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Roland Garros: Mensik chiude al 7° match point e collassa. Trungelliti emoziona ma passa Khachanov

Il solo Thiago Agustin Tirante tiene alta la bandiera dell’Argentina nel tabellone maschile in questo mercoledì 27 maggio, con un rocambolesco 1/4 per l’albiceleste che avrebbe però potuto chiudere con un bilancio ben diverso. L’impresa di Tirante contro Davidovich (separatosi dal coach nel bel mezzo del torneo) nulla toglie alle grandi prestazioni di Trungelliti e soprattutto Navone, entrambi però sconfitti da Khachanov e Mensik. Esce anche Ugo Carabelli per mano di Rublev, ma la partita del giorno è senza dubbio quella che vede protagonista il campione di Miami 2025, crollato a terra dopo il settimo match point e soccorso anche dall’avversario, appena sconfitto. Vediamo come sono andate le partite. [26] J. Mensik b. M. Navone 6-3 2-6 4-6 1-6 7-6(11) Fuori anche il terzo argentino impegnato questo mercoledì, Mariano Navone, n. 38 ATP, che si arrende al quinto a Jakub Mensik 6-3 2-6 4-6 1-6 7-6(11) in 4h41′, con tanto di crampi nel finale per il ventenne ceco. Mensik ha salvato tutte le nove palle break (equamente divise in tre game) concesse al quinto, sempre servendo benissimo, compreso un ace di seconda e una complicata volée in allungo. Navone ne ha annullate quattro, però due (consecutive) erano match point. Nel tie-break finale, Jakub parte forte, solido con il dritto a differenza dell’avversario e si cambia sul 5-1. Mariano appare sconsolato ma gli basta vincere un altro punto e inizia a crederci e agguanta il 7 pari. Mensik però piazza il dritto lungolinea per il mini-break che lo manda a servire per chiudere. Gli stanno arrivando i crampi alle gambe, si prende un warning per violazione di tempo, vince il primo punto, altri due match point, ma doppio fallo ed errore. Navone sbaglia un dritto che se perde se lo sogna non solo stanotte, ma anche questo match point svanisce, altra violazione di tempo e gioca la seconda: dritto vincente. Tra un punto e l’altro Jakub cammina con le gambe rigide, ma nello scambio gira attorno alla palla che neanche Thiago Tirante in allenamento. Il rovescio lungolinea di Navone esce di pochissimo e l‘ottavo match point è quello buono: ottima prima e dritto vincente di Mensik, che crolla a terra, incapace di rialzarsi. L’argentino classe 2000 va a dargli la mano, l’arbitro controlla che respiri ancora, poi arriva il fisio. Terzo turno con Alex de Minaur, che sarà un po’ più fresco, visto che ha approfittato del (pure polemico) forfait di Blockx. FIGHTING UNTIL THE LAST DROP OF ENERGY #RolandGarros pic.twitter.com/fTkGv1vg6a— Roland-Garros (@rolandgarros) May 27, 2026 [13] K. Khachanov M. Trungelliti 7-6(6) 5-7 6-1 7-6(4) Un match che, dopo l’equilibrio dei primi due set, pareva avviato a una rapida e anonima conclusione si è riacceso a un passo dal traguardo nel quarto set e, pur non avendo regalato un quinto parziale che sarebbe stato niente meno che delirante, ha offerto le emozioni tipiche della lunga distanza. Ha vinto Karen Khachanov, quello che doveva vincere sia per valore sia perché l’avversario era sparito dal campo, superando dunque 7-6(6) 5-7 6-1 7-6(4) un grande Marco Trungelliti, che però gliel’ha fatta sudare ben oltre i 32° gradi (ma con appena il 29% di umidità). Primo e secondo set – L’equilibrio (di Carlo Galati) I primi due set raccontano una partita molto combattuta e non sempre lineare tra Karen Khachanov e Marco Trungelliti, arrivati sull’1-1 dopo 2 ore e 2 minuti di gioco. In avvio è il russo a far valere la maggiore pesantezza di palla, soprattutto quando riesce ad appoggiarsi al servizio e a comandare con il primo colpo dopo la battuta. Trungelliti però resta dentro il set con il suo tennis più fantasioso, fatto di variazioni, traiettorie sporche e soluzioni improvvise, riuscendo poco alla volta a togliere ritmo al suo avversario. Il primo parziale si decide così al tie-break, dove Khachanov spreca qualcosa ma alla fine chiude 7-6 al terzo set point, trovando un bellissimo rovescio lungolinea nel momento più delicato. Nel secondo parziale, proprio quando il russo sembra poter azzannare la partita, arriva invece il passaggio a vuoto. Trungelliti ne approfitta con lucidità, si prende il break nel quinto gioco e sale fino al 5-3 e 15-40, costruendosi due palle set. Khachanov le annulla anche grazie alla complicità dell’argentino, che commette un errore banale con il dritto e rimette in vita il russo. Il controbreak sembra spostare di nuovo l’inerzia dalla parte di Khachanov, ma è solo un’illusione: il russo continua a non trovare ritmo, sbaglia qualche colpo di troppo e soffre soprattutto la varietà dell’argentino, bravo a usare slice e drop shot per destabilizzare la solidità da fondo. Trungelliti trova così un nuovo break inatteso e poi chiude il parziale 7-5 con il secondo ace del match, riportando tutto in equilibrio. Terzo e quarto set – Trungelliti scompare, ma poi… Karen va a cambiarsi e si ricomincia dopo dieci minuti. Ricomincia un altro match, perché Trungelliti gioca un pessimo game di servizio che è un sintomo della sua uscita dal match. 6-1 4-0 per Khachanov con l’altro, completamente scarico, che non butta più una palla di là. Sembra debba finire nel giro di tre minuti, invece Marco riprende a tenerla in campo e recupera un break. Tiene il servizio dopo aver annullato un match point sul 3-5, il pubblico risponde alla sua richiesta di sostenerlo sostiene a gran voce. Il game successivo va oltre il clamoroso. Trungelliti parte avanti, sul 15-30 non riesce a colpire la palla ostacolato dal giudice di linea (in posizione corretta, quindi non è disturbo). Arriva il match point, Khachanov si vede rispondere un comodo smash, ma il successivo, a rimbalzo vicino alla rete, è ancora più facile: stecca e palla che decolla. Alla fine, Trungio agguanta il 5 pari. Karen dimentica l’errore quanto basta per giocarsi il tie-break, che si decide con un doppio errore argentino sul 4 pari: sulla controsmorzata dell’avversario, invece di andare sul lungolinea sguarnito, Trungelliti cerca lo strettino per lo show e si ferma credendolo fuori, così non è pronto a gestire il colpo successivo a campo aperto. Khachanov stavolta chiude e i due si abbracciano a rete più che sorridenti. Prossimo turno con De Jong, vittorioso su Federico Cinà. [11] A. Rublev b. C. Ugo Carabelli 6-1 1-6 6-3 7-6(5) In quattro set finisce anche l’altra sfida tra senza bandiera e Argentina, con Andrey Rublev che batte Camilo Ugo Carabelli 6-1 1-6 6-3 7-6(5). Ugo ha vinto più scambi tra zero e quattro colpi (60-49), ma Rublev è stato superiore in quelli oltre gli otto, 31-17. “Non è facile in queste condizioni, tanto caldo, un po’ di vento” ha detto Andrey alla fine. “Non controlli davvero la palla, rimbalza alta e non è facile essere sempre aggressivi. La chiava è stata continuare comunque a tirare, perché se rallenti l’altro ne approfitta”. Ora ha Nuno Borges, vincitore di Kecmanovic. ...

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