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Roland Garros, Cobolli al cardiopalma: Svajda si arrende, Flavio è ai quarti

F. Cobolli b. Z. Svajda 6-2 6-3 6-7(3) 7-6 (5) Flavio Cobolli è ai quarti di finale del Roland Garros, ma per arrivarci ha dovuto attraversare una partita che sembrava in controllo, poi quasi scappata, infine ripresa con carattere. Il romano ha battuto Zachary Svajda 6-2 6-3 6-7(3) 7-6(5)in 3 h e 19 minuti, costruendo nei primi due set un vantaggio netto con servizio, kick, dritto e variazioni, ma senza mai potersi davvero rilassare. Il 6-2 iniziale, arrivato dopo 41 minuti, è stato più combattuto di quanto racconti il punteggio: Cobolli è partito teso, poi ha trovato il break nel terzo game e ha chiuso con autorità. Nel secondo set lo strappo è arrivato sul 3-3, quando Flavio ha alzato il peso della risposta e ha chiuso il parziale con un game di soli vincenti: due set a zero e quarti ormai vicinissimi. Da lì, però, il match è cambiato. Svajda ha iniziato a comandare di più, ha tolto ritmo al romano e nel terzo set ha sfruttato il break iniziale, portando il parziale al tie-break e dominandolo 7-3. Nel quarto sembrava tutto di nuovo indirizzato: doppio break, 4-0, poi 5-1 Cobolli. Ma il traguardo ha pesato. Flavio ha servito per il match sul 5-2, poi ancora sul 5-4, dove ha avuto il primo match point dopo 3 ore e 3 minuti, senza riuscire a trasformarlo. Svajda è rientrato fino al 6-6, ma nel tie-break Cobolli ha trovato l’ultima risposta di nervi e coraggio. Sedici minuti dopo quel primo match point, l’americano ha mancato lo smash per restare nel match e Flavio lo ha passato: urlo liberatorio, quarti di finale e una vittoria che vale il primo quarto di finale al Roland Garros, il secondo dopo Wimbledon dello scorso anno, e l’11esimo posto nel live ranking e sesto nella Race da inizio anno. Ai quarti troverà il vincente tra Felix Auger-Aliassime e Alejandro Tabilo. A fine partita Cobolli ha raccontato con grande sincerità la tensione di quei minuti finali: “Quello che ho capito è che le partite non finiscono mai e oggi… me la sono fatta sotto. Adesso devo recuperare energie”. Poi il sorriso, il legame con Parigi e con la Francia: “Questo è il mio Slam preferito perchè si gioca sulla terra, perché adoro giocare in Francia ed è stato importante evitare il quinto set per risparmiare energie. Sono molto felice di avere ancora una possibilità di giocare qui su questo campo”. Infine i ringraziamenti alla Federazione, l’in bocca al lupo ai due Matteo e la battuta da tifoso romanista: “Credo di essere il più grande tifoso di calcio nel circuito e vorrei congratularmi con il PSG per la vittoria ma… attenti, il prossimo anno ci sarà anche la Roma in Champions League”. Cobolli parte forte: 6-2 a Svajda nel primo set Si parte con Cobolli subito aggressivo in risposta: Svajda sbraccia di dritto in cross e sbaglia di poco, poi la risposta di dritto del romano pizzica la riga per lo 0-30. L’americano però si salva con il servizio, mentre Flavio lascia andare tre gratuiti, due con il dritto, segno di una tensione comprensibile. Sullo 0-1 Cobolli rimette subito ordine: rovescio lungoriga in difesa, servizio e dritto, poi un kick altissimo seguito dal dritto di volo e la prima palla corta vincente del match valgono l’1-1. Nel terzo game arriva il primo strappo: Svajda scivola e si procura una piccola escoriazione al gomito, Cobolli recupera una palla corta con grande mano, poi alza il peso della risposta e si prende due chance di break. Alla seconda occasione, carica benissimo lo scambio e chiude comodamente per il 2-1. Il romano conferma il vantaggio con autorità, tiene a 15 spingendo l’avversario lontano dal campo con traiettorie arcuate e trovando anche una bella contro-smorzata: 