamo pensato quando avevo nove o dieci anni” raccontava Zachary nel 2023 al sito dell’ATP “e non vedevamo davvero il senso di giocare questi tornei junior ogni settimana. Abbiamo cercato di concentrarci sul migliorare. So che è diverso perché giocare in un torneo è sempre diverso dall’allenamento. Inoltre, non potevamo permetterci di viaggiare per il mondo giocando tornei ITF o altro”. E infatti il suo curriculum nel circuito ITF junior conta appena cinque tornei, tutti nel 2019. anno, peraltro, in cui vinse i campionati nazionali USTA (bis nel 2021), ai quali aveva preso parte il padre nel 1982. “Ci siamo detti, Prendiamo una strada diversa e cerchiamo di migliorare ogni giorno, sperando di diventare un buon giocatore a 15 o 16 anni così da iniziare a giocare partite importanti”. Il primo punto ATP e la filosofia “no stress” Per abituarsi alla pressione dei punteggio, giocava match ogni giorni con Uros Petronijevic, di dieci anni più vecchio ed ex star dell’Università di San Diego che per due anni ha vissuto con gli Svajda. L’esordio di Zachary nel circuito pro risale al settembre 2018 in un torneo del circuito ITF Futures a un paio d’ore di macchina da casa. Ancora quindicenne, onora la wild card con una vittoria all’esordio che gli vale il primo punto ATP. “In ogni match, che vinca o perda, che sia una giornata particolarmente positiva o negativa, mantengo sempre lo stesso atteggiamento, senza mai innervosirmi” diceva ancora Svajda nella stessa intervista di tre anni fa, quando si apprestava a entrare nei primi 200 del ranking. “Credo di essere sempre stato piuttosto riservato fin da bambino, sia in campo che fuori, quasi timido. Immagino che questo si sia poi riversato anche nel tennis. Non urlo molti ‘come on’. Mi piace rimanere calmo e concentrato, pensare al punto successivo. Vengo da San Diego, quindi sono una persona tranquilla e rilassata. Niente mi stressa davvero. Cerco sempre di mantenere la calma. Non ricordo l’ultima volta che ho alzato la voce”. Il percorso di Svajda al Roland Garros Per la prima volta entrato direttamente in tabellone per meriti di classifica, Svajda ha battuto all’esordio l’australiano Alexei Popyrin recuperandogli un set. Al secondo turno non c’era Medvedev bensì colui che lo aveva eliminato, Adam Walton, un altro aussie. Il livello si è alzato di parecchio nel match successivo, quando dall’altra parte della rete c’era il Cerundolo forte, Francisco, 25° del seeding (che sarà anche il fratello “forte”, ma agli ottavi c’è Juan Manuel). Zachary vince i primi due set ma viene portato al quinto. Una situazione tutt’altro che ottimale per il californiano, dunque, sia per l’inerzia della sfida, sia per la faccenda dello sfavorito che viene recuperato. E c’è anche il fatto di giocarsi un quinto set per la seconda volta in carriera, sette anni dopo la sconfitta con Paolo Lorenzi. Di positivo c’è che Fran Cerundolo ha sì più esperienza, ma anche di perdere partite finali negli Slam: sei su otto disputate. Il resto lo mette Svajda che, zac (o meglio Zach?), allunga al quarto game e chiude non senza creare un po’ di suspense: due match point svaniti e la palla break dell’argentino annullata con l’ace prima di chiudere. Abbiamo citato più volte il padre Tom, purtroppo scomparso lo scorso ottobre. Dopo il successo su Cerundolo, ha detto: “Oggi è stata una giornata davvero speciale perché è il compleanno di mio padre. Pensavo a lui. Ero nervosa. So che è orgoglioso di me e volevo fare bella figura e vincere”. Contro i top 20 e gli italiani Zach, alto 175 cm, ha esordito in top 100 lo scorso febbraio. Attualmente è n. 85 ATP, tre posizioni sotto il suo best ranking. Quella di lunedì con Flavio sarà la settima sfida contro un top 20, finora tutte perse – l’ultima a Indian Wells contro Davidovich Fokina. Non è andata granché meglio quando ha affrontato un tennista azzurro: una vittoria e sette sconfitte. Il successo è dello US Open 2021, al primo turno contro Cecchinato. Al secondo affrontò Jannik Sinner, allora n. 16 del mondo, strappandogli il terzo set al tie-break. Altra apparizione “famosa”, sempre a New York, quella dell’anno scorso contro Djokovic. Anche a Nole tolse un set, il primo, al tie-break. L’appuntamento di Svajda con Cobolli Contro Flavio, lunedì ore 11 sul Philippe-Chatrier, sarà la seconda sfida tra i due. Due anni fa, a Delray Beach, vinse Cobolli 6-4 6-7(1) 6-2. Svajda metterà in campo l’entusiasmo per aver già fatto un gran torneo e, come si dice, per non aver nulla da perdere (a parte un incontro di tennis, che sarebbe il suo lavoro), oltre a un ottimo rovescio bimane, un dritto insomma e un servizio non irresistibile. ...

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