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Roland Garros, Juan Cerundolo: “L’esperienza di Berrettini vale più di ciò che ho io”

Dopo aver scosso il torneo battendo Sinner, Juan Manuel Cerundolo si qualifica anche per gli ottavi. Vincendo la terza partita più lunga del Roland Garros nell’Era Open, la più lunga in assoluto da quando è stato introdotto il match tie-break. Una bella soddisfazione, di cui parla in conferenza stampa, citando anche il grande risultato di Matteo Berrettini, suo prossimo avversario. D: Quanto ti ha sorpreso che Berrettini sia riuscito a vincere un match di 5 ore e 13 minuti alla sua età, considerando che ultimamente non aveva vinto molto? E pensi che possa recuperare in soli due giorni? Tu sei più giovane di lui.Cerundolo: “Oggi 30 anni sono pochissimi, non è che ne abbia 38. A 30 anni sei ancora in grandissima forma, secondo me. In più ha esperienza: ha fatto la finale a Wimbledon, non ricordo se anche allo US Open, credo sia stato top 5 o top 6. Tutta questa esperienza può valere persino più di ciò che ho io. Lui sa come gestire questo tipo di situazioni, mentre per me è la prima volta. Quindi non mi sorprende per niente: è un giocatore molto esperto. Ha vinto tanto e senza dubbio questo lo aiuta a gestirsi in questo genere di partite“. D: Dopo quello che hai passato con Sinner, sia dal punto di vista fisico che mentale, ti sei chiesto cosa avresti fatto se fossi stato avanti 5‑3 nel quinto? Magari con un match point, e poi lui ti avesse rimontato e battuto?Cerundolo: “Non so… capita che sei 5‑3 avanti e ti dici: ‘Se adesso non chiudo, gioco altre quattro ore, e se non chiudo ancora, un’altra ancora…’ . Allora cerchi di pensare punto per punto: si perde, si vince, e si gioca fino alla fine, poi si vede il risultato. Nella testa ti passano mille cose, puoi essere in un momento di picco, arrabbiato, poi felice, poi rilassato“. D: Sei contento di essere arrivato a questo ottavo di finale, anche pensando a tutto il lavoro fatto e al match con Sinner?Cerundolo: “Sono super contento di essere in questo ottavo di finale, credo di aver lavorato tantissimo per arrivare fin qui. Del match con Sinner ho già parlato molto ieri, non ho perso per miracolo, ma sono super contento. Avevo tanta voglia di vincere, è stato un match durissimo, lui è un giocatore fortissimo, con tantissimo futuro, e sono molto contento della vittoria“. D: Ti piace giocare contro giocatori dello stile di Berrettini, che non si mettono a palleggiare tanto, che vincono molti punti con il primo servizio e che vanno spesso avanti, oppure preferisci giocare contro avversari più simili a te, al tuo stile di gioco? Cerundolo: “Credo che il tennis oggi sia molto livellato: praticamente tutti, dal 200 in su, tirano fortissimo e sono molto aggressivi. Oggi si gioca quasi sempre molto forte e molto aggressivo, è raro vedere uno stile diverso. A chi piace giocare di più contro un tipo o un altro di avversario… alla fine tutti servono forte, non ti regala niente nessuno. Il livello è questo: si gioca contro gente che gioca più piano, meno aggressiva solo mentalmente. Nel senso che magari giocano più tranquilli, ma in queste fasi del torneo, e ancora di più qui, tutti i giocatori sono durissimi, tutti giocano molto bene, e se non sei al 100% ti può battere chiunque“. Dicevi che il tuo è un gioco un po’ diverso dalla maggioranza, che molti ti vincono il punto già con il servizio. Ti senti un po’ “strano”, diverso? E, dall’altra parte, questa corsa l’hanno iniziata in 128: tu sei tra i 16, immaginavi quella sensazione di essere lì? Cerundolo: “Già il fatto di essere mancino cambia un po’ il panorama, perché ci sono meno mancini che destri. Questo incide sul gioco. Senza dubbio cerco di proporre un gioco diverso dal loro, un modo di giocare più… chiamiamolo ‘antico’, per dirla in qualche modo. Però cerco sempre di migliorare e diventare ogni volta più completo. Posso dire che non gioco in modo così ‘moderno’ come la maggioranza, ma bisogna sempre cercare di evolversi e di giocare in maniera più simile ai migliori, avere sempre più armi. Quando inizio il torneo non penso che arriverò agli ottavi o tra i 16: penso partita per partita”. D: Con tutti questi punti e tutte queste ore in campo, sei diventato uno dei nomi del torneo: è impossibile guardare a quello che sta succedendo qui con te a Roland Garros senza parlare di “caso Cerundolo”. Come lo vivi? Cerundolo: “Non è stato facile da gestire. Sinner era il candidato massimo e proprio contro di lui è venuta fuori quella partita un po’ ‘ipnotica’ che ha fatto molto parlare, con un sacco di ripercussioni, e sicuramente molti oggi erano curiosi di vedere come sarebbe andata. C’è la classica cosa che, se perdi, la gente dice: ‘Hai battuto il numero uno del mondo, in qualunque modo sia stato, e poi perdi con un giocatore di questo ranking…’. In realtà tutte le partite sono durissime. Io cerco di fare il mio tennis e di gestire tutto nel modo più tranquillo possibile, ma è ovvio che questo è un qualcosa in più che si è aggiunto. Cerco di accettarlo e di giocare con questa situazione.” Due riflessioni finali: la prima, sei stato a una o due palle dal poter essere un secondo Comesana. la seconda, hai avuto l’opportunità di vedere la partita di tuo fratello? Cerundolo: “Stavo guardando la partita di mio fratello dallo spogliatoio. Mi dà molta rabbia che gli sia sfuggita, la verità. So che è stato molto teso, per lui è stata una sconfitta durissima. Ho parlato con lui, non era nel suo miglior momento, credo abbia avuto anche qualche problema con Pablo [Cuevas, coach di Francisco Cerundolo, ndr], ma non gli ho chiesto bene. Per lui è stata una sconfitta dura, io avevo molte aspettative. Ma sono sicuro che ne verrà fuori e che si riprenderà, perché tecnicamente è davvero un giocatore fortissimo.” ...

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