3-1. Svajda accorcia rapidamente a 3-2, ma Cobolli non si scompone e nel sesto game torna a fare male con il dritto anomalo, l’attacco in controtempo di rovescio e la palla corta dopo il kick: 4-2 a trenta, primo vero segnale di controllo. Il game successivo è la battaglia del set: dieci minuti di vantaggi, con Svajda che si aggrappa a servizio, dritto e variazioni, mentre Cobolli insiste, spreca qualche chance ma resta lucido. Una splendida smorzata di rovescio dopo il cross stretto gli consegna ancora palla break, poi il dritto dell’americano si allarga: break pesantissimo e 5-2. Al servizio per il set Flavio parte con un errore di rovescio, ma risale con il suo colpo-simbolo, quel kick che sembra già una sentenza e che finora tanto bene ha fatto nel torneo del romano, poi palla corta, prima vincente e seconda palla set trasformata. Dopo 41 minuti è 6-2 Cobolli: un punteggio netto, dentro un set più combattuto di quanto sembri, ma sempre tenuto in mano dal romano. Secondo set: Cobolli allunga, 6-3 a Svajda Il secondo set si apre con un piccolo cambio di ritmo: Cobolli sbaglia subito di rovescio, poi concede un gratuito di dritto con i piedi dentro al campo e Svajda, con un buon punto di tocco, sale rapidamente 40-0. Flavio prova a rientrare, ma lo slice finisce sotto la rete e l’americano tiene il servizio per l’1-0. La reazione del romano è immediata: errore di rovescio di Svajda, poi un doppio fallo, ma sul 15-15 Cobolli trova una splendida soluzione difensiva di rovescio, riuscendo a contenere l’aggressione in risposta dell’avversario. Servizio alla T e game a quindici: 1-1. Nel terzo gioco Flavio prova già a rimettere le mani sul set: Svajda sbaglia di rovescio, poi Cobolli passa di dritto e si porta 0-30. Sul 15-40 arrivano due palle break, ma l’americano si salva con coraggio, prima aggredendo con il dritto, poi con servizio e dritto, fino alla prima vincente che vale il 2-1. È un passaggio importante, perché Svajda prende fiducia e nel game successivo diventa pericoloso. Cobolli apre con un errore, poi illumina il campo con un gran rovescio lungolinea, ma concede troppo: dritto fuori, quarto gratuito del game e palla break. Flavio però la gioca con personalità: kick, dritto stretto e sangue freddo, poi ancora kick pesantissimo, seconda al corpo, rovescio aggressivo e schiaffo al volo. La smorzata finale sorprende Svajda: 2-2, game pesantissimo. L’americano torna avanti rapidamente con ace e rovescio lungolinea, ma sul 3-2 Cobolli resta attaccato a un altro turno complicato: apre con un gran rovescio lungolinea, poi fatica col dritto anomalo, però si salva anche grazie a un errore di Svajda sul passante. Il 3-3 tiene in equilibrio il set e prepara lo strappo decisivo. Nel settimo game Flavio cambia marcia: Svajda parte bene, ma sotterra la smorzata, poi Cobolli inventa un passante in scivolata dal lato sinistro e sul 15-30 entra tre passi dentro il campo, firmando il dritto vincente che gli consegna due palle break. Alla seconda il dritto dell’americano scappa lungo: break Cobolli, 4-3. Stavolta il romano conferma senza tremare: inside-in vincente, dritto lungolinea per aprirsi il campo, altro inside-in e 5-3. A quel punto Svajda va al servizio per restare nel set, ma Flavio gioca il miglior game del parziale: dritto che spiazza l’americano, risposta aggressiva di rovescio in cross e lungolinea perentorio, poi passante in cross stretto di rovescio su un punto che sembrava ormai chiuso. Tre set point, tre colpi da padrone. Cobolli chiude 6-3: solo vincenti nell’ultimo game e due set a zero, a un solo set dai primi quarti di finale al Roland Garros. Svajda riapre il match: 7-6(3) a Cobolli nel terzo set Il terzo set comincia senza pausa e con Cobolli al servizio, ma per la prima volta la partita cambia davvero direzione. Il romano sbaglia subito il rovescio lungolinea, poi concede un errore di dritto e Svajda, con un dritto inside-in in salto, si prende tre palle break. Il break arriva a zero: 0-1, partita ancora lunghissima. Flavio prova a reagire immediatamente e lo fa con qualità: recupero vincente di rovescio sulla palla corta, grande difesa su un punto che Svajda aveva costruito benissimo, poi chiusura dopo una pallata in cross di dritto. Sullo 0-40 l’americano trova però rovescio lungolinea e solidità, annulla tutto e tiene l’1-1 con un rovescio cross uscito di pochissimo dal campo del romano. Cobolli riparte dal servizio: kick vincente, un errore di slice dell’americano, prima pesante e game a quindici per il 2-1. Subito dopo ha anche l’occasione per rimettere pressione: rovescio lungolinea vincente, risposta sulla riga e dritto inside-in per lo 0-30. Ma lì Svajda non arretra, trova due servizi vincenti, un’altra prima e costringe Flavio all’errore di rovescio: 2-2. È il primo segnale vero che l’americano non ha alcuna intenzione di uscire dalla partita. Sul 2-2 Cobolli tiene a quindici un game prezioso, con servizio e dritto al volo, palla corta di rovescio e prima vincente: 3-2. Ma Svajda ormai ha preso fiducia nei propri turni di battuta e risponde con un game rapidissimo, fatto di prime, servizio e dritto, prima vincente e un solo punto concesso: 3-3. Flavio resta avanti con personalità: smorzata sbagliata in risposta dall’americano, prima vincente, servizio e dritto al volo, poi ace per il 4-3. Nel game successivo Cobolli prova a incidere con un bel lob di rovescio e riceve anche un doppio fallo da Svajda, ma l’americano continua a trovare prime nei momenti giusti. Sul 40-30 Flavio forza la risposta di dritto cercando il vincente, ma la palla finisce in rete: 4-4. Il set è diventato complicato, più fisico e più nervoso, e il romano deve faticare anche nei propri turni: sul 4-4 apre con servizio e dritto anomalo vincente, poi trova una prima, ma sbaglia un dritto dopo il servizio e soprattutto scende a rete senza costruire bene il punto. Per fortuna Svajda lo grazia con un errore di dritto, poi Cobolli chiude con il contropiede: 5-4, ma la sensazione è che l’inerzia non sia più quella dei primi due set. Svajda serve per restare nel parziale e non concede quasi nulla: prima vincente, un punto con il servizio, poi ace per il 5-5. Cobolli risponde con un game delicatissimo: parte bene grazie a un errore dell’americano da posizione favorevole, poi però sbaglia il dritto inside-in e sul 30-30, dopo un grande kick, insiste troppo con il dritto e concede un punto pesante. Anche stavolta Svajda sbaglia nel momento chiave e Flavio, con la prima, si tiene davanti: 6-5. Ma l’americano ormai al servizio è difficilissimo da leggere: palla corta sbagliata da Cobolli, dritto difensivo fuori, servizio vincente e 6-6. Si va al tie-break, e lì il cambio di partita diventa evidente. Cobolli parte con una grande difesa e un dritto sulla riga, ma Svajda risponde con un rovescio stretto sulla linea, poi prende il controllo dello scambio e sale 3-1. Flavio resta aggrappato a un recupero di dritto sulla riga, ma l’americano comanda con servizio e dritto, prima a segno e ancora risposta di rovescio aggressiva. Sul 3-6 Cobolli subisce l’ennesimo attacco in risposta e Svajda chiude 7-3. Il terzo set va all’americano 7-6. Cobolli la chiude al tie-break: 7-6(5) a Svajda nel quarto set Il quarto set riparte esattamente dal punto in cui si era chiuso il terzo: con Svajda più leggero nel braccio e Cobolli costretto a rimettere subito ordine. L’americano va al servizio, ma Flavio entra nel parziale con la risposta giusta: sul 15-40 si prende due palle break in apertura, poi Svajda prova a salvarsi con la prima e con il solito schema servizio-dritto. Sul 40 pari, però, l’americano non chiude un comodo rovescio e sul vantaggio Cobolli il rovescio dopo il servizio finisce in rete: break immediato, 1-0, ma la strada resta lunghissima. Il romano conferma il vantaggio senza tremare troppo, aiutato anche da un gratuito di dritto di Svajda, poi prima vincente e 2-0. Nel terzo game arriva un altro strappo: Flavio spinge con la risposta di dritto, approfitta di una smorzata sbagliata dall’americano e chiude con un dritto perentorio dal centro. Altro break, 3-0: Cobolli sembra avere ripreso in mano la partita. Il problema, però, è che il traguardo comincia a pesare. Sul 3-0 Cobolli apre con una palla corta vincente, ma poi forza un’altra soluzione simile, concede campo, perde lucidità e si ritrova ai vantaggi. Svajda non molla, trova un vincente di dritto lungolinea e rimette pressione, ma Flavio si salva con la prima, un ace e un dritto sulla riga: 4-0, due break di vantaggio, ma il game lascia già qualche segnale di tensione. L’americano evita lo 0-5 tenendo il servizio, poi Cobolli sale 5-1 con un turno ordinato, tra servizio e dritto, prima vincente e kick. Sembra fatta, ma non lo è. Svajda resta vivo per il 5-2, poi sul 5-2 Cobolli va a servire per il match e parte anche bene: dritto, mancata risposta dell’americano, 30-0. Da lì però si complica tutto. Svajda trova un dritto lungolinea, Flavio sbaglia inside-in, poi subisce la risposta vincente di dritto. Il break arriva con un dritto in corsa dell’americano: 5-3, e la partita torna improvvisamente aperta. Svajda tiene per il 5-4, con ace e smorzata vincente, e Cobolli torna a servire per chiudere. Qui arriva il primo vero momento della verità: dopo 3 ore e 2 minuti di gioco, il romano si procura il primo match point, ma non riesce a trasformarlo. La prima non lo aiuta più come prima, Flavio cerca ancora di spostarsi troppo sul dritto dopo il kick, Svajda trova un rovescio vincente e poi la palla break. L’americano passa: 5-5, dopo un’occasione enorme mancata da Cobolli. Svajda va avanti 6-5, mentre l’angolo del romano comincia inevitabilmente a respirare pesante. Flavio però ha il merito di non crollare: sul 5-6 trova un ace sporco, una seconda slice efficace, approfitta di un rovescio lungo dell’americano e si prende il tie-break.  Nel tie-break Cobolli parte con un dritto lungolinea largo da posizione favorevole, poi Svajda stecca con il dritto, ma il romano continua a giocare con il peso della tensione addosso e sbaglia di rovescio per l’1-2. L’americano però gli restituisce il mini-break con un doppio fallo, quindi sale 3-2 con un punto ben costruito in difesa e chiuso a rete. Sul 3-3 Svajda ha una grande occasione, ma manda sotto la rete un dritto comodo dopo una risposta profonda: Cobolli ringrazia e va 4-3 con una seconda al corpo molto intelligente. Svajda lo riprende con un bel rovescio in salto e volée, ma sul 4-4 sbaglia un rovescio in palleggio dopo una risposta importante del romano. Flavio va 5-4, poi sul 5-5 entra la seconda di Svajda e l’americano aggredisce di rovescio. Cobolli resiste, si prende il 6-5 con un controbalzo di dritto profondo che forza l’errore dell’avversario e arriva al secondo match point. Dal primo mancato alla chiusura sono passati sedici minuti, lunghissimi, dentro una partita che è diventata una guierra di nervi. Ed infatti Svajda ha lo smash per restare nel match, ma non lo chiude; Cobolli passa e può finalmente liberare l’urlo. Chiude 7-6(5) il quarto set dopo aver rischiato di riaprire tutto: è ai quarti di finale del Roland Garros, al termine di una partita che sembrava vinta, poi quasi scappata, e infine ripresa con il cuore. ...

